Pisa – Palermo 3 – 3 LE PAGELLE / Johnsen rianima i rosa, Vavassori e Peda brillano
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - Apertura, News, Pagelle, Serie B
Il pareggio è la giusta conclusione di una partita pazza e divertente tra due squadre che sono forti e di personalità. Va benissimo al Palermo, che all’intervallo sembrava spacciato e invece resta imbattuto. Va bene al Pisa, che ha rischiato di restare a secco dopo una partita generosa e ben giocata. Quello che poteva essere un pareggio prevedibile si è trasformato in un pareggio che resterà nella storia e che ha appassionato fino all’ultimo istante i tifosi di entrambe le squadre.
Ci vorrebbe un trattato di parecchie pagine per spiegare una partita che è vissuta di episodi ma che ha anche avuto una sua logica. Il Palermo del primo tempo, trasformato da troppi cambi, ha impostato una partita di contenimento, è apparso anche ordinato e determinato ma non ha quasi mai dato l’impressione di poter fare male. Il prezzo da pagare al turnover che Inzaghi ha scelto di fare in modo anche eccessivamente massiccio. Dopo i due gol del Pisa, Inzaghi ha dovuto cambiare spartito: fuori Gyasi, che si è rivelata una scelta azzardata, fuori Ranocchia stanco e fuori ruolo e si è visto un Palermo più vicino alla sua immagine recente di super squadra che non si arrende mai.
E la partita è girata, con tre gol in rapida sequenza che hanno confermato l’essenzialità di Johnsen, il fiuto del gol di Vavassori , la qualità di Hernani e la robustezza fisica e mentale di Mazzitelli ed Estevez, che hanno debuttato da titolari. Peccato che ancora una volta Marras diventi il giustiziere del Palermo (lo scorso anno con il Mantova) ma l’azione del 3 a 3, compreso il ‘velo’ di Moreo a centro area, è stata davvero bella. Gli unici nei di giornata, quindi diventano gli infortuni di Bani e Pierozzi che andranno valutati nelle prossime ore.
Ognuno dei protagonisti potrà avere rimpianti e recriminazioni varie ma alla fine dovrà arrendersi all’idea che il pareggio è il risultato più giusto che potesse scaturire da una simile partita. Ed è giusto dire che sia il Palermo che il Pisa escono fortificati da questa gara. E difatti, nonostante una vigilia con qualche traccia di polemica, finisce a baci e abbracci.
PISA: Confente 6; Primasso 5,5 (dal 52′ s.t. Canestrelli s.v.), Bozhinov 5, Angori 6; Zanon 6 (dal 26′ s.t. Rao 6,5), Loyola 5,5 (dal 26′ s.t. Vural 6), Correia 7, Leris 6; Marras 7, Moreo 6,5; Pittarello 7,5 (dal 26′ s.t. Petagna 5,5).
PALERMO: Perin 6; Pierozzi 5,5 (dal 17′ s.t. Cassandro 6), Bani 6 (dal 32′ p.t. Magnani 6), Peda 7, Augello 6,5; Mazzitelli 6,5, Estevez 6,5, Ranocchia 5,5 (dal 1′ s.t. Hernani 7); Gyasi 5,5 (dal 1′ s.t. Vavassori 7), Pohjanpalo 6 (dal 36′ s.t. Ceccaroni s.v.), Johnsen 7.
Perin 6: Quando subisce il secondo gol ancora non ha dovuto nemmeno compiere una parata. Sul primo non ha nulla da fare sulla palla messa in mezzo da Zanon e spinta in rete da Pittarello. Sul secondo gol c’è qualche perplessità: su una palla così a ridosso della porta il portiere forse deve provare a fare valere fisico e braccia e invece resta a guardare come tutti gli altri compagni. Non può nulla nemmeno sulla terza rete di Marras. Subisce tre gol ma senza errori specifici.
Pierozzi 5,5: Rientra nel ruolo di titolare dopo una sosta ai box e forse non è nemmeno prontissimo. Non ha lo spunto e la brillantezza dei giorni migliori, resta abbastanza prudente a chiudere gli spazi ma si vede che è ancora in rodaggio. Ci mette generosità ma deve uscire dal campo dopo il 2 a 2 perché la spalla sinistra gli esce nuovamente, senza che ci sia un impatto con l’avversario. Esce in barella, quasi in lacrime, ci sarà un altro stop. Non è un gran periodo per lui.
(dal 17′ s.t. Cassandro) 6: Ormai è un veterano della squadra, entra bene in partita e può anche beneficiare della sua freschezza atletica.
Bani 6: Non è fortunato. La sua prima mezz’ora era stata discreta, senza grossi problemi. Non riesce ad agganciare la palla di Zanon sul primo gol e poi rimedia un infortunio muscolare cadendo male dopo una dispendiosa rincorsa su un avversario. Speriamo non sia nulla di grave.
(dal 32′ p.t. Magnani) 6: Entra a freddo ma inquadra subito la partita. C’è anche lui nell’area di rigore affollata sul corner del 2 a 0 e sta a guardare. Cerca avventure più positive nell’area avversaria ma senza troppa fortuna. Ma complessivamente conferma le buone impressioni della scorsa partita, quando c’è da difendere difende e nel secondo tempo regge bene anche il ritmo.
Peda 7: Comincia bene, facendo sentire il fisico e dimostrando una buona condizione fisica. I due gol di Pittarello non lo chiamano direttamente in causa. Poi si inventa anche la sventola di collo esterno che si insacca sotto l’incrocio dei pali per il 2 a 2 e la sua partita decolla. Energico e prestante fino alla fine di questa infinita partita. Si sa dall’inizio della stagione che si può contare su di lui.
Augello 6,5: Sul gol dell’1 a 0, quello che indirizza pesantemente la partita, è lui che si fa sorprendere dalla verticalizzazione di Correia per Zanon. Un frame di distrazione che gli costa mezzo punto in pagella, lui non è nemmeno fortunato perché il giocatore pisano non va in fuorigioco per una questione di millimetri che impegnano il Var per oltre due minuti. Si riscatta nel secondo tempo servendo la palla d’oro a Johnsen per il 2 a 1 che rianima la partita, una giocata di grande classe. Prima e dopo ha giocato un’altra partita autorevole, considerando anche le difficoltà della partita.
Mazzitelli 6,5: Debutto da titolare e prima mezz’ora di grande personalità, si vede che ha un curriculum di tutto rispetto e non disdegna le responsabilità, sia al di qua che al di là della metà campo. Cala un po’ nella ripresa ma la sua sufficienza è ampia e soprattutto resta l’idea che ancora il meglio deve venire.
Estevez 6,5: Il giudizio è abbastanza simile a quello di Mazzitelli: anche lui debuttante dall’inizio, anche lui buona personalità, anche lui una partita più che sufficiente, soprattutto nella prima mezz’ora, quando il Palermo recita il copione previsto prima della partita. Gioca basso, nel ruolo che di solito è di Ranocchia, è essenziale e lineare. Soffre di più quando sul 2 a 0 cambia la partita. Ma poi quando ad inizio di ripresa cambia la squadra, cambia anche la sua partita. Ed è importantissimo nella tenuta della squadra.
Ranocchia 5,5: Tra i tanti cambi di questa partita possiamo dire che c’è anche il suo. Non è il solito play ma fa più la mezzala. Ordinato ma senza lampi o giocate da sottolineare. Gli capita una buona opportunità in area sul piede sinistro ma non ne approfitta a dovere. Esce all’intervallo, ci sta perché lui era tra i più stanchi e spremuti di questo inizio di stagione.
(dal 1′ s.t. Hernani) 7: Sarà anche stanco, dovrà anche gestirsi ma il suo ingresso marca la differenza. Il gol del 2 a 2 nasce da un suo cross di qualità in area ma chiamarlo assist diventa esagerato. Però entra subito in partita, capisce cosa fare e sulla fascia sinistra si intende bene con Johnsen. Lui non corre, caracolla: ma provate a togliergli la palla dai piedi. Quando si dice ‘brasiliano’.
Gyasi 5,5: Per essere un giocatore accantonato da tempo, che non sente la fiducia dell’ambiente, non ha giocato male. Recita il copione di Vavassori, partendo da destra e stringendo spesso al centro, è bravo anche a deviare di testa un cross di Augello ma senza centrare la porta di poco. Ma non si può pretendere che un giocatore con pochissimi minuti di partita in otto giornate possa diventare una risorsa in una gara così difficile.
(dal 1′ s.t. Vavassori) 7: La prima palla la tocca al 24′ del secondo tempo e il peso specifico di quella palla è enorme, è il gol del 2 a 3. Ed è una rete da attaccante vero, controlla bene una palla al limite, supera Bozhinov con una facilità sconcertante e da destra incrocia sull’angolo opposto.
Pohjanpalo 6: Il commento ricalca quello di tante altre partite di quest’anno. Non segna, tira poco, gioca molto fuori dall’area di rigore ma riesce a essere sempre un giocatore utilissimo alla squadra per come crea gli spazi, per come cerca le sponde, per la paura che incute agli avversari. Sfiora il 2 a 4, sarebbe stata l’apoteosi considerata la generosità con cui insegue la palla di Vavassori.
(dal 36′ s.t. Ceccaroni) s.v.: Lo strumento necessario per passare al solito 3-52 degli ultimi minuti.
Johnsen 7: Segna il sesto gol della sua stagione approfittando della prima distrazione del Pisa, che allarga le maglie: riceve da Augello, parte subito verso la porta resistendo al ritorno degli avversari e segna con un diagonale che subisce anche una deviazione decisiva. Nel primo tempo era stato l’unico a provare qualche giocata estemporanea ma senza troppo incidere in una gara piuttosto bloccata.