Manchester chiama, Palermo risponde… a metà: piovono milioni ma la squadra arranca

Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Manchester chiama, Palermo risponde… a metà: piovono milioni ma la squadra arranca

Manchester ha fatto sentire ancora una volta la sua forza, mettendo sul tavolo una quantità considerevole di denaro. Per il terzo anno consecutivo, il City Group ha immesso diversi milioni nelle casse del Palermo, ‘addolcendo’ il bilancio d’esercizio al 30 giugno 2025, che ha registrato una perdita di 43 milioni. È una dichiarazione d’intenti molto chiara, che però rincuora solo a metà, vista la difficoltà sul campo, che resta il vero core business di una squadra di calcio.

L’ultimo aumento di capitale della holding inglese è stato di 49,2 milioni di euro. Numeri in crescita rispetto al bilancio precedente e che, considerando le tre stagioni concluse da CFG alla guida del Palermo, raggiungono circa 108 milioni immessi nel club. Dati oggettivi, che testimoniano la volontà di puntare su una piazza considerata seconda solo al Manchester City nella ‘galassia’.

Gli investimenti smentiscono lo scetticismo

Questi numeri rispondono anche a chi dubita delle reali intenzioni del City Group riguardo alla promozione. La critica più diffusa sostiene che da Manchester si guardi solo a marketing e merchandising, ignorando i risultati sportivi e mostrando scarso interesse per la Serie A. Eppure, leggendo i bilanci, l’analisi cambia: il tema non è ‘se’ investono, ma ‘come’ vengono spesi questi soldi.

Manchester chiama, ma Palermo risponde a metà. Da un lato c’è un’area societaria che viaggia spedita: rispetto all’anno scorso sono cresciuti gli abbonamenti, le sponsorizzazioni, i ricavi commerciali; la nuova maglia total pink è andata a ruba, i numeri social sono da club di prima fascia.

Club che cresce, squadra che rallenta

Da questo punto di vista, il lavoro del Palermo è stato eccellente. Il City Group ha puntato sulla ristrutturazione interna e oggi si contano 151 persone che lavorano per il club, compresi calciatori e dirigenti. I frutti si vedono e sono in costante crescita. Il problema è che il Palermo viaggia a due velocità, perché quando si scende in campo emergono le difficoltà.

La squadra sta arrancando anche in questa stagione e il problema non può essere cercato a Manchester — che continua a finanziare il progetto — ma a Palermo. L’anno scorso, nelle due sessioni di mercato, sono stati investiti 17 milioni solo per i cartellini: il più oneroso è stato quello di Pohjanpalo (5,5 milioni), seguito dagli acquisti di Le Douaron, Appuah, Blin e Nikolaou, che sommati arrivano a 9,6 milioni, con risultati deludenti.

Una rosa costosa che deve iniziare a rendere

Nell’ultima sessione di mercato sono stati investiti 3,9 milioni di euro. La strategia è cambiata: il d.s. Osti ha puntato in gran parte su giocatori provenienti dalla Serie A e il vero investimento è stato sugli stipendi. Oggi il Palermo ha il secondo monte ingaggi della Serie B, dietro solo al Monza.

Da quanto si legge nel bilancio, però, l’obiettivo dichiarato per questa stagione è la partecipazione ai playoff classificandosi nelle prime quattro posizioni. L’anno scorso l’obiettivo era semplicemente la qualificazione agli spareggi: da Manchester l’asticella si è alzata.

L’obiettivo dei tifosi è invece uno soltanto: promozione in A. Ma il Palermo, al momento, non accontenta né la piazza né la società. Il campionato è ancora lungo e c’è tempo per rimettersi in carreggiata, ma quando si analizzeranno problemi e difficoltà servirà l’onestà di ammettere che un patrimonio del genere, in Serie B (e in parte anche in A), non ce l’ha nessuno.

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