GdS – “Dionisi, un ritorno senza gloria”
Non sarà una serata come le altre per Alessio Dionisi. Come riportato nell’edizione odierna del Giornale di Sicilia, il tecnico torna al “Renzo Barbera” a nove mesi di distanza dal suo esonero, ma l’accoglienza che lo attende a Palermo si preannuncia tutt’altro che calorosa.
Il quotidiano ripercorre quella che definisce un’avventura “finita con una contestazione pesantissima”. Tra Dionisi e la piazza rosanero l’amore non è mai scoccato: arrivato con l’ambizione di migliorare il sesto posto della stagione precedente, il tecnico ha vissuto un rapporto burrascoso, segnato da risultati deludenti e scelte tecniche che fecero infuriare i tifosi.
Dalle colonne del Giornale di Sicilia vengono ricordati i momenti chiave della rottura: dai pareggi interni contro Cosenza e Cittadella, fino alla sconfitta col Catanzaro che portò all’esonero del DS De Sanctis. Ma è nel finale di stagione che la tensione raggiunse il culmine, in particolare con la gestione dei cambi nel match contro il Mantova e l’incredibile rimonta subita dalla Cremonese. L’ultimo atto della sua gestione fu il deludente 1-1 contro la Carrarese.
Oggi la situazione è diametralmente opposta. Dionisi arriva alla guida di un Empoli che sta faticando e che ha obiettivi ben meno ambiziosi rispetto a un Palermo che vuole invece confermarsi davanti ai propri tifosi. Le previsioni per sabato? Fischi quasi certi alla lettura delle formazioni e un clima “gelido”: a un anno di distanza, l’orizzonte in casa Palermo è cambiato radicalmente, lasciando Dionisi solo con il ricordo di un’esperienza senza gloria.

Credo che mai, nella storia recente del Palermo, ci sia stata una unanimità di pareri contrari ad un allenatore come nel caso di Dionisi. Incredibile che CFG gli abbia consentito di finire il campionato…
I fischi sono una maninifestazione di odio, quindi, pur sempre un sentimento, sarebbe il caso di accoglierlo con una gelida indifferenza (senza cac…lo affatto),forse gli freppe più male.
Invito tutti gli sportivi palermitani ad essere rispettosi nei confronti di chi per primo aveva intuito di cambiare le gerarchie dello spogliatoio.