Palermo, l’attacco non ingrana: i numeri offensivi sono da metà classifica
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Il Palermo si conferma una squadra solida, organizzata ed equilibrata. Inzaghi ha restituito compattezza e certezze al reparto difensivo, con un gruppo che riesce a esaltarsi proprio nei momenti di difficoltà.
Restano però ampi margini di crescita nella fase offensiva: se è vero che in Italia spesso a vincere è chi subisce meno gol, una certa sterilità sotto porta potrebbe rappresentare un limite nel lungo periodo. I dieci gol realizzati finora sono bastati per conquistare il secondo posto in solitaria, ma le statistiche d’attacco restano da squadra di metà classifica.
Tanto costruisce, poco concretizza
La statistica degli xG (gol attesi) resta sempre un parametro relativo – lo scorso anno il Palermo chiuse comunque tra le migliori in questa voce – ma offre un’indicazione utile sulla produzione offensiva. In questa stagione, la squadra di Inzaghi è distante dai vertici, con un dato solo nella media rispetto alla ‘capolista’ Cesena. Un segnale chiaro: i rosanero, soprattutto in alcune partite come quelle contro Venezia e Modena, hanno mostrato un indice di pericolosità offensiva piuttosto basso.
Il Palermo non brilla nemmeno nella finalizzazione. La squadra di Inzaghi costruisce, ma spesso non concretizza quanto produce. I rosanero arrivano con buona frequenza al tiro, ma senza l’efficacia necessaria per trasformare le occasioni in gol. Manca anche un pizzico di coraggio: se il dato delle conclusioni in porta è tra i migliori della categoria (terzo posto), il numero complessivo di tiri resta invece nella media.
La qualità delle opportunità non manca: i rosa calciano mediamente da una distanza più ravvicinata rispetto a tutte le altre squadre, dimostrando di saper arrivare in area con continuità e costruire situazioni potenzialmente pericolose. Tuttavia, il volume offensivo non si traduce con la stessa efficacia in gol. Quando la squadra riesce a calciare, la percentuale di realizzazione resta contenuta, con poco più di un gol ogni undici tiri.
Brunori ancora a secco, Palumbo non si accende
Stanno mancando i gol di attaccanti e calciatori offensivi. A parte Pohjanpalo, autore finora di quattro reti, l’unico a essersi sbloccato è Le Douaron, che ha segnato contro il Bari. Anche in questa statistica il Palermo resta a metà classifica: le squadre più prolifiche in termini di gol degli attaccanti sono Modena ed Empoli, con nove marcature ciascuna.
Ci si aspettava un contributo maggiore da Brunori, ancora a secco: nella sua esperienza in rosanero non era mai successo che rimanesse senza gol nelle prime otto giornate di campionato. Palumbo, pur non essendo un vero e proprio attaccante, dovrebbe essere il giocatore in grado di innescare le punte, ma anche lui non è ancora entrato pienamente nei meccanismi offensivi. Dopo un avvio di stagione complicato, l’ex Modena ha ritrovato brillantezza atletica, ma ora serve un salto di qualità negli ultimi 30 metri, la zona in cui può davvero fare la differenza.
Il nuovo equilibrio passa dall’attacco
I dati offensivi mostrano che il Palermo ha ampi margini di miglioramento. Due anni fa, la squadra di Corini partì forte, segnando molti gol ma subendone altrettanti: quando la vena realizzativa si affievolì, emersero i problemi difensivi.
Inzaghi vuole evitare lo stesso errore. Prima ha consolidato la difesa, ora è necessario migliorare l’attacco, senza però compromettere tirare troppo la coperta. La parola chiave resta ‘equilibrio’, la vera forza di questo Palermo.