Padova – Palermo 0 – 1 PAGELLE / Bani, che perla. Le Douaron sul podio. Rui Modesto, che follia
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Chiamatelo miracolo, chiamatelo come volete (anche con la c iniziale) ma è un successo che esalta le qualità del Palermo, capace di resistere per 70 minuti in 10 e di segnare in pieno recupero in uno di quei calci piazzati che rappresentano i punti di forza della squadra. Che poi segna Bani, protagonista di una grande partita di sacrificio, è solo il segno del destino.
Era una partita in cui ci si sarebbe potuti accontentare dello 0 a 0 come il minore dei mali. E invece è diventata vittoria importante che blinda almeno il quarto posto (il Catanzaro ha perso) e che può fare tirare un sospiro di sollievo in vista della sosta che sarà molto utile per riordinare le idee. Che il Padova non meritasse di perdere e che Di Mariano è stato il migliore dei veneti, adesso, diventa un particolare quasi insignificante.
Inzaghi aveva provato a cambiare. E ha cambiato tanto con uno schema elastico tra il 4-2-3-1 e il 3-4-2-1 classico. Nemmeno il tempo di capire come stava andando che l’espulsione di Modesto ha complicato i piani di gioco, costringendo il Palermo a snaturarsi e a pensare soprattutto a non prenderle. E tra le tante cose che sono cambiate – a testimonianza di una partita molto diversa dal solito – c’è l’uscita all’intervallo di Palumbo e quella di Pohjanpalo al 20′ della ripresa: mai accaduto. Ma era anche logico e comprensibile.
Ragionare sui cambi tattici e su come recuperare il maggior numero possibile di giocatori in organico sarà più semplice dopo questa vittoria che tra l’altro è maturata con Vasic, Giovane e Peda in campo. E – beffa delle beffe per il Padova – con l’unico tiro in porta della gara da parte del Palermo. Il calcio è bello per questo.
PADOVA: Sorrentino s.v.; Belli 6 (dal 34′ s.t. Buonaiuto), Pastina 6, Perrotta 6, Ghiglione 5,5 (dal 19′ s.t. Favale 5,5); Capelli 6,5, Fusi 5,5 (dal 13′ s.t. Gomez 6), Varas 6, Di Mariano 7; Lasagna 6, Bortolussi 6 (dal 19′ s.t. Caprari 5,5).
PALERMO: Joronen 6,5; Pierozzi 6, Bani 8, Ceccaroni 5,5 (dall’8′ s.t. Magnani 6), Augello 6,5; Segre 6 (dal 19′ s.t. Giovane 6), Ranocchia 6; Rui Modesto 4, Palumbo 6 (dal 1′ s.t. Peda 6,5), Johnsen 5,5 (dal 33′ s.t. Vasic 6); Pohjanpalo 5 (dal 19′ s.t. Le Douaron 7).
Joronen 6,5: C’è un po’ di baraonda nella sua area, piovono cross lunghi sul secondo palo (quelli che lui ama di meno) e deve fare un po’ di interventi per evitare guai. Due volte si oppone a pericolose conclusioni di Di Mariano. Ma deve anche accendere un cero a Ghiglione che si divora un gol molto più facile di un calcio di rigore.
Pierozzi 6: È uno di quelli che deve stare attento alla nuova posizione in campo e in avvio di partita va spesso in difficoltà. Nella ripresa torna a fare l’esterno destro di centrocampo e il suo rendimento migliora.
Bani 8: L’eroe di giornata, con quel gol al 92esimo sugli sviluppi di calcio d’angolo che lui spinge in gol da pochi passi. Premio per la sua propensione a frequentare spesso le aree avversarie (a volte anche troppo). Respinge un po’ casualmente la conclusione di Ghiglione, chiude un po’ di spazi con autorità, sta bene fisicamente ed è fortemente motivato. Generoso nelle chiusure in area, anche quando c’è da rischiare il fisico, cosa che avviene in almeno tre occasioni.
Ceccaroni 5,5: Era complicato pure per lui trovare la posizione giusta. Ha il mestiere del difensore che lo aiuta in varie situazioni ma non va molto oltre il compitino. Rimedia una ammonizione “leggera” ad inizio di ripresa che “costringe” Inzaghi dopo pochi minuti alla sostituzione.
(dall’8′ s.t. Magnani) 6: Appena entrato è provvidenziale, riesce a ribattere un tiro ravvicinato buttandosi a corpo morto. Sulla sinistra non è mai a suo agio, soprattutto in fase di impostazione, ma non è giornata di ricami e alla fine anche lui se la cava bene.
Augello 6,5: Spinge come una locomotiva. Il suo sacrificio podistico è encomiabile, il Palermo gioca quasi sempre sulla fascia sinistra proprio grazie alla sua attitudine offensiva che crea scompiglio nella retroguardia avversaria. È un po’ meno preciso del solito sui cross.
Segre 6: Certamente ha più di due polmoni, altrimenti non si spiega la quantità di chilometri che percorre. E che aumentano con l’inferiorità numerica. Esce a metà ripresa per esigenze tattiche, ma la sufficienza la porta a casa.
(dal 19′ s.t. Giovane) 6: Buttato nella mischia in una partita che più delicata non si può. Occupa la posizione di centrodestra e si cala subito nel clima di battaglia.
Ranocchia 6: La partenza è buona, gioca in modo ordinato e metodico. Trova subito le geometrie e si rende utile. Poi cambia la gara e anche lui va in difficoltà ma è comunque il giocatore più lineare del centrocampo.
Rui Modesto 4: Benedetto ragazzo, che motivo c’era di fare quell’entrataccia su Di Mariano? Possiamo discutere sul richiamo del Var (l’arbitro lo aveva solo ammonito) ma l’espulsione ci sta e penalizza gravemente la squadra che stava cercando di trovare la quadra con un nuovo assetto. Nei venti minuti iniziali aveva giocato esterno a destra e si era segnalato per una bella conclusione da fuori che ha sfiorato il palo. E che non conta niente.
Palumbo 6: Immagino che il suo sacrificio nell’intervallo sia dovuto soltanto a motivi tattici determinati dall’inferiorità numerica. È il destino che solitamente tocca ai giocatori più talentuosi quando c’è da fronteggiare una emergenza. Il suo primo tempo non è malvagio, come sempre corre tanto e gioca molti palloni.
(dal 1′ s.t. Peda) 6,5: Va a ricomporre la tradizionale difesa a 3, facendo il braccetto di destra. Contribuisce ad alzare il muro. E come ciliegina sulla torta partecipa in modo decisivo all’azione del gol.
Johnsen 5,5: Ha sempre giocate di qualità, capisci che ha lo spunto per fare male agli avversari ma alla fine della fiera incide poco. Non ha la lucidità dell’ultimo passaggio o della conclusione. Rispetto ad altre partite però è più propenso a rinunciare agli inutili tocchi di fino e a sacrificarsi per la squadra. Infatti esce a un quarto d’ora dalla fine stremato dopo l’ultimo tentativo di contropiede. Esce con la coscienza pulita ma può fare molto ma molto di più.
(dal 33′ s.t. Vasic) 6: Nemmeno il tempo di entrare e ha un’occasione in velocità ma la maltratta con un controllo di palla inadeguato. Dovrebbe essere più cinico ma è bravo in un paio di giocate a provocare la doppia ammonizione di Pastina.
Pohjanpalo 5: Partita da dimenticare. Doveva essere quella dei maggiori rifornimenti e invece, colpa anche dell’espulsione, non la vede mai. Non era mai uscito così presto dal campo ma la sua sostituzione aveva un senso in una partita in cui il pareggio sembrava il massimo risultato possibile.
(dal 19′ s.t. Le Douaron) 7: Era inevitabile che entrasse in campo abbastanza presto, c’era bisogno dei suoi “cingolati”. Solita disponibilità al sacrificio unita a un assist per Vasic e al cross per Pierozzi nel recupero da cui scaturisce l’angolo che porta al gol. Magari ha poca tecnica ma molta concretezza.