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Da leader a rivale: Brunori ritrova il Palermo, tra passato e presente

Un faccia a faccia che si preannuncia pieno di emozioni. Per Matteo Brunori non sarà una partita come le altre: affrontare il Palermo per la prima volta da ex significa inevitabilmente guardarsi alle spalle, ripensare a ciò che è stato e vedere numeri, per la maglia rosanero, impressionanti.

176 presenze, 76 gol e 18 assist. Statistiche che parlano da sole, che issano Brunori al secondo posto tra i marcatori di tutti i tempi del Palermo, a sole 5 lunghezze da Fabrizio Miccoli. Una storia iniziata in sordina, con qualche mugugno, e che è successivamente sbocciata a suon di gol e assist fino allo struggente saluto di fine dicembre, nel match contro il Padova.

Il simbolo della rinascita

Arrivato nell’agosto 2021 col Palermo in serie C sotto la guida dell’allora allenatore Giacomo Filippi, che nel momento più buio di quella stagione rosanero non ebbe esitazione a definirlo “l’attaccante più forte del campionato”, il numero 9 esplode sotto la gestione Baldini: 22 gol e 2 assist in 25 partite trascinano il Palermo dopo 3 anni di inferno in serie B. Brunori diventa l’Alessandro Magno rosanero, in grado di trascinare compagni e popolo verso un obiettivo che all’esonero di Filippi sembrava impossibile.




Anche nelle due successive stagioni di Serie B Brunori resta il faro del Palermo. 34 gol e 9 assist in 73 partite portano il primo Palermo di Corini ad un passo dai playoff, e nella stagione successiva fino alla semifinale di Venezia. Qui però, qualcosa si rompe.

Le frizioni di Venezia

Nell’immediato post partita della semifinale di ritorno, nell’amarezza e nella delusione di un match dove il Palermo è stato schiacciato, a prendersi le responsabilità va proprio Brunori. Davanti alle telecamere però, il capitano rosanero utilizza un infelice insieme di parole per descrivere Palermo: “Sicuramente giocare a Palermo non è semplice. Hai delle pressioni che ti responsabilizzano, ma a volte la piazza in un attimo ti può distruggere”.

Parole che spiazzano e feriscono i tifosi rosanero, che si sentono traditi dal loro condottiero. C’è addirittura chi parla di “fine ciclo Brunori”, tanto da chiederne la cessione. Il capitano cercherà di rimediare con un’intervista dal ritiro, ma la leadership inizia a scricchiolare.

Il “caso Brunori”

La stagione successiva nasce dunque sotto la stella del “caso Brunori”, mal gestito dalla coppia Dionisi – De Sanctis. Il numero 9 viene relegato spesso in panchina nella prima parte della stagione. Un’assenza mai del tutto spiegata con chiarezza: Dionisi gli preferiva il francese Henry arrivato in estate.

Dopo l’addio di De Sanctis e l’arrivo di Osti, Brunori riprende il suo posto da titolare ma con l’arrivo di Joel Pohjanpalo il suo ruolo diventa quello di “spalla” sulla linea dei trequartisti. Tuttavia il capitano nel girone di ritorno mantiene comunque le sue medie realizzative, chiudendo a 9 gol all’attivo in campionato. Ma la sua posizione è tutt’altro che solida.

Nove non chiama nove

Le cose non cambiano di molto con l’arrivo in rosanero di Pippo Inzaghi. Dopo un inizio da titolare, anche se mai ha iniziato e concluso una partita, il suo minutaggio è calato drasticamente. Da trequartista non è riuscito a incidere, magari anche per una non buona condiziona atletica ma anche perché i compiti specifici richiesti non sono adatti a lui.

L’ultima presenza degna di rilevanza, se escludiamo gli otto minuti con la Carrarese, è stata l’8 novembre 2025: 62 minuti in campo nella partita persa a Castellamare con la Juve Stabia, quella che – parole di Inzaghi – ha segnato la fine di un ciclo e l’apertura di un’altra fase che ha portato finora 11 risultati utili di fila. Solo una settimana prima, nel match dei 125 anni rosanero contro il Pescara, aveva trovato un gol e un assist, gli ultimi con la maglia rosanero.

L’addio strappalacrime

Dopo il match con la Carrarese, Brunori non giocherà più con la maglia del Palermo. Le successive quattro partite le guarderà dalla panchina, prima del commovente saluto nel post partita immediatamente successivo alla sfida contro quel Padova sconfitto nella grande festa della finale playoff proprio grazie al suo gol. Come a chiusura di un cerchio.

Brunori si avvicina alla curva. “Quello che sei stato non sarà dimenticato, grazie Matteo” recita uno striscione della Curva Nord. Più si incamminava verso la fine della curva e più le lacrime solcavano il suo viso, con le lacrime che hanno aumentato ancor di più gli applausi dei 32 mila del “Barbera”, anche quando la squadra lo ha sollevato e lanciato per aria. Un addio senza passerella, ma carico di emozioni.

La nuova avventura di Genova

A Genova Brunori ha trovato un altro cliente parecchio scomodo: Massimo Coda, recordman di tutti i tempi in serie B. Dopo le prime partite non brillantissime, il numero 99 blucerchiato si è sbloccato nell’ultimo match contro il Modena, con un gol alla sua maniera: tunnel al diretto avversario, sterzata per rientrare sul destro e tiro a giro che finisce all’incrocio dei pali. Il classico gol “alla Brunori”.

Nella Samp di Gregucci è ritornato ad occupare il ruolo di prima punta: nelle ultime uscite ha scalzato Coda nelle gerarchie e sono arrivate due vittorie consecutive, simbolo di come Brunori stia iniziando a prendere le misure della squadra blucerchiata. Adesso l’incontro contro il suo passato, per quanto il cartellino sia ancora di proprietà del Palermo. Per un match “da cuori forti”.

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