Ma come faceva Brunori a stare in panchina?

Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Ma come faceva Brunori a stare in panchina?

La buona prestazione, condita dal gol del momentaneo 0 – 2 contro lo Spezia, fissa nella pietra una domanda: ma come faceva Brunori a stare in panchina? L’inspiegabile gestione del capitano rientra tra le mille contraddizioni della stagione negativa del Palermo e senza dubbio ha condizionato i primi mesi del campionato.

Brunori, numeri da leader ma stessi punti

Si parte dai numeri. Brunori ha giocato da titolare sei delle ultime sette partite e ha contribuito con tre gol (contro Spezia, Pisa, Modena) e mezzo (decisiva la punizione calciata col Cittadella, che poi ha portato alla rete di Lund). Il capitano, con sole dieci gare giocate dal primo minuto in campionato, è già il capocannoniere della squadra insieme a Insigne e Le Douaron, tutti a quota quattro.

A onor del vero, i problemi del Palermo sono talmente profondi che la media punti con e senza Brunori è identica (1,2 generale, 1,1 con il capitano titolare), ma l’impatto del 9 rosanero è stato indiscutibile dal punto di vista emotivo e di leadership.

Il ‘caso’ Brunori: un errore che pesa

E allora come faceva Brunori a fare panchina? È la domanda delle domande, difficile dare una risposta. La gestione del suo ‘caso’, ampiamente trattata, lascia poco spazio alle interpretazioni: tutte le parti in causa hanno la loro fetta di responsabilità, compreso il giocatore.

Di mezzo ci è finito il Palermo – inteso come squadra – che ha dovuto fare a meno del secondo miglior marcatore della storia rosanero per buona parte dei cinque mesi della stagione. Un giocatore che per numeri – 34 gol realizzati nei due anni di B – e status doveva essere al centro del progetto e invece è stato relegato a fare panchina a favore di un modesto Henry, che ora è finito nelle retrovie.

Brunori – Pohjanpalo, la coppia da registrare

Ora che Brunori è tornato imprescindibile, si può passare a un’altra domanda delle domande: ma chi deve fare arrivare i palloni giusti a Pohjanpalo? La partita con lo Spezia potrebbe aver dato un accenno di risposta.

Domenica si è vista in campo la coppia offensiva composta da Brunori e Pohjanpalo. L’intesa va ancora registrata e il tipo di partita non si prestava a chissà quali trame offensive, ma dai primi movimenti sembra che sia il 9 rosanero a ‘lavorare sporco’, mentre il finlandese si occupi di più della finalizzazione.

Col passaggio definitivo al 3-5-2, Brunori svolge più un lavoro di raccordo e gioca spesso ‘fronte alla porta’. Un tipo di movimento che il capitano svolgeva già con Le Douaron, che invece andava a riempire l’area di rigore avversaria. Stesso concetto con Pohjanpalo: a La Spezia, Brunori ha giocato una partita di sacrificio, ‘pulendo’ tanti palloni, e poi è stato premiato dal gol.

La dinamica tra Brunori e Pohjanpalo sembra chiara. Il capitano svaria ed è più libero di muoversi, il finlandese si occupa di rifinire l’azione. Il 9 potrebbe quindi essere l’uomo giusto per assistere il 19, senza tralasciare l’aspetto realizzativo. Tra i mille problemi del Palermo, l’efficienza dell’attacco ora sembra l’ultimo dei pensieri.

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