Monza – Palermo 3 – 0 LE PAGELLE / Rosanero poco fortunati, sconfitta a testa alta
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Il Monza vince e scappa. Il Palermo perde a testa altissima, dopo una gara coraggiosa, ma con un passivo pesantissimo, uguale a quello dell’andata. Quando complessivamente perdi 6 a 0 contro i brianzoli (tre all’andata e tre al ritorno) bisogna solo applaudire alla forza degli avversari. Che hanno vinto giocando di rimessa, approfittando degli episodi fortunati. E, se vogliamo, giocando come spesso fa il Palermo.
Diciamolo francamente. Il Palermo non avrebbe meritato una simile sconfitta per come ha approcciato la gara fin dall’inizio, schiacciando il Monza, sfiorando il gol e subendolo alla prima incursione in avanti dei padroni di casa, che hanno trovato una rete fortunosa sugli sviluppi di un’azione di corner.
Anche dopo lo svantaggio il Palermo ci ha provato ed è rimasto in partita fino a metà ripresa, quando dopo l’uscita di Pierozzi (e soprattutto l’ingresso di Rui Modesto) il Monza si è scatenato con la forza devastante di Azzi, che ha chiuso la gara con due assist da Serie A. Nel gioco dei cambi il Palermo ha mostrato qualche limite di troppo (eccezione per Johnsen, tra i migliori). Ed è un argomento che già abbiamo toccato nelle scorse giornate.
Dispiace anche per i circa 4.000 palermitani che hanno tifato e sperato. E anche applaudito. Ma che tornano a casa bagnati come pulcini e fortemente demoralizzati. La Serie A diretta è molto più lontana – quasi impossibile – ma il campionato non finisce qui. Non ci sentiamo di criticare più di tanto la squadra di Inzaghi, che forse è stato troppo ottimista nel far debuttare Rui Modesto in un contesto molto complicato. Ma oggi la dea del calcio aveva la maglia del Monza. L’unica consolazione è che anche il Frosinone ha rallentato. E il terzo posto è comunque importante.
MONZA: Thiam 6; Delli Carri 6, Ravanelli 6,5, Lucchesi 6; Ciurria 7 (dal 26′ s.t. Colombo 6,5), Obiang 6,5, Pessina 6,5, Azzi 7,5 (dal 44′ s.t. Brorsson s.v.); Hernani 5,5 (dal 1′ s.t. Bakoune 6,5), Cutrone 6 (dal 41′ s.t. Alvarez s.v.); Petagna 6,5 (dal 26′ s.t. Dani Mota 6).
PALERMO: Joronen 6; Peda 6 (dal 20′ s.t. Magnani 6), Bani 6, Ceccaroni 6 (dal 20′ s.t. Johnsen 6,5); Pierozzi 6 (dal 14′ s.t. Rui Modesto 5), Segre 6 (dal 26′ s.t. Vasic s.v.), Ranocchia 5,5, Augello 6,5; Palumbo 6,5, Le Douaron 6 (dal 26′ s.t. Corona s.v.); Pohjanpalo 5,5.
Joronen 6: Non deve compiere nemmeno una parata. Ha la sfortuna di subire un gol, sul quale non può fare nulla, alla prima conclusione in porta del Monza. Sul tiro di Cutrone il pallone in area subisce due deviazioni prima di arrivare sui piedi di Petagna che deve solo spingerla. Replay nel secondo tempo: praticamente inoperoso per quasi 20 minuti e poi deve inchinarsi per raccogliere il secondo pallone in rete e anche il terzo. Peggio di così…
Peda 6: Nella partita più difficile mostra grande concentrazione, coraggio e personalità. Tiene botta tutte le volte che viene chiamato in causa. Gli si può solo contestare una posizione troppo avanzata in occasione del gol.
(dal 20′ s.t. Magnani) 6: Entra sul 2 a 0, fa il centrale della difesa a quattro senza rischiare molto. In fondo è un ruolo che conosce. Nessun sbavatura.
Bani 6: Dirige bene una difesa che deve rischiare più del solito perché la squadra – fin dall’inizio – gioca con il baricentro molto alto. Il buon lavoro dei compagni di centrocampo limita i pericoli dietro. Nell’azione dell’1 a 0 si ritrova il pallone tra le gambe, lo devia anche ma non gli si può attribuire alcuna responsabilità. Nella ripresa cerca anche di spingere, senza troppa fortuna. Fa però la cosa più bella della partita sotto il profilo estetico: controllo a seguire con il tacco e ingresso in area che avrebbe meritato miglior fortuna.
Ceccaroni 6: Non è certo il tipo da spaventarsi di partite così importanti. E si vede subito: difende ma anche spinge. Dalle sue parti agisce Cutrone che quasi non tocca palla. Anzi, tra i due è più attaccante Ceccaroni, che va vicino al gol con un tiro dal limite dell’area. Esce anche perché ammonito qualche minuto prima.
(dal 20′ s.t. Johnsen) 6,5: È entrato molto bene in partita, concreto e guizzante. Alla prima conclusione timbra in pieno l’incrocio dei pali con un tiro da fuori area che meritava il gol. Poi procura l’ammonizione di Ravanelli. Nel finale va vicino al 2 a 1 ma il portiere respinge la sua conclusione angolata. Ci dà dentro come può.
Pierozzi 6: Primo tempo molto timido, giustificabile però con il fatto che dalle sue parti agisce Azzi che è forse il giocatore più in forma degli avversari. Sembra esagerare in prudenza ma non è così: lo si capisce subito dopo la sua uscita dal campo, nemmeno un minuto e arriva la progressione di Azzi, che confeziona il 2 a 0 di Ciurria. Per non parlare del 3 a 0 in cui Azzi sembra un centometrista.
(dal 14′ s.t. Rui Modesto) 5: Debutto non felice (eufemismo). Alla prima azione il Monza penetra troppo facilmente nella sua zona di campo, lui è chiaramente sorpreso dallo scambio rapido che libera Azzi in velocità. Il resto della sua partita è consequenziale, anche perché nel cambio di modulo (con i quattro dietro) deve fare il terzino destro. Commette un fallaccio su Mota e gli va benissimo che l’arbitro gli mostri solo il cartellino giallo.
Segre 6: Sulla sua testa, alla mezz’ora, il pallone del pareggio: si tuffa, la impatta bene ma il portiere respinge. La qualità della sua partita però la esprime nel consueto lavoro a centrocampo, fatto di tanta corsa, aggressività e buon recupero di palloni. Cala un po’ nella ripresa ma se esce dal campo è solo perché Inzaghi vuole ridisegnare la squadra, non certo per demerito.
(dal 26′ s.t. Vasic) s.v.: Si rivede in campo dopo tanto tempo, per uno spezzone un po’ più lungo rispetto agli ultimi spiccioli. Agisce sul centrodestra. Non è lui che può stravolgere il corso della partita, ci mette impegno ma non incide più di tanto.
Ranocchia 5,5: Prestazione di spessore nei primi 45 minuti. L’assist no look per Segre è un gioiello da copertina ma fa una gara intensa, con buone giocate in profondità e cercando anche di trovare lo spiraglio per il gol. Nel secondo tempo è meno concreto, dopo il 2 a 0 anche lui va in difficoltà, sul 3 a 0 Azzi lo straccia in velocità e subisce pure un’ammonizione che gli costerà la squalifica.
Augello 6,5: In alcuni momenti della partita è devastante, per velocità e precisione. Quando il Palermo spinge, come spesso accade, l’azione pende a sinistra perché lui c’è sempre e non disdegna le puntate verso la porta avversaria. La sconfitta ha proporzioni rumorose ma lui non ha responsabilità.
Palumbo 6,5: Ha giocato tanto e bene. A tal punto che, nonostante un’ammonizione rimediata nel primo tempo, Inzaghi non lo sostituisce. Buone trame, tanta corsa, qualche passaggio illuminante. Purtroppo tutto inutile.
Le Douaron 6: Per la partita che ha disegnato Inzaghi lui è quasi un “premio Oscar” come attore non protagonista. Fa il solito lavoro ‘sporco’ ma il Monza deve preoccuparsi di lui, che aiuta la squadra a rallentare e ‘sporcare’ le azioni avversarie. Parte sul centrodestra, poi si sposta sul centrosinistra, non risparmia una stilla di energia e nel finale del primo tempo prova anche l’azione personale con tiro che si perde non lontano dalla porta.
(dal 26′ s.t. Corona): s.v.: Si impegna, certo. Ma non è più partita che si può raddrizzare.
Pohjanpalo 5,5: Per toccare palla deve andarsela a cercare fuori dall’area. Come spesso accade gioca poco ma stavolta non ha avuto il guizzo del capocannoniere. E nemmeno nel finale (conclusione parata) dà l’impressione di essere in giornata di grazia.