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La Bracierina Palermo
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Il Palermo “sfreccia” con Johnsen e Vavassori: qualità e concretezza. E Pohjanpalo…

Il 2 – 0 contro il Lecce ha lasciato in eredità al Palermo diverse indicazioni positive, soprattutto per quanto riguarda il nuovo 4-2-3-1 di Inzaghi. E tra le note più interessanti ci sono sicuramente Johnsen e Vavassori, due esterni che per caratteristiche e interpretazione possono dare una dimensione diversa alla squadra. Il norvegese sembra un altro giocatore rispetto a quello visto nella passata stagione. A sinistra, praticamente incollato alla linea laterale, ha dato ampiezza alla manovra e cercato con continuità di puntare l’uomo. La giocata più importante è arrivata proprio da lì: accelerazione, palla in mezzo e assist per Pohjanpalo, che ha trasformato in rete.

Non è stato però soltanto un Johnsen offensivo. Una delle indicazioni arrivate dalla gara riguarda infatti il lavoro senza palla. Il numero 17 ha accompagnato l’azione avversaria, è rientrato e ha dato una mano alla squadra anche nella fase difensiva. È esattamente ciò che Inzaghi chiede ai suoi esterni e che può permettere al 4-2-3-1 di mantenere equilibrio senza rinunciare alla spinta. Resta, invece, un piccolo limite già emerso in passato: la continuità. Johnsen ha ancora la tendenza a sparire dalla partita per alcuni minuti, alternando momenti in cui sembra poter creare pericoli a fasi in cui incide meno, magari cercando la giocata più spettacolare che concreta.

Poi c’è Vavassori, la nota più intrigante della serata. Le qualità tecniche del classe 2005 erano già emerse durante la tournée australiana, ma contro il Lecce si è vista anche tanta personalità. Il gol all’esordio ne è la fotografia perfetta: l’attacco dello spazio alle spalle del difensore e il farsi trovare sulla palla vagante prima di tutti gli altri. Un gol che, per dinamica, ricorda quasi quelli del suo allenatore.



E non è un caso che proprio Inzaghi abbia mostrato fin dall’inizio un particolare apprezzamento per il ragazzo. “Mi sono innamorato di Vavassori dal primo giorno”, ha raccontato dopo la partita, spiegando di volerlo aiutare a diventare un giocatore importante. Poi, in conferenza stampa, il siparietto sull’obiettivo dei 15 gol, indicato scherzosamente dal tecnico come traguardo stagionale. Al di là delle battute, il messaggio è chiaro: Inzaghi crede fortemente in lui. E il numero 9 ha già risposto sul campo. Un giocatore tutt’altro che destinato a essere una semplice alternativa.

C’è poi un altro aspetto che merita attenzione: la concretezza del reparto offensivo. Il Palermo ha segnato due gol costruendo numericamente meno rispetto al Lecce: 1,20 di xG per i rosanero contro i 3,09 dei salentini. Un dato che racconta bene una delle caratteristiche che potranno fare la differenza nel corso della stagione: trasformare in gol le occasioni create. E in questo senso Pohjanpalo resta una certezza. Il finlandese ha toccato appena 17 palloni durante la partita, eppure, nel momento decisivo, ha trovato ancora una volta il modo di mettere il proprio nome sul tabellino. È la caratteristica dei grandi bomber: quando arriva l’occasione giusta sanno trasformarla in gol.

La sensazione, inoltre, è che quest’anno Pohjanpalo possa avere molte più soluzioni alle proprie spalle. La presenza di esterni offensivi di un certo calibro può permettere al centravanti di ricevere un numero maggiore di palloni giocabili negli ultimi metri. In attesa di Strefezza, apparso ancora indietro di condizione ma già desideroso di lasciare il segno, e di un possibile ulteriore innesto sulla corsia, con Iker Almena tra i nomi valutati,

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