Il Palermo non è ancora grande: dal mercato può arrivare il salto di qualità
Una mazzata difficile da digerire. La gara di Mantova ha confermato la sensazione che il Palermo non sia ancora una grande squadra. Manca sempre l’ultimo passo per compiere quel salto di qualità definitivo e il pari beffardo di domenica ne è l’amara dimostrazione. Il problema è che il campionato non aspetta: il Frosinone non sta sbagliando una partita; il Venezia vola, macina gioco e risultati; il Monza sembra in calo, ma gli equilibri cambiano in fretta.
Il pareggio di Avellino, che nell’economia del campionato poteva starci, era stato un indizio. Una grande squadra può anche giocare male ma, dopo aver ribaltato sorprendentemente il risultato nel finale di gara, deve tornare a casa con i tre punti. La partita col Mantova è la prova che al Palermo sta mancando qualcosa, perché dopo un dominio totale e incondizionato per 95 minuti non può arrivare nei minuti di recupero con il minimo vantaggio.
Buon Palermo, non ancora da grande
Nei primi venti minuti della gara gli uomini di Inzaghi hanno messo in campo una qualità che raramente si era vista. Il gol di Ceccaroni ne è l’esempio perfetto, con una costruzione verticale, semplice ed efficace: Ranocchia va subito dal trequartista Palumbo, che di prima lancia nello spazio l’altro trequartista, Vasic. E chi è che va a chiudere l’azione? Il braccetto di sinistra, sempre proiettato in fase offensiva.
A Mantova si è vista qualità nel collettivo più che nei singoli giocatori. L’errore è stato non aver chiuso la partita, perché nel secondo tempo non c’è stato nemmeno un attimo di sofferenza. Si può rimproverare a Inzaghi una mentalità troppo conservativa, ma l’idea di calcio dell’allenatore è questa e la si conosce dal giorno zero. Con questi principi, l’allenatore piacentino ha conquistato risultati importanti in Serie B. Contro Sampdoria e Padova, nelle ultime due gare casalinghe, era andata bene anche con gli ingressi di Blin e Gomes, anche con l’uscita forse prematura di Palumbo. Col Mantova no.
Il Palermo non è ancora una grande squadra. È una buona squadra, che sta meritando il quarto posto, con un’idea di gioco poco spettacolare ma ben definita. Con un allenatore che ha lo spogliatoio in pugno. Con un gruppo che crede in quello che fa. È chiaro che non si può vincere sempre, ma il pareggio di Mantova è un’occasione buttata al vento, tant’è che anche Inzaghi, a fine gara, ha invitato a fare un mea culpa generale. Senza il gol di Marras si farebbero altri discorsi, forse anche opposti, ma questo è il calcio.
Il raffronto con le passate stagioni
Non bisogna però dimenticare il punto di partenza. Il Palermo sta effettuando il giro di boa con 34 punti, frutto di nove vittorie, sette pareggi e tre sconfitte, con 29 gol fatti e 14 subiti. Il quarto posto consente ancora di sperare nella promozione diretta, un aspetto tutt’altro che banale considerando le scorie della scorsa stagione, che avevano lasciato un quadro desolante, con un patrimonio tecnico, tattico ed emotivo da ricostruire.
Inzaghi sta facendo un buon lavoro se si considera che i punti in più, alla fine del girone d’andata rispetto alla passata stagione, sono dieci. Sono due, invece, se si fa il confronto con la stagione 2023/24, quella iniziata da Corini e conclusa da Mignani. Per trovare un girone d’andata migliore in termini di punti in Serie B bisogna tornare alla stagione 2018/19, quando i rosanero chiusero con 37 punti, frutto di dieci vittorie, sette pareggi e una sola sconfitta. Alla 19esima giornata erano primi, con cinque punti di vantaggio sulle seconde. Il finale di quella storia è noto a tutti.
Tra mercato e campo
Il mercato potrà aiutare il Palermo a compiere questo passetto? La risposta non è scontata: basta guardare all’anno scorso, quando arrivarono tre top come Audero, Magnani e Pohjanpalo. Il Palermo era nono alla fine del girone d’andata e chiuse ottavo a fine campionato. La sessione invernale è molto complicata e solo operazioni davvero oculate possono risultare migliorative. La dirigenza, in concerto con lo staff tecnico, valuta l’organico competitivo così com’è e, al momento, stando alle dichiarazioni del d.s. Osti, sono in programma solo un paio di operazioni, in attacco e forse in difesa.
Il mercato non può essere la panacea di tutti i mali (che, in realtà, sono pochi). Arriverà un attaccante in grado di alzare il livello qualitativo tra le linee, magari un altro difensore affidabile per favorire più rotazioni nel reparto arretrato, ma il Palermo deve trovare la forza di compiere questo passetto a prescindere dall’arrivo di uno o due giocatori.
Il prossimo mini ciclo di partite, che prevede dopo lo Spezia due trasferte consecutive a Modena e Bari, dirà molto in tal senso. La palla passa a Inzaghi e alla squadra. Poi toccherà al d.s. Osti, che sta cercando di rinforzare l’organico senza sbagliare nulla. Ma senza particolare premura.

Non esiste volontà da parte della Società e di Osti.
Vergara è un ottimo profilo , trequartista e seconda punta. Perché non chiedono il prestito al Napoli , anziché cincischiare ???
Considerazioni giuste, tranne il fatto che abbiamo avuto un dominio incontrastato per 95 minuti. E’ vero che i numeri dimostrerebbero questo, ma alla fine l’unico vero numero che conta sono le reti fatte e quelle subite : 1-1 e fine dei conti.
A me sta benissimo la strategia di Inzaghi di proteggere il risultato e la sciare uno scialbo ed improduttivo possesso palla agli avversari, purchè appunto sia improduttivo. Noi tutti tifosi abbiamo vissuto la partita ( credo anche lei Roberto) con il timore che alla fine un gol del avolo, magari con un rimpallo o il tiro della domenica riuscito ogni cento anni, lo avremmo preso ( con tanti saluti dei numeri e del dominio per 95′).
Dicevo, a me va benissimo lastrategia di Inzaghi, purchè siamo in grado di chiudere le partite quando si presentano le occasioni per farlo. E qui sonmo pienemente d’accordo con le riflessioni dell’articolo: non siamo ancora una grande squadra, servono un paio di ritocchi, mirati, ma che facciamo fare il salto di qualità che è vicino ma indispensabile per puntare ai primi due posti.
Vedremo