Palermo, tre punti (e due anni di vita) per restare in scia. Le pagelle ironiche di A&F
Comincia il girone di ritorno e bisogna correre come un anziano all’apertura dello sportello delle poste nel giorno delle pensioni, per poter provare ad acciuffare una delle prime due posizioni. Il Palermo ha lasciato sul campo almeno 4 punti (2 ad Avellino e 2 a Mantova) che avrebbero reso la classifica ancora più competitiva. Al Barbera arriva uno Spezia disastrato in piena bagarre salvezza e noi siamo già in ansia perché lo sapete che i testacoda ci fanno paura.
Il primo acquisito di gennaio è Magnani ma non può essere schierato perché è infortunato e lo abbiamo prelevato direttamente dall’infermeria della Reggiana con uno scambio di documenti tra gli uffici accettazione delle due Asp locali. Pippo è in tribuna per squalifica e D’Angelo si diverte a fargli qualche scherzo e gli rivoluziona la squadra.
In difesa non c’è Ceccaroni, convalescente, e gioca Veroli insieme al difensore polacco di piede destro e cognome impossibile. Le Douaron viene sostituito da Gyasi accanto a Palumbo. Diakité é a Mondello perché non convocato e quindi pensiamo prossimo alla cessione. Cambia il mister ma il modulo è sempre lo stesso: Joel davanti e dietro tutti quanti (punto rima poetica per noi!).
Poggiamo il culo sul seggiolino, aggiustiamo l’elastico della mutanda e il Palermo va in vantaggio con una azione tutta di prima tra lanci, sponde e controsponde che si chiudono con una sassata al volo sotto il sette di Jacopo Segre. In vantaggio dopo dieci secondi! Una roba che noi anziani cronitifosi non ricordiamo mai successa a memoria d’uomo. E se le statistiche dicono il contrario e c’è un precedente noi ce ne fottiamo!
Lo Spezia ha una reazione immediata e rabbiosa che non produce nulla. Gli uomini di Donadoni pressano bene e hanno un bel palleggio ma il pallino resta nella mani del Palermo che sa che deve farne almeno altri due per farci passare una noiosa e serena domenica. Anche perché nello Spezia gioca Soleri e a noi il gol dell’ex fa sempre paura. Poi piano piano le parti si rovesciano e il Palermo si mette in modalità risparmio energetico ad aspettare lo Spezia. E a noi questo non piace neanche un po’.
Il primo tempo lo chiudiamo in vantaggio ma davvero al piccolo trotto. D’Angelo, nell’intervallo, riceve una telefonata da Pippo e rimette le cose a posto: Gyasi, già ammonito, lascia il posto a Le Douaron mentre Ceccaroni lascia la borsa d’acqua calda in panchina e si riprende il posto a sinistra. Si fa ammonire il polacco dal nome lungo e viene sostituito da quello con il nome corto. I rosa provano a fare qualcosa ma è troppo poco e rischiano su due contropiedi che ci fanno fermare il cuore almeno fino al fischio del fuorigioco.
Lo spavento sveglia i rosa e arriva una traversa su colpo di testa di Le Douaron! Sul calcio d’angolo che segue anche un palo di Bani! Insomma, ci si mette anche la sfiga. Gomes prende il posto di Palumbo per dare sostanza al centrocampo. Arriva anche il momento di Corona per un Pohjanpalo che ci è sembrato in chiaro debito di ossigeno ed anche claudicante. L’arbitro dà 5 minuti di recupero e la paura aleggia sopra il Barbera tenendoci con il fiato sospeso. E al 93’ arriva il palo dello Spezia che ci leva almeno un paio di anni di vita.
Finalmente arriva il fischio finale e possiamo esultare per una vittoria che ci tiene attaccati al treno delle prime. Massimo risultato con il minimo sforzo ma con un po’ più di buona sorte l’avremmo chiusa prima. Ma in fondo, per noi, va bene anche così, basta che vinciamo. Forza Palermo!
Joronen 6 – Molto incerto sulle uscite, una sicurezza tra i pali che, peraltro, al 93’ gli danno una mano santa con il legno che respinge il tiro angolatissimo dell’attaccante spezzino. Imbattuto.
Bereszynski 5 – Non ne azzecca una neanche per sbaglio e, appena ammonito, scatta la tagliola e viene giustamente sostituito, forse anche in ritardo. Giornata no.
(dal 12′ s.t. Peda) 6 – Molto meglio del connazionale di cui prende il posto per tempestività e lucidità nelle chiusure. Interscambiabile.
Bani 7 – La difesa traballa e lui si carica sulle spalle il peso della responsabilità, non disdegnando le giocate offensive sulle palle alte su cui non è fortunato, beccando il palo. Autorevole.
Veroli 6 – Non ha giocato bene, ma noi vogliamo premiarlo con la sufficienza per il salvataggio sulla linea dopo pochi minuti e per incoraggiarlo a fare meglio. Paternalistici (noi).
(dal 1′ s.t. Ceccaroni) 6,5 – Nonostante fosse mezzo influenzato impatta la partita con esperienza e cazzimma e non è un caso che il Palermo della ripresa è tutto un’altra cosa rispetto a quello della prima frazione. Tachipirina.
Pierozzi 7 – Nettamente tra i migliori in campo e non solo perché entra da protagonista nell’azione del gol vittoria ma anche perché insegue gli avversari a tutto campo come un cane rabbioso e per la spinta continua sulla sua fascia. Pitbull.
Segre 10 – Si merita 10, come i secondi trascorsi per segnare il gol più veloce nella storia del Palermo, come la bellezza della sua esecuzione, come i chilometri macinati, come il voto per importanza di una vittoria che non poteva sfuggire per continuare ad inseguire un sogno. MVP.
Ranocchia 7 – Cresce in sicurezza e autorità in ogni partita, mettendoci anche quella cattiveria che in passato gli era mancata, e confermando che la fiducia su di lui è ben riposta. Faro.
Augello 7 – Dopo il primo pallone crossato in maniera perfetta per l’azione del gol, continua a scodellare un numero indefinito di palloni che mettono continuamente in crisi la difesa ospite e anche in fase di contenimento non si tira indietro. Traversone.
Palumbo 5 – Sembra fuori dal gioco per lunghi tratti della gara e non gli riesce neanche una delle sue giocate ma, stranamente, rimane in campo più del solito. Abulico.
(dal 32′ s.t. Gomes) s.v.
Gyasi 4,5 – Lento, impreciso, falloso. Insomma, non gli riesce niente forse perché manca da troppo tempo dal campo. Imbolsito.
(dal 1′ s.t. Le Douaron) 6 – Mette pressione sugli avversari con la sua velocità, però poi spesso si impappina da solo nelle giocate palla al piede. Molto meglio sul gioco aereo in cui é anche sfortunato su un gran colpo di testa in torsione che colpisce la traversa. Aeronautico.
Pohjanpalo 6 – Si vede che non è in gran condizione perché viene costantemente anticipato ed anche il suo lavoro, solito, di sportellare con gli avversari è molto meno efficace del solito. Si guadagna comunque la sufficienza con l’assist per il goal vittoria e perché, nonostante le condizioni precarie, si batte senza risparmiarsi per 85 minuti. Stoico.
(dal 39′ s.t. Corona) s.v.
D’Angelo 7 – Chiamato a sostituire Inzaghi squalificato aveva un solo compito chiaro e preciso: portare a casa i tre punti. Tutto il resto non conta. Missione compiuta.
