Il Palermo accelera con Johnsen: Inzaghi ha un’arma in più sul fronte d’attacco
Dennis Johnsen è pronto a prendersi il Palermo: il trequartista ha iniziato bene la sua avventura in rosanero, con due presenze che hanno lasciato il segno. La sensazione è che il calciatore norvegese finora abbia giocato “d’istinto” ma che possa riuscire a integrarsi presto nei meccanismi tattici di Inzaghi e che, partita dopo partita, possa incidere sempre di più, anche in fase realizzativa.
120′ di qualità e non solo
Johnsen ha giocato 120′ circa con la maglia del Palermo se si sommano i 35′ contro l’Empoli e gli 85′ contro la Sampdoria: in queste due partite il 7 rosa ha già fatto intravedere quello che è capace di fare, con giocate di qualità al servizio della squadra. Contro l’Empoli manda Augello al cross che porta al 2 – 1 di Pohjanpalo con un colpo di tacco. A Genova invece si rende protagonista di una giocata unica come la rabona, tanto bella quanto funzionale per l’azione che ha poi portato al gol (ingiustamente) annullato a Pierozzi.
Johnsen non è solo qualità ma anche presenza fisica: è sua, ad esempio, la “spizzata” di testa che porta poi al gol del 3 a 2 di Augello. In quell’occasione il trequartista, sul cross di Palumbo, punta forte sul primo palo staccando in terzo tempo e colpendo la palla per provare a fare gol, essendo però un pizzico in ritardo ne è uscito fuori un assist per l’esterno.
L’unica cosa che ancora non si è vista è la conclusione verso la porta: Johnsen non ha ancora avuto l’opportunità di andare al tiro, né da fuori né da dentro l’area di rigore. La sua presenza è già un pensiero per le difese avversarie ma gli è mancato il momento giusto per scatenare il suo destro. E conoscendo Inzaghi, il giocatore dovrà crescere in continuità ed essenzialità delle giocate.
Pohjanpalo è meno solo
È lui il trequartista più offensivo del Palermo in questa stagione e a giovarne è anche Pohjanpalo. Contro la Sampdoria il finlandese non ha fatto gol ma rispetto alle volte in cui è stato lasciato solo in balia dei difensori, lo si è visto più volte provare a duettare proprio con Johnsen. I due sembrano cercarsi spesso in zona gol, memori della precedente esperienza insieme a Venezia.
Insieme a Palumbo i due formano sulla carta un tridente completo: al numero 5 rosa il compito di fare da raccordo tra centrocampo e attacco e di disegnare palle gol; a Johnsen quello puntare l’uomo ed essere incisivo in fase di rifinitura; a Pohjanpalo quello di fare gol.
Johnsen & Le Douaron, una risorsa in più
Due partite e una decina di allenamenti però non possono bastare per una valutazione definitiva. Il gioco di Inzaghi ha degli aspetti particolari, fatti anche di pressing e di fisicità, che rendono sempre attuale la figura di Le Douaron, tecnicamente meno dotato del norvegese ma molto utile in certi frangenti della partita. Il francese è partito titolare in casa e i due hanno fatto staffetta a Genova. Il ballottaggio tra i due sarà uno dei motivi ricorrenti alla vigilia delle partite ma se entrambi confermeranno in futuro la grande disponibilità a entrare bene in campo a partita in corso (Johnsen con l’Empoli, Le Douaron con la Samp) per Inzaghi non sarà un problema. Anzi, sarà una risorsa in più.
