Pescara – Palermo 2 – 1 LE PAGELLE / I rosanero sbandano, c’è poco da salvare
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Prima o poi doveva capitare. Ma così fa male. Perché la sconfitta che interrompe la striscia di 14 risultati utili consecutivi arriva sul campo dell’ultima in classifica (che però ha meritato) e per di più dopo essere passati in vantaggio a inizio della ripresa, quando il Frosinone era sotto di due. Le migliori condizioni psicologiche per andare avanti. E invece…
Non ha funzionato quasi niente e non può bastare come giustificazione la giornata di grazia di Lorenzo Insigne, che ha marchiato la gara con la sua classe. Non ha funzionato la difesa che ha subìto una cascata di tiri in porta (14 totali, 8 nello specchio), non il portiere che stavolta non ha fatto miracoli e anzi ha regalato un gol, non ha funzionato il centrocampo e in attacco si è visto pochissimo.
L’assenza di Bani ha pesato più del prevedibile, ma tutta la squadra è sembrata imballata e la ‘promozione’ di Johnsen a titolare non è stata una mossa vincente. In più – altra cosa grave – la panchina non è stata un valore aggiunto: la squadra era in piena mareggiata e nel finale è stata travolta dalle onde pescaresi.
Domenica da dimenticare e Serie A che si allontana nella giornata in cui Venezia e Frosinone sono state rallentate in trasferta. La tavola era stata apparecchiata come meglio non si poteva e invece questo primo marzo potrebbe essere la data ufficiale del rammarico. Conoscendo Inzaghi la squadra non mollerà di un centimetro, anche perché in vetta la velocità è già diminuita.
Ma qualche riflessione nel chiuso dello spogliatoio sarà indispensabile, questo Palermo non è nemmeno parente di quello degli ultimi due mesi.
PESCARA: Saio 6; Faraoni 6,5 (dal 40′ s.t. Altare s.v.), Bettella 6, Capellini 6, Cagnano 6; Valzania 6, Brugman 6,5, Acampora 6,5 (dal 17′ s.t. Berardi 6); Insigne 8 (dal 23′ s.t. Meazzi 7); Di Nardo 7, Russo 6.
PALERMO: Joronen 5,5; Peda 5 (dal 1′ s.t. Bereszynski 5), Magnani 5 (dal 35′ s.t. Veroli s.v.), Ceccaroni 5,5; Pierozzi 5, Segre 5,5 (dal 29′ s.t. Gomes 5), Ranocchia 4,5 (dal 17′ s.t. Blin 5), Augello 6; Palumbo 4,5, Johnsen 4,5 (dal 17′ s.t. Le Douaron 5); Pohjanpalo 6.
Joronen 5,5: Ha evidenti responsabilità sul gol dell’1 a 1: sbaglia il rinvio – troppo corto – e sbaglia anche sul tiro di Insigne, che non sembra irresistibile. Il suo secondo errore grave della stagione, ma va detto che sull’altro piatto della bilancia vanno messe le due grandi parate che compie subito dopo (in uscita su Russo e all’incrocio dei pali su tiro da fuori) e che evitano l’immediato ribaltamento. Ma il gol della sconfitta – deviazione sfortunata – non è a carico suo. Nel traballante secondo tempo deve fare altre parate non banali. Aveva cominciato la gara con una parata non semplice su punizione di Insigne dal limite, che è indirizzata sotto la traversa.
Peda 5: Un passo indietro. Il Pescara attacca soprattutto sulla sua zona e lui spesso deve ricorrere al fallo per arginare i danni. Subisce un’ammonizione a fine primo tempo per un intervento fuori tempo in fase di copertura. E l’ammonizione, come si sa, è una sentenza per Inzaghi: fuori nell’intervallo.
(dal 1′ s.t. Bereszynski) 5: Buon avvio. L’azione dell’1 a 0 nasce da un suo recupero palla piuttosto elegante. Poi però va in grave difficoltà per tutta la ripresa, sembra ancora imballato e anche nell’azione del 2 a 1 non è impeccabile.
Magnani 5: Gioca centrale difensivo al posto dell’influenzato Bani. Non si può certo parlare di Magnani come un rincalzo, anche perché il ruolo di centrale gli appartiene. Però deve ancora trovare la condizione migliore. Se nel primo tempo è utile in un paio di chiusure tempestive, nella ripresa – anche per stanchezza – va spesso in difficoltà, a cominciare dall’azione dell’1 a 1. E la difesa balla come è capitato di rado.
(dal 35′ s.t. Veroli) s.v.: Entra come braccetto (Ceccaroni si sposta al centro). È sua la sfortunata deviazione che procura il gol del 2 a 1, ma non gli si può fare una colpa.
Ceccaroni 5,5: Quando il Palermo cambia assetto difensivo (Magnani per Bani) lui tende a essere più prudente. Oltretutto il Palermo tiene il baricentro piuttosto basso e lui si limita a presidiare la zona difensiva senza infamia e senza lode.
Pierozzi 5: È sempre piuttosto guardingo, probabilmente per ordine di scuderia, a maggior ragione in questa gara dove Peda ha avuto qualche sofferenza. Non argina la marea biancazzurra nella ripresa.
Segre 5,5: Dopo pochi minuti ha l’occasione per sbloccare la gara ma il suo tiro al volo, a porta sguarnita, non è ben calibrato: non era facilissimo ma era certamente una palla gol. Poi è una partita di sofferenza, spesso alle prese con Insigne, che sul piano tecnico resta un giocatore di categoria superiore. La cosa migliore che fa è l’azione che porta all’1 a 0, l’assist per Pohjanpalo è suo. In linea con la sua indole, non molla mai e ci mette tanta corsa.
(dal 29′ s.t. Gomes) 5: Non è certo il maggiore responsabile di una partita complicata ma da uno che entra nell’ultimo quarto d’ora ci aspetteremmo più ‘cazzimma’.
Ranocchia 4,5: Soffre una marcatura asfissiante, non è ispiratissimo e le sue giocate (fatte o tentate) si contano sulle dita di una mano. Distratto quando in fase di copertura si fa sorprendere da triangolazioni veloci, un difetto già evidenziato in altre gare. Nelle motivazioni del cambio c’è anche il cartellino giallo che rimedia nel finale del primo tempo.
(dal 17′ s.t. Blin) 5: Si piazza davanti alla difesa ma non cambia la deriva dalla partita. Anzi, le cose peggiorano.
Augello 6: Spinge a sinistra con buona continuità ma questa volta – stranamente – non è chirurgico nei cross, la palla più pericolosa la scodella con il piede destro. Ma è decisamente uno stantuffo che già da un paio di mesi assicura prestazioni ben oltre la sufficienza. Buona una sua chiusura difensiva.
Palumbo 4,5: Partenza sprint, con uno strappo che per poco non regala un contropiede vincente. Poi via via è calato, insieme alla squadra che certamente non è nella giornata più brillante.
Johnsen 4,5: Torna titolare ma il suo primo tempo è decisamente sottotono. È ancora un corpo estraneo rispetto alla squadra, i movimenti non sono sincronizzati, i compiti non ancora mandati a memoria. In più, non gli riesce quasi niente sotto l’aspetto tecnico, sbagliando controlli di palla agevoli. Chissà cosa gli ha detto Inzaghi nell’intervallo (non certo parole dolci) perché Johnsen entra in campo in ben altra maniera: favorisce il gol dell’1 a 0, con un bel triangolo con Segre. Probabilmente gradisce di più il settore di centrodestra ma lo sapremo più in là perché il suo secondo tempo dura un quarto d’ora.
(dal 17′ s.t. Le Douaron) 5: Non ha quasi mai visto la palla. La squadra non aiuta ma vale per lui il discorso fatto per gli altri ‘panchinari’: non è arrivata nessuna scossa.
Pohjanpalo 6: Il primo tempo se lo guarda, poco assistito dalla squadra ma anche apparentemente svogliato. Apparentemente. Perché il cobra è sempre in agguato e dopo un minuto e mezzo della ripresa segna un gol da grande centravanti. Quello che fa impressione non è soltanto il numero dei gol segnati (18, capocannoniere) ma il rapporto tra conclusioni in porta e gol segnati. Però resta il dubbio sull’occasione che gli regala il portiere a un metro dalla porta.