Mantova – Palermo 1 – 1 LE PAGELLE / Ranocchia e Ceccaroni bene, Joronen no

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Mantova – Palermo 1 – 1 LE PAGELLE / Ranocchia e Ceccaroni bene, Joronen no

Ma si può non vincere una partita come questa? Dominata in lungo e in largo per 90 minuti? Senza subire un tiro in porta per 94 minuti? Contro una squadra che si è dimostrata nettamente in balia dei rosanero dal primo all’ultimo minuto? Eppure è successo ed è una “tramvata” che rischia di pesare tantissimo sul morale oltre che in classifica.

Per 90 minuti il Palermo ha giocato una partita praticamente perfetta, con l’unico neo di non essere riuscito a chiuderla prima della fine come avrebbe strameritato. Pressing, bel gioco, meccanismi perfetti.

Non si può neanche parlare dei cambi effettuati da Inzaghi nell’ultimo tratto di partita, perché sul piano del gioco non ci sono stati contraccolpi di rilievo: il Mantova ha chiuso con un solo tiro in porta, quello del gol. Una tragica fatalità, se vogliamo, ma certe gare vanno portate a casa. I voti ai singoli giocatori restano quelli di una vittoria esterna ma ognuno dei protagonisti della mancata vittoria, a cominciare dal tecnico Inzaghi espulso a dieci dalla fine, deve riflettere su quanto accaduto.

Che sia il settimo risultato positivo consecutivo è una consolazione magrissima, insignificante. I tre punti, caduti dalla tasca, avrebbero prodotto in classifica effetti straordinari dopo le sconfitte di Monza, Cesena e Catanzaro. E invece un pomeriggio di ottimo calcio si trasforma in un incubo finale.

MANTOVA: Bardi 6,5; Cella 6, Castellini 5, Bani 5,5; Maggioni 5,5 (dal 14′ s.t. Paoletti 5,5), Wieser 5,5, Trimboli 5 (dal 14′ s.t. Zuccon 5,5), Fiori 5 (dal 31′ s.t. Bragantini s.v.); Falletti 5,5 (dal 31′ s.t. Marras 7), Ruocco 5 (dal 14′ s.t. Mensah 5,5); Mancuso 5.

PALERMO: Joronen 5; Peda 6 (dal 24′ s.t. Bereszynski 6), Bani 6, Ceccaroni 7; Pierozzi 6, Segre 7 (dal 36′ s.t. Giovane s.v.), Ranocchia 7 (dal 24′ s.t. Gomes 6), Augello 6,5; Palumbo 6,5 (dal 24′ s.t. Blin 6), Vasic 7 (dal 19′ s.t. Le Douaron 6); Pohjanpalo 6.

Joronen 5: I pericoli per la sua porta sono pochi e soprattutto ‘potenziali’, nel senso che corre pochi brividi senza dover fare nessuna parata. Ma al 95esimo resta sorpreso dal tiro dalla distanza di Marras e qualche responsabilità ce l’ha anche lui. La prima gaffe della stagione.

Peda 6: La catena di destra questa volta non è decisiva. Il polacco, preferito a Bereszynski, sceglie la strada della prudenza e raramente supera la metà campo. Il Mantova non è particolarmente minaccioso ma lui non sembra nella migliore giornata. Cresce un po’ nella ripresa ma esce prima della fine per eccesso di stanchezza.

(dal 24′ s.t. Bereszynski) 6: Staffetta abbastanza prevedibile, utile per ritrovare il clima della gara. Nell’azione del gol non c’entra niente.

Bani 6: Sufficienza comoda perché tra le difficoltà del Mantova e il filtro del centrocampo i pericoli arrivano spesso depotenziati. Ma nemmeno lui sembra nella migliore giornata, vince il duello a distanza con il fratello minore ma ogni tanto, nel primo tempo, c’è qualche sbavatura e qualche fallo di troppo. Compensa comunque con la personalità che fa la differenza e che rasserena i compagni di reparto. Se fosse riuscito a segnare nel recupero dopo una giocata da favola sarebbe venuto giù lo stadio. E soprattutto sarebbero arrivati i tre punti.

Ceccaroni 7: E finalmente arriva il primo gol della stagione, meritatissimo premio all’insistenza e convinzione con cui spesso segue in avanti i ribaltamenti improvvisi: è questo il suo merito perché il gol in sé, favorito da un grande assist di Vasic, non è particolarmente complicato, un appoggio di sinistro a due metri dalla porta. Sfiora anche la seconda rete personale con una conclusione in diagonale che Bardi riesce a respingere. Il tutto senza dimenticarsi dei suoi compiti difensivi.

Pierozzi 6: Torna titolare dopo qualche settimana e quindi con l’esigenza di ritrovare il ritmo partita. Meno esplosivo del solito ma attento e determinato. Meno pensieri offensivi ma senza affanni sulla fascia destra.

Segre 7: Nella partenza a razzo della squadra fa la sua parte, correndo come un matto a grande velocità e assicurando importanti raddoppi sugli avversari. È in buone condizioni atletiche e lo dimostra quando insieme al lavoro ‘sporco’ cerca qualche avanzata palla al piede approfittando degli spazi più ampi. Più passano i minuti più la sua stazza fisica fa la differenza. Forse era l’unico giocatore che non doveva uscire.

(dal 36′ s.t. Giovane) s.v.: Un’altra testimonianza della fiducia che si sta guadagnando nel gruppo. I suoi gettoni di presenza sono aumentati nell’ultimo mese.

Ranocchia 7: Fa benissimo quello che gli chiede Inzaghi e la sua crescita di personalità e fiducia è adeguatamente accompagnata da una buona condizione atletica. Avvia l’azione dello 0 a 1, va un paio di volte alla conclusione dai 20 metri (ma deve correggere la mira), si dimostra duro quando c’è da fare i contrasti, in una ripresa dominata a lungo fa un’altra valanga di cose buone. Unico neo un’ammonizione nel primo tempo che è la vera motivazione della sua uscita precoce dal campo.

(dal 24′ s.t. Blin) 6: Si piazza nel ruolo di Ranocchia con compiti evidentemente di maggiore copertura, le caratteristiche dei due giocatori sono decisamente diverse ma Blin approccia bene la gara.

Augello 6,5: Il Palermo sceglie la zona di centrosinistra per attaccare con più continuità: una delle spiegazioni è l’ottima condizione psicofisica di Augello che conferma di essere tornato quello di inizio stagione e di aver assimilato la Serie B.

Palumbo 6,5: L’apertura immediata no look con cui innesca Vasic per il contropiede dello 0 a 1 vale da solo il prezzo del biglietto, è questo il modo in cui i giocatori di talento possono e debbono fare la differenza in campo. Gioca in modo ordinato, sempre al servizio della squadra. Peccato che nella ripresa non riesca a segnare in contropiede (palla di poco fuori) dialogando ad alti livelli con Pohjanpalo.

(dal 24′ s.t. Gomes) 6: Non incide più di tanto sulla gara che sembra indirizzata verso una vittoria indiscutibile.

Vasic 7: Sul podio dei migliori. Inzaghi lo preferisce a Le Douaron ed è una delle scelte più azzeccate. L’italo-serbo parte benissimo per quantità e qualità. Il gol lo confeziona lui con un assist molto preciso e soprattutto intelligente, un altro giocatore avrebbe forse scelto la strada del tiro e invece lui ha aspettato il momento propizio per servire Ceccaroni senza farlo terminare in fuorigioco. Fa tante cose buone ma con molta più naturalezza e fiducia. Nel secondo tempo è in costante proiezione offensiva ma con il passare dei minuti perde lucidità (del resto è abituato a spezzoni di mezz’ora) e lascia il posto a Le Douaron.

(dal 19′ s.t. Le Douaron) 6: La sufficienza è risicata, entra con grande voglia ma il confronto con Vasic – sul piano della qualità – questa volta non regge. Però la sua sgroppata in contropiede nel finale regala un break benefico.

Pohjanpalo 6: Ci vuole una mezz’oretta prima che tocchi il primo pallone. Ma i suoi movimenti sono sempre propedeutici alla pericolosità della squadra. Poi quando partecipa direttamente al gioco va vicino al gol prima di testa e poi con una doppia conclusione ravvicinata che però in altre domeniche si sarebbe trasformata in gol. In una gara fatta di molte ripartenze si segnala anche come rifinitore di qualità.

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