È nata una stella al “Barbera”: Vavassori vola e fa volare il Palermo
Pubblicato il da Gabriele Cavallaro - aggiornato il - Apertura, News, Serie B
“È nata una stella all’Etihad“, diceva il commentatore Massimo Callegari nel 2017, nove anni fa, parlando di Kylian Mbappé. Il francese, allora al Monaco, era un talento di appena 19 anni, ancora tutto da scoprire ma già capace di incantare i più prestigiosi palcoscenici d’Europa. Nessun paragone, sia chiaro, ma qualcosa di simile si potrebbe dire oggi di Dominic Vavassori, che sta conquistando il “Barbera” a suon di gol, trascinando il Palermo in vetta alla classifica. Sei reti nelle ultime sei partite, cinque delle quali davanti al pubblico rosanero: numeri che raccontano la crescita e la consacrazione del gioiello di proprietà dell’Atalanta, società che negli anni ha dimostrato di saper valorizzare i giovani talenti.
Mamma polacca, papà brasiliano: un intreccio di origini che rende interessante anche il discorso legato alla Nazionale. Non a caso Leonardo Bonucci, collaboratore tecnico di Roberto Mancini, era presente al “Barbera” in occasione della vittoria contro il Vicenza e ha avuto modo di osservare da vicino il giovane attaccante. Lo sta seguendo con attenzione: l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Forse è ancora presto per immaginare un futuro in Nazionale maggiore, ma chissà che il rendimento di Vavassori non possa attirare anche l’attenzione di Silvio Baldini per la sua Under 21, attesa la prossima estate dagli Europei di categoria. La strada è ancora lunga, ma continuare su questi ritmi potrebbe aprirgli prospettive importanti.
Quel che è certo è che Bonucci avrà avuto diversi aspetti positivi da annotare sul proprio taccuino. Senso della posizione, capacità di attaccare gli spazi e freddezza sotto porta: Vavassori sembra avere un istinto naturale per il gol. Il suo modo di giocare ha poco a che fare con quello di un esterno tradizionale e la heatmap parla chiaro: il suo raggio d’azione è prevalentemente centrale. In area di rigore si muove con sicurezza, come dimostrano le reti segnate a Pisa e il gol del 3 a 1 contro il Vicenza, arrivato dopo una serie di rimpalli vinti prima della conclusione decisiva. Vavassori si muove con sicurezza negli ultimi metri, sfruttando anche il lavoro di Pohjanpalo, che magari segna meno rispetto alle attese, ma resta fondamentale per il gioco della squadra.
Contro il Vicenza l’impatto del giovane attaccante è stato impressionante: otto tiri, tre nello specchio della porta, 46 tocchi e quattro dribbling riusciti. Tutto questo nonostante due facili occasioni da gol sprecate e un avvio di partita, nei primi 40 minuti, al di sotto delle aspettative. È soprattutto il confronto con alcuni dei talenti passati da Palermo a rendere ancora più significativo il suo avvio. Considerando le prime dieci giornate e i giocatori con meno di 22 anni, Vavassori ha già segnato più di Cavani, che nel 2008/09 si fermò a quattro reti, come Pastore e Ilicic, entrambi a quota quattro nel 2010/11.
Il suo bottino supera anche quello di Dybala nella stagione 2014/15, con il quale le somiglianze non mancano. A partire dall’esultanza: la celebre “Dybala Mask”, diventata ormai il marchio di fabbrica delle sue celebrazioni. E pensare che Vavassori non era neppure la prima scelta del direttore sportivo rosanero. Il suo arrivo – come vice Strefezza – è maturato dopo il lungo corteggiamento a Rao, trattativa poi sfumata con il trasferimento del giocatore di proprietà del Napoli al Pisa. Una strada alternativa che, almeno finora, sta dando risultati eccellenti.
Il cartellino resta di proprietà dell’Atalanta e il prestito secco lascia ai bergamaschi il controllo sul futuro del giocatore. È facile immaginare che Percassi, patron della Dea, si stia già sfregando le mani pensando all’ennesima plusvalenza. Per il momento, però, a godersi il talento è il Palermo, che ha trovato in lui un’arma preziosa nella corsa al vertice. E Inzaghi, in fondo, aveva già lanciato un’indicazione precisa a inizio stagione: “Può fare 15 gol”. Una previsione ambiziosa, ma che giornata dopo giornata sembra sempre più aderente alla realtà.