Il Palermo spara a salve: 180 minuti con tanto gioco e pochi gol
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Il pareggio contro la Sampdoria conferma uno dei principali problemi del Palermo in questo campionato: la squadra costruisce tanto, ma concretizza poco. Un ‘vizio’ già evidente a inizio stagione, quando Henry faticava a segnare e Brunori restava in panchina; il capocannoniere in quel periodo era Insigne.
L’arrivo di Pohjanpalo e il ritorno stabile in campo del capitano sembravano aver risolto il problema ma le ultime due gare, con Brescia e Sampdoria, hanno detto chiaramente che ci sono ancora meccanismi da migliorare: nonostante una quantità stratosferica di conclusioni verso la porta sono arrivati solo due gol.
Contro il Brescia, la squadra ha portato a casa una vittoria di misura nonostante un dominio netto nelle occasioni create, soprattutto nel primo tempo arrembante. Contro la Sampdoria, invece, il Palermo ha lasciato due punti sul campo, sprecando diverse situazioni favorevoli, specialmente in superiorità numerica per gran parte del secondo tempo: sarebbe bastata un po’ di lucidità e freddezza in più per portare a casa tre punti strameritati.
Palermo sprecone: tante azioni, pochi gol
Le statistiche, del resto, parlano chiaro. Con 34 gol segnati, l’attacco rosanero è solo l’ottavo della Serie B, un dato che stona con la mole di gioco prodotta e le numerose occasioni create.
Il Palermo ha un valore di xG (gol attesi) pari a 43,4, il terzo più alto del campionato dietro solo a Spezia e Cremonese. Anche il numero di tiri totali conferma la grande produzione offensiva, con 440 conclusioni che collocano la squadra tra le migliori tre della categoria. Tuttavia, la precisione resta un problema evidente: i tiri in porta sono 131 (terzo della B), ma la percentuale di conclusioni nello specchio è appena del 29,8%, un dato che evidenzia le difficoltà dei rosa.
Alessio Dionisi ne parla spesso in conferenza stampa. Per l’allenatore si tratta di un problema mentale: i giocatori non sono sereni e sentono troppo il peso dell’errore. Una situazione che si è venuta a creare a causa dei risultati deludenti e che ha portato scoramento, un aspetto che solo il tempo e le vittorie possono cancellare.
Il gioco non basta senza gol
Il Palermo riesce ad arrivare con costanza negli ultimi metri, come dimostrano i 659 tocchi in area offensiva, ma spesso manca la lucidità necessaria per finalizzare. Anche il gioco sulle fasce crea molte opportunità, con ben 646 cross effettuati, ma la finalizzazione resta insufficiente, rendendo vano il lavoro di costruzione. In queste statistiche, i rosa sono terzi in Serie B.
Il Palermo non è una squadra che imposta il gioco attraverso il possesso palla. La media del 49,1% è relativamente bassa rispetto al Mantova, che guida questa classifica con il 61,2%. La squadra rosanero predilige attaccare in transizione, ma questa strategia spesso non si traduce in un numero adeguato di reti segnate.
Attaccanti a rilento e centrocampo poco incisivo
Le difficoltà realizzative emergono anche analizzando i dati dei marcatori rosanero. Brunori, il capocannoniere, ha segnato appena 5 gol, mentre Le Douaron, Pohjanpalo e Insigne si fermano a quota 4. Numeri insufficienti per puntare alla promozione. Inoltre, pesa il mancato apporto realizzativo del centrocampo, nonostante il Palermo sia la seconda squadra della Serie B per numero di marcatori diversi, con 17 giocatori a segno, dietro solo alla Cremonese.
Oltre ai quattro attaccanti citati, i giocatori più prolifici sono Verre, Henry e Baniya, ciascuno con due gol. Finora è mancato l’apporto realizzativo di Segre, che lo scorso anno aveva siglato 7 reti, e di Ranocchia, autore di 4 gol nei sei mesi trascorsi in Serie B nella passata stagione.
Brunori e Pohjanpalo la chiave per sbloccarsi
Per invertire questa tendenza, il Palermo deve migliorare la propria efficacia sotto porta. Serve più freddezza e lucidità nelle conclusioni, evitando tiri affrettati e cercando soluzioni più pulite. La squadra deve lavorare per sfruttare meglio i cross, con una maggiore coordinazione tra chi mette il pallone in area e chi deve finalizzare.
A livello tattico, la soluzione più praticabile nel breve periodo sembra essere l’avvicinamento di Brunori a Pohjanpalo. Il capitano sta giocando qualche metro più indietro, sulla linea dei trequartisti insieme a Verre, e così il Palermo perde un formidabile uomo d’area che negli anni scorsi ha segnato caterve di gol. Il solo Pohjanpalo non basta, anche perché spesso è ben marcato dalle difese avversarie.