Il Palermo c’è ma non basta: il pareggio sta stretto. Le pagelle ironiche di A&F
Ci sono partite che valgono una stagione. E poi ci sono quelle che valgono anni di vita. Ti ricordi perfettamente dov’eri nel momento in cui hai preso quella delusione. Ricordi le facce degli amici, dei bambini vestiti di rosa da consolare fingendo che siano cose che poi si possono superare. Ricordi i passi fino a tarda notte, sospeso tra la rabbia per quello che ti è successo e la speranza che ci possa essere un momento di rivalsa.
Quella di stasera è una partita così ed è inutile girarci intorno: vale molto di più dei punti in palio. Con questo animo sereno e distaccato ci accomodiamo sulla poltrona, sedendoci però a una certa distanza per qualche dissidio interno alla coppia perché Pippo schiera Rui Modesto. Entrambi i vostri cronitifosi lo considerano incapace di difendere anche contro un novantenne con la gotta ma per uno, da centrocampo in su, è il figlio illegittimo del pendolino Cafu, per l’altro è un regionale scassato riverniciato da poco ma pronto a fermarsi.
Per il resto spicca l’assenza di Joronen e l’esordio di Gomis che non para in una partita ufficiale dall’ultima guerra del Golfo. Pierozzi va a fare il braccetto di destra nella speranza che sia abbastanza veloce per chiudere una delle due freccerosse del Frosinone sulle fasce avanzate. Per il resto tutti confermati a supporto di Joel “facci agghiuttere sti palloni” Pojhanpalo!
L’inizio è di marca rosanero, con una squadra alta come una modella scandinava. Poi improvvisamente ci fermiamo, arretriamo e subiamo un po’ il Frosinone. C’è tensione ma forse è solo quella nostra che non ci fa essere molto lucidi. Dopo un poco arriva la grande occasione sui piedi di Rui Modesto che potrebbe essere l’eroe di giornata ma mette di poco a lato. Subito dopo è Ranocchia a costringere Palmisani a un mezzo miracolo!
Il Palermo c’è! È una partita aperta e il Palermo gioca bene, pressa alto e recupera palla creando diversi contropiedi che andrebbero sfruttati molto meglio. E il gol non arriva. Ma arriva il grande culo del Frosinone a salvare i ciociari da un vantaggio rosanero che sarebbe stato più che meritato. Errore tra difensore e portiere e mezzo collo al volo di Pohjanpalo che prende il palo a porta vuota.
Si va al riposo consci di aver visto il miglior Palermo della stagione. Si riapre con una occasione immediata di Peda subentrato a Rui Modesto! La palla non vuole proprio entrare! Deve uscire Pierozzi, colpito in pieno alla tempia in uno scontro ad alta quota ed entra Gyasi che uno dei vostri cronitifosi indica già come il clamoroso match winner.
Proprio quando pensiamo che il Palermo possa farla sua, arriva l’eurogol di Calò che piazza la palla sotto il sette da una posizione lontanissima. Primo tiro in porta e primo gol del Frosinone. Incredibile. Pippo deve rischiare il tutto per tutto e schiera Vasic per Ceccaroni. Ma il tempo scorre inutilmente e da quando Pierozzi è uscito il Palermo non ha più trovato la stessa intensità e ora arranca alla ricerca di una mezza palla buona da buttare dentro.
Cominciamo a disperare ma nel finale arriva il meritatissimo pareggio con un grande assist di Pohjanpalo per il gol da fuori di Ranocchia! Ci sono sei minuti di recupero e cominciamo anche a pregare nonostante i rapporti non sempre idialliaci con le alte sfere. Ma il risultato resta invariato e torniamo a casa con un pari che ci sta stretto e ci lascia l’amaro in bocca per una partita dominata contro una squadra che stasera è apparsa davvero modesta. Ci sono ancora quattro partite. Bisogna solo vincerle tutte e sperare. Forza Palermo!
Gomis 6 – Il Frosinone tira in porta solo ogni 45 minuti ma lui si fa trovare pronto nonostante la ruggine. Svitol.
Pierozzi 7 – Annulla Kvernadze da braccetto. Poi passa esterno ed è ovunque. È costretto a uscire e si spegne anche il Palermo. Relé.
(dal 17′ s.t. Gyasi) 5 – Non si smentisce e spegne qualsiasi ardore dei rosanero con una prestazione a dir poco opaca. Passapititto.
Bani 7,5 – Un baluardo. Raimondo non tocca palla e a un certo punto para pure di testa al posto di Gomis. Muro a secco.
Ceccaroni 6,5 – Si propone meno spesso del solito ma contiene bene Ghedjemis che non riesce mai a trovare la giocata. Cancellino.
(dal 32′ s.t. Vasic) s.v.
Rui Modesto 6,5 – Pippo gli chiede corsa e imprevedibilità e lui obbedisce sfiorando il gol e dando brio alle sortite offensive rosanero. Ma sopratutto evitando di farsi espellere senza motivo. Allegro ma non troppo.
(dal 1′ s.t. Peda) 6,5 – Anche quando entra lui non si passa neanche per sbaglio. Prova anche a segnare. All in.
Segre 6 – Corre e tampona come sempre. È poco lucido quando ha la palla al piede e ci costa qualche occasione di troppo. Sciupone.
Ranocchia 8 – Ci aveva già provato all’inizio con un grande tiro. Poi la piazza nel momento più difficile. In mezzo c’è una partita di grande lucidità nella quale fa sempre le scelte di passaggio piu giusta e ispira le azioni rosanero. Regista d’autore.
Augello 7 – Gli tocca il cliente più pericoloso e lo annulla. Paga dazio in avanti dove è meno preciso del solito. Falco a metà.
Palumbo 5,5 – Corre a tutto campo ma con la palla al piede non è preciso o ispirato come al solito, sciupando anche un clamoroso contropiede. Scialacquatore.
(dal 38′ s.t. Giovane) s.v.
Le Douaron 6,5 – Inutile chiedergli di saltare l’uomo in dribbling o controllare il pallone con proprietà di palleggio. Ma quando ha la palla sulla corsa è sempre un pericolo per gli avversari e fa la guerra civile in copertura. Guerra e pace.
Pohjanpalo 7 – Ha mezzo pallone e prende un palo per malasorte. Poi si inventa un assist tenendo la posizione in mezzo a cento avversari come una torre saracena nel maltempo. In mezzo c’e tanta corsa e anche qualche recupero in difesa. Power play.
Inzaghi 7 – Imposta una gara d’attacco e dà una lezione di calcio ai ciociari che non vedono mai la porta se non su punizione. La squadra non molla e recupera una gara che sembrava persa mostrando di avere tutta la grinta del suo allenatore. Cincinnato.
