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Palermo trascinato dal “glaciale” vento del nord: la rimonta continua

La vittoria nella pazza partita contro l’Empoli, maturata sotto l’incessante pioggia del “Barbera” e in mezzo a una vera concatenazione di emozioni, ha consegnato al Palermo una certezza che vale più di qualsiasi statistica: l’influenza nordica fa bene ai rosanero. E l’undicesima partita consecutiva senza sconfitta consente ai rosa di rosicchiare ancora qualcosina al vertice: il Frosinone è tre punti più vicino mentre Monza e Venezia hanno tenuto il passo da grande squadra.

La colonna vertebrale della squadra, soprattutto alla luce dell’arrivo di Johnsen dal mercato invernale, è infatti un mix di affidabilità, classe e incisività che arriva dal Nord Europa. Un’arma in più che dovrà rivelarsi decisiva nell’assalto alla promozione diretta.

Joronen, il solito muro

Prima la parata all’incrocio su Degli Innocenti. Poi l’intervento più spettacolare e decisivo: quello su Ignachiti, in controtempo, dopo una deviazione e con il manto erboso inzuppato, quindi ancora più insidioso. In soli due interventi, Joronen ha fatto capire perché è considerato uno dei migliori portieri della Serie B.




E i numeri lo confermano: 11 clean sheet in 23 gare, quasi il 50%. Un dato ancora più significativo se si considera che il Palermo può contare sulla miglior difesa del campionato. È tutto merito di Joronen? No, di certo. I rosa hanno una batteria di difensori di categoria. Ma il finlandese, nel corso della stagione, ha più volte dimostrato tutte le sue qualità tra i pali, rendendosi spesso protagonista di parate decisive e interventi salva-risultato.

Con i piedi non sarà tra i migliori, ma il Palermo non fa della costruzione dal basso la sua arma principale: un limite che, quindi, passa in secondo piano. E pensare che dopo l’esperienza a Venezia era rimasto svincolato: un acquisto sottovalutato ai nastri di partenza.

Johnsen, impatto immediato

In soli 35 minuti più recupero si è capito perché il Palermo abbia deciso di puntarci forte. Non è soltanto il tacco da cui nasce l’azione del 2-1 firmato Pohjanpalo, ma soprattutto gli strappi palla al piede, il cambio di passo e un’intesa con i compagni tutt’altro che scontata. Johnsen sembrava giocare con la casacca rosanero già da mesi. Il Palermo lo ha preso per questo: il norvegese porta imprevedibilità, è capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica.

La sensazione è che insieme a Palumbo, l’uomo finora di maggior estro, possa nascere una coppia di grande spessore sulla trequarti alle spalle di Pohjanpalo. Senza dimenticare Le Douaron, in netta crescita nelle ultime due gare, pronto a ritagliarsi spazio nello scacchiere di Inzaghi, che in un modo o nell’altro trova sempre il modo di schierare il francese.

Pohjanpalo, numeri e ferocia

15 gol in 23 partite. Basterebbe questo per capire il peso specifico di Pohjanpalo in un organico che ha come obiettivo la promozione in massima serie. Del resto lo aveva già dimostrato a Venezia: in due anni di cadetteria aveva messo a referto 72 presenze e 42 gol. Ma ciò che colpisce più di tutto è il rapporto tra palloni toccati e reti segnate.

Pohjanpalo riceve spesso palloni sporchi e deve fare a sportellate, soprattutto contro squadre chiuse che lo marcano a vista anche con due uomini. Uno scenario che, inevitabilmente, lo porta ad avere pochi palloni realmente giocabili. Eppure basta un dato per raccontarlo: contro l’Empoli ha toccato soltanto 26 palloni. Risultato? Doppietta. È un killer d’area, e lo dimostra la grinta con cui si è scaraventato sul pallone del 2-1 rosanero. E con uno così davanti, non si può non puntare alla Serie A.

Inzaghi si gode il suo Palermo “nordico”

Inzaghi, intanto, si gode un Palermo sempre più “nordico”. In un campionato in cui spesso la differenza la fanno i dettagli, i rosanero hanno trovato tre certezze attorno a cui costruire il salto di qualità: la sicurezza tra i pali, l’estro sulla trequarti e il cinismo davanti. Ed è anche da qui che passa l’ambizione del Palermo: perché la corsa alla Serie A difficilmente potrà prescindere dal contributo di Joronen, Johnsen e Pohjanpalo.

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5 thoughts on “Palermo trascinato dal “glaciale” vento del nord: la rimonta continua

  1. Mancano ancora almeno 7 vittorie e 5 pareggi nelle prox 15, e dobbiamo sperare che le altre facciano almeno una sconfitta e un pareggio in piu del Palermo. La differenza fin qui è stata negli scontri diretti, dove il Venezia ha dominato (10 punti in 4 partite), il Monza ha fatto 5 punti in 4 partite e il Frosinone ha fatto gli stessi punti nostri, 2, ma in cinque partite (noi solo 3 partite)…dobbiamo vincerne almeno uno di scontri diretti, e pareggiarne un altro, e se proprio dobbiamo perderne uno, meglio sia quello col venezia (che come dice Inzaghi sta facendo un campionato a se)….FORZA PALERMO

  2. non so se Palermo alla fine arriverà in serie A – cosa che spero naturalmente – ma se non ce la farà per l’anno prossimo questa squadra non si tocca – è bello vedere partite come l’ultima che ha fatto – FORZA RAGAZZI – FORZA PALERMO

  3. Il Palermo “nordico” vince, convince e diverte. Mentre quello “pupillizzato” perde o pareggia, rende perplessi e annoia.

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