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Il “Barbera” che verrà: ecco il documento con i quattro progetti alternativi

La riqualificazione dello stadio “Renzo Barbera” non è più solo un’ipotesi, ma un percorso tracciato nero su bianco nel Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP). Si tratta di un dossier firmato da Populous, studio specializzato nella progettazione di impianti sportivi e grandi strutture per eventi. Nel suo portfolio figurano stadi come lo Yankee Stadium di New York, Wembley e l’Emirates Stadium di Londra, l’Estádio da Luz di Lisbona, oltre a numerosi altri impianti di riferimento a livello globale.

Nelle 167 pagine sono illustrate quattro alternative progettuali, quattro modi di immaginare il futuro dello stadio e dell’intera area della Favorita. Non si tratta soltanto di scegliere come rifare un impianto sportivo. Si parla di rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale, accessibilità, identità architettonica e sviluppo economico.

Le soluzioni progettuali rappresentate nel documento sono indicative. Saranno approfondite e sviluppate nella successiva fase di progettazione. L’investimento complessivo, a seconda dell’alternativa scelta, oscillerebbe tra i 210 e i 350 milioni di euro. Si ipotizza l’avvio dei lavori entro gennaio 2027, con conclusione prevista per fine giugno 2031. L’intervento non comprometterebbe lo svolgimento delle partite di campionato, anche se, in caso di un progetto più invasivo, potrebbe comportare una temporanea riduzione della capienza.




Ipotesi 1 – La “soluzione zero”

La prima ipotesi è la cosiddetta “soluzione zero”, senza sostanziali variazioni, con interventi limitati alla manutenzione ordinaria e straordinaria, ad alcune operazioni di rinforzo e consolidamento strutturale e agli adeguamenti minimi necessari. Non sono previsti lavori edili significativi, ad eccezione dell’adeguamento degli scarichi alla fognatura separata e dell’eventuale trattamento delle acque meteoriche di prima pioggia, attraverso sistemi dedicati di raccolta e smaltimento.

Questa alternativa non risolverebbe alcuna delle criticità esistenti, né dal punto di vista strutturale né da quello funzionale e urbano e non porterebbe né nuovi benefici per l’area circostante e il quartiere né alcuna valorizzazione architettonica o urbanistica. Proprio per l’essenzialità degli interventi, ci sarebbe il rischio di nuove problematiche strutturali e gestionali, con costi di manutenzione destinati ad aumentare progressivamente.

La “soluzione zero” permetterebbe quindi solo di prolungare la vita utile dello stadio attraverso interventi conservativi, ma senza offrire prospettive di sviluppo. Una scelta che rinvia i problemi nel tempo, con costi crescenti e senza alcun beneficio concreto per la città.

Ipotesi 2 – Restyling mirato

La seconda alternativa introduce alcuni interventi aggiuntivi di recupero e riqualificazione, concentrati nell’area immediatamente adiacente allo stadio, quella destinata alla cosiddetta area di massima sicurezza. Il “Barbera” resterebbe sostanzialmente invariato con adeguamenti funzionali e strutturali necessari per garantire lo svolgimento delle competizioni a livello internazionale, oltre agli interventi minimi su impianti e sistemi di sicurezza.

Secondo il documento, questa soluzione consente di affrontare solo in parte alcune criticità attuali, senza però offrire una risposta strutturale ai problemi di lungo periodo. Dal punto di vista statico, si ripropongono infatti gli stessi interventi di rinforzo e consolidamento già previsti nell’Alternativa 1, senza una vera trasformazione dell’impianto. La riqualificazione dell’area esterna, però, migliorerebbe il rapporto tra stadio e città, rendendo più ordinati gli spazi di accesso e un po’ più fluida la fruizione nei giorni di partita.

L’Alternativa 2 rappresenta dunque un passo avanti rispetto al non intervento, ma resta una soluzione parziale: migliora alcuni aspetti dell’area di sicurezza e dell’accesso allo stadio, senza però incidere in modo decisivo sul futuro del “Barbera” e sul suo ruolo urbano.

Ipotesi 3 – Il “Barbera” e il polo sportivo

La terza alternativa è più ambiziosa. Prevede un intervento complessivo sull’area vasta, che non si limita allo stadio ma si estende anche all’area dell’Ippodromo adiacente, ipotizzando una riqualificazione profonda e integrata di tutti gli spazi e le strutture esistenti. Stadio e contesto urbano vengono progettati come un unico sistema. L’integrazione tra edificio e spazi aperti consente di immaginare soluzioni architettoniche e urbanistiche innovative, con l’obiettivo di creare un luogo vissuto quotidianamente, con funzioni legate allo sport, alla cultura, all’educazione e all’aggregazione sociale.

Un elemento centrale del progetto è la sostenibilità ambientale. Particolare attenzione è dedicata alla gestione dell’acqua, considerata una risorsa preziosa per l’equilibrio dell’area, e all’integrazione di fonti di energia rinnovabile. Lo sviluppo dei volumi e delle superfici è pensato per massimizzare questi benefici e favorire una piena integrazione nel cosiddetto “quartiere vegetale” della Favorita.

La realizzazione dell’Alternativa 3, però, richiederebbe un allineamento complesso con diversi soggetti istituzionali e amministrativi, tra cui il Comune, l’attuale concessionario dell’area dell’Ippodromo e gli enti legati alle competizioni ippiche, come UNIRE, FISE e OII. Proprio la presenza dell’ippodromo rappresenta il principale nodo. In questo scenario, non sarebbe possibile mantenere l’impianto ippico nell’area attualmente in concessione, né in zone immediatamente limitrofe.

Inoltre, i vincoli legati alla concessione in essere non consentirebbero uno sviluppo coerente con il cronoprogramma del progetto. Le soluzioni progettuali presentate restano quindi indicative e preliminari. Il progetto potrà subire anche modifiche sostanziali nelle fasi successive e durante la conferenza dei servizi, quando saranno disponibili ulteriori dati e valutazioni.

Ipotesi 4 – Il nuovo “Barbera”: uno stadio moderno

La quarta alternativa è quella più strutturata e ambiziosa, con soluzioni innovative. Prevede un intervento complessivo sull’intera area dello stadio, con una riqualificazione sostanziale di tutti gli spazi e gli elementi esistenti, sia all’interno dell’impianto sia nelle aree esterne.

Il progetto punta all’adeguamento completo del “Barbera” agli standard funzionali e tecnologici più avanzati, per garantire un’esperienza di alto livello non solo per le partite di calcio, ma per tutti i tipi di eventi sportivi, culturali e di intrattenimento. La possibilità di intervenire in modo significativo sul volume architettonico dello stadio consente di immaginare un nuovo ‘landmark’ urbano.

L’idea è quella di superare il concetto di utilizzare lo stadio solo nei giorni di gara. L’area viene pensata come uno spazio attivo e fruibile durante tutto l’anno, aperto alla comunità e capace di accogliere attività diversificate. Le aree destinate al pubblico sono progettate in modo flessibile, così da adattarsi alle esigenze della cittadinanza e ospitare funzioni sociali, sportive e ricreative in modo continuo.

Grande attenzione è dedicata alla gestione delle risorse. Il progetto prevede l’uso efficiente dell’acqua, considerata un elemento fondamentale per l’equilibrio dell’area, il trattamento e il riuso delle acque meteoriche secondo i criteri ambientali minimi (CAM), l’adeguamento degli scarichi, l’integrazione di fonti di energia rinnovabile e l’adozione di strategie passive per ridurre l’impatto climatico dell’intervento.

L’orientamento, sulla carta, sarebbe quello di puntare su quest’ultima ipotesi, ritenuta quella con il miglior equilibrio tra costi e benefici in relazione alle prestazioni richieste e agli obiettivi da raggiungere. Ma adesso c’è tutta la parte burocratica da affrontare (oltre al reperimento delle somme) e i tempi per prendere le decisioni stringono.

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3 thoughts on “Il “Barbera” che verrà: ecco il documento con i quattro progetti alternativi

  1. Già tremo all’idea di quali obiezioni riusciranno a sollevare, di fronte ai progetti di uno studio che ha realizzato alcuni degli stadi più belli e funzionali del mondo, i geni incompresi della Sovrintendenza e alcuni dei politicanti del Comune di Palermo, a partire dagli OSO Forello e Argiroffi. Quel genio dell’Architettura che propose di creare il Museo della Guerra utilizzando le 12 cisterne ipogee di nafta del Parco della Favorita.

  2. Secondo me l’opzione più logica è quella di costruire un nuovo stadio nell’area dell’ippodromo e riqualificare tutto quanto. In questo modo l’attività sportiva proseguirebbe nella vecchia Favorita senza cantieri e capienza dimezzata e si andrebbe a riqualificare tutta l’area dell’ippodromo che da anni è sostanzialmente abbandonata a se stessa posto che le corse dei cavalli sono ormai senza seguito.

  3. Buongiorno
    Non capisco i 4 step ……o progetti presentati?
    Se rifaccio lo stadio il progetto è uno, no?
    Boh, sono ignorante in materia

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