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Il Palermo si gode Vavassori, il giovane ‘attaccante’ che ricorda tanto Dybala

Stessa statura. Stesso numero di maglia. Stesse movenze. Stessa voglia di stupire. Sì, questo Vavassori ricorda molto il primo Dybala, quello che a 19 anni segnava i primi gol con il Palermo. Non è un paragone – che resta azzardato – ma un incrocio di traiettorie che vale la pena raccontare, visto come Vavassori sta impressionando in queste settimane. E la sua esultanza dopo il secondo gol contro il Padova (che vedete in foto) è un chiaro omaggio al campione argentino, che tra l’altro sta vivendo con la Roma capolista il suo miglior momento di forma fisica degli ultimi anni.

L’arrivo di Vavassori nella campagna acquisti estiva era un’operazione quantomeno discutibile, a partire dalla formula: prestito secco dall’Atalanta, senza alcuna opzione di riscatto. Un dettaglio che dice molto su quanto il club bergamasco, che ne detiene il cartellino, punti sull’attaccante classe 2005, in vista di una futura plusvalenza o di un posto in prima squadra. Se vorrà trattenerlo, il Palermo dovrà quindi imbastire una nuova trattativa a fine stagione. I margini ci sarebbero, considerando la forza economica del City Football Group, ma sono discorsi prematuri, legati a come andrà l’annata. Vavassori, va ricordato, è arrivato in rosanero solo dopo che la lunga trattativa per Rao era sfumata.

Rao è più giovane di un anno, aveva già un campionato di Serie B alle spalle con numeri ottimi per un debuttante (sei gol e tre assist) ed era cresciuto a Bari, piazza calda che lo aveva già temprato alle pressioni. A parità di formula di trasferimento, sembrava la scelta più naturale. I tentennamenti del Napoli e dell’entourage del ragazzo, però, hanno spinto il Palermo a virare su Vavassori. E i risultati stanno andando ben oltre le aspettative.



Inzaghi ne aveva parlato bene già dai primi allenamenti e sta dando continuità alle parole con i fatti. Vavassori è il secondo giocatore più utilizzato in stagione, campionato e Coppa inclusi, dietro solo ad Augello. Ha disputato cinque delle sette gare ufficiali da titolare: un segnale che la fiducia di Inzaghi non nasce solo dall’infortunio di Strefezza, che pure gli ha aperto la strada a un ruolo da protagonista. Vavassori si è messo a disposizione dell’allenatore giocando sia a sinistra che a destra, ma l’impressione è che possa essere devastante più da attaccante che da esterno offensivo.

Tornando al parallelo con Dybala: l’argentino, a Palermo, arrivava come punta atipica. Alto 177 cm – la stessa statura di Vavassori – non era il classico attaccante da lavoro sporco né un finalizzatore di testa, ma aveva un senso del gol innato e un sinistro che cantava, il tutto unito a una tecnica sopraffina. Arrivato giovanissimo, a 19 anni (Vavassori ne ha 20), si è poi evoluto negli anni, tatticamente e fisicamente, fino a diventare il calciatore di oggi, capace di giocare da seconda punta o trequartista.

Il Palermo ha scelto Vavassori come esterno offensivo, ma ciò che più ha colpito è la sua capacità di attaccare l’area di rigore. Ha i tempi giusti, ‘sente’ la porta, è rapido nel pensiero, nella scelta e nell’esecuzione: tutte qualità da attaccante, non da esterno. È bravo nell’uno contro uno, ma sempre orientato alla ricerca del gol. Poche giocate da esterno puro – come invece è Johnsen – tante da seconda punta o punta atipica. Basta guardare i tre gol già realizzati: quello al Lecce è un classico da attaccante d’area, palla vagante e taglio alle spalle del difensore. Un gol alla Inzaghi. E poi la doppietta al Padova: nel primo si fa trovare pronto al centro dell’area per insaccare l’assist di Johnsen; il secondo è una rete che ricorda tantissimo il primo Dybala, con lo stop di tacco orientato e il tiro di sinistro.

Sono gol che solo un attaccante farebbe. Che Johnsen, per intenderci, farebbe fatica a segnare. Vavassori non è un esterno che rientra e calcia a giro: è un attaccante che punta la porta, bravissimo a trovare gli spazi giusti per far male alla linea difensiva. La sua heatmap – la rappresentazione grafica delle zone del campo in cui un giocatore è stato più presente durante la partita – nella gara contro il Padova è chiarissima: tanto centro, pochissimi esterni. Nello scacchiere di Inzaghi sta trovando il suo equilibrio perfetto. Il Palermo ‘pende’ a sinistra, dove nascono la maggior parte delle azioni, ma conclude al centro e a destra, con Vavassori, Pohjanpalo e gli inserimenti dei centrocampisti.

La heatmap di Vavassori nella gara contro il Padova

Come Dybala, anche Vavassori è in fase evolutiva. La sensazione è che possa diventare devastante da seconda punta o trequartista moderno, capace di attaccare la porta: era il suo ruolo anche all’Atalanta U23. Il Palermo intanto si gode un ragazzo che sta dimostrando qualità e personalità già a 20 anni, con margini di crescita importanti. Il paragone con il fuoriclasse della Roma resta azzardato, ma i numeri e le giocate di queste prime settimane raccontano di un ragazzo dal futuro assicurato. Magari con i colori rosanero.

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1 thought on “Il Palermo si gode Vavassori, il giovane ‘attaccante’ che ricorda tanto Dybala

  1. Buongiorno
    Ad agosto scrissi sul sito, che la società a fine campionato avrebbe dovuto fare i salti mortali per acquistare Vavassori.
    Un talento puro , che avevo visualizzato su internet, con le sue skills.
    Questo ragazzo finirà nel giro della nazionale maggiore.

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