Palermo, cercasi vittoria: appello a S. Rosalia. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B
Ultima in casa, tra scioperi del tifo e ritiri punitivi. Bisogna vincere per agguantare i playoff e magari consolidare il sesto posto. E pazienza se qualcuno già dice che è inutile andare ai playoff, che andremo solo a fare malafigura e che è tutto da rifare. Il calcio, come il cuore, ha ragioni che la ragione non conosce e quindi noi ce ne fottiamo e speriamo di giocare sempre ancora un’altra partita per vedere che succede, come ripete sempre un nostro mito come il protagonista di Febbre da 90!
Mignani non cambia modulo ma ci stupisce con effetti speciali e colori ultra vivaci: esordisce Desplanches, Diakité va a giocare al posto di Buttaro e come centrale destro della difesa lo sostituisce Nedelceauru e finalmente Ranocchia torna dal primo minuto ma al posto di Di Francesco. In avanti con Brunori c’è ancora Soleri. Rivoluzione!
Neanche il tempo di sederci e siamo in vantaggio! Soleri abbatte un avversario senza fallo e si invola verso la porta, serve Brunori che entra in area e non sbaglia! Uno a zero! Il Palermo non fa sforzi e lascia la palla agli avversari, ma quando gliela ruba è sempre pericoloso e potrebbe raddoppiare in diverse occasioni. Si gioca come il gatto con il topo, come dicono quelli bravi ed esperti di calcio.
Purtroppo la mamma dei cretini é sempre incinta e così la partita viene sospesa per un po’ per i petardi tirati da alcuni imbecilli dalla curva nord inferiore. Un momento ed un modo particolarmente intelligente per cominciare una protesta. Purtroppo il Palermo non perde le sue amnesie difensive e su un cross che non sembra neanche troppo pericoloso Caligara si ritrova da solo a colpire e Desplanches nonostante i centimetri in più rispetto a Pigliacelli, non ci arriva perché la palla è sotto il sette.
Di nuovo pari e ancora proteste. L’Ascoli non aveva fatto nulla ma è bastata mezza palla per fare gol. Vecchia storia. Fortunatamente l’amarezza non dura molto perché il Palermo si rimette subito a giocare. La palla arriva in area a Soleri che di testa trova Segre, sempre pronto dentro l’area. Rovesciata e assist per lo stesso Soleri che in tuffo di testa la mette dentro!!! E si ritorna in vantaggio!!!
Non succede praticamente più nulla nonostante il lungo recupero e andiamo tutti negli spogliatoi. Pure noi ci riteniamo soddisfatti per aver visto un atteggiamento diverso e un po’ più di grinta. Il secondo tempo non è diverso dal primo, forse solo ancora più lento anche per il caldo che comincia a farsi sentire, però ci inquieta che la palla è sempre tra i piedi di quelli in maglia bianconera e il Palermo sembra, come spesso accaduto, una squadra diversa da quella della prima frazione.
Esce Gomes per un problema fisico ed entra Henderson. Non succede praticamente nulla e ci sembra tutto facile da controllare ma proprio per questo non ci fidiamo. Esce Ranocchia e in campo va Di Francesco e noi – illusi – ci auguriamo si inventi qualcosa per darci un po’ di serenità.
E’ il secondo tempo più noioso della storia dell’umanità e l’Ascoli comincia a farsi vedere in avanti troppo spesso accumulando corner e impegnando anche Desplanches che, soprattutto in uscita, si disimpegna bene. Ma il Palermo non ha alcuna idea su come portare avanti la palla e noi cominciamo ad avere paura. Esce Brunori per Mancuso, si rivede addirittura Marconi ed entra anche Stulac.
Escono Nedelceauru e Ceccaroni con una rivoluzione dell’assetto difensivo francamente incomprensibile. I rosa quasi allo scadere producono l’unica palla quasi gol con Di Francesco e la collaborazione del portiere ascolano salvato dal palo! Proprio nel recupero, quando ci siamo quasi convinti di avere trovato la prima vittoria dell’infausta era Mignani arriva il pareggio dell’Ascoli che conferma la sfiga del nuovo mister in zona recupero.
Sull’ennesimo calcio d’angolo arriva un tiro imparabile che trova una traiettoria incredibile su cui Desplanches non può nulla. Incredibile. Arriva il fischio finale e l’appuntamento con la prima vittoria è ancora rinviato. Si era vista un po’ di grinta nel primo tempo ma il secondo è stato il miglior esempio di questo Palermo: molle, tremebondo e senza idee.
I playoff sono certi ma bisognerà per forza vincere l’ultima contro il Sudtirol per essere certi del sesto posto. Noi non sappiamo più a che santo votarci perché ci pare che anche la santuzza si sia stancata. E non possiamo certo darle torto!
Desplanches 6 – Al suo debutto e si vede perché sembra emozionantissimo nonostante il pubblico lo incoraggi anche sui palloni più innocui. Purtroppo nonostante qualche buona parata e una serie di uscite coraggiose alla fine se ne torna con due goal sul groppone come un Pigliacelli qualsiasi. Replica.
Nedelcearu 5,5 – Gli attaccanti avversari non brillano per pericolosità ma lui, comunque, li contiene anche se con qualche imprecisione di troppo. Inspiegabilmente, comunque, viene sostituito ed arriva il goal del pareggio ospite. Talismano.
(dal 37′ s.t. Stulac) s.v.
Lucioni 6 – Cerca di dettare il ritmo difensivo, anche rilanciando l’azione quando può e innescando i compagni, come avvenuto in occasione del primo goal. Sente che la squadra soffre e prova in tutti modi a scuoterla ma neanche lui può nulla sul bolide che sancisce il pareggio. Invictus.
Ceccaroni 5 – Ancora una prestazione ricca di disattenzioni, come in occasione del primo goal bianconero, e di poca intraprendenza sebbene gli avanti ascolani non brillino certo né per velocità né per pericolosità. Alla fine si fa pure male. Negativo.
(dal 37′ s.t. Marconi) s.v. – Al suo ingresso in campo tutto lo stadio prova un brivido, memore delle recenti prestazioni suicide. Certamente il pareggio finale non è colpa sua ma non si può dire che sia fortunato. Paperino.
Diakité 6 – Finalmente gli hanno detto che può tornare a spingere come ai bei tempi che furono e lui ci prova a giocare più avanzato, sfiorando anche il goal con un tiro che, purtroppo è completamente sballato. Offensivista.
Segre 7 – Forse finalmente Mignani l’ha capito che uno come lui deve giocare sempre, basti pensare a come inventa l’assist del goal del 2 a 1 e l’infinità di palloni recuperati e giocati nel tentativo, spesso vano anche per colpa dei compagni, di rilanciare l’azione. Imprescindibile.
Gomes 5 – Ancora una prestazione al piccolo trotto, ricca di passaggetti, spesso inutili, e di scarsa incisività. Alla fine si fa male anche lui. Bradipo.
(dal 12′ s.t. Henderson) 5 – Da appassionati della old Britannia speriamo sempre che entri in campo con l’ardore di Braveheart e, invece, lui ci ripaga regolarmente con lo stesso ardore bellico di Alberto Sordi in “Tutti a casa”. Ritirata.
Ranocchia 6 – La sua prestazione non sarebbe da sufficienza ma noi gliela diamo lo stesso ricordando ancora chi era prima del maledetto infortunio che ci ha restituito, purtroppo, un giocatore a mezzo servizio. Speriamo possa tornare pienamente in forma in vista dei play-off. Tecar.
(dal 20′ s.t. Di Francesco) 5,5 – È vero che l’unico tiro in porta di tutto il secondo tempo del Palermo è suo ma un eventuale goal sarebbe stato più merito del portiere avversario che della sua conclusione. Per il resto il solito girare a vuoto. Frullatore.
Lund 5 – Nulla di nuovo dalle sue parti, spinge poco e difende male. Coerente.
Soleri 8 – Come noto non siamo tra i suoi maggiori estimatori ma di fronte alla sua rete del vantaggio ed uno sportellare continuo su ogni cosa che passa dalla sua zona stiamo zitti e muti. Chapeau.
Brunori 7 – Dimostra di essere un vero capitano cercando di dare la scossa ad una squadra, purtroppo, paurosa e svuotata. Un gol di rabbia, tanti palloni giocati con intelligenza, e una sostituzione che francamente non ha alcun senso e, infatti, ci sembra che giustamente non abbia gradito. CinC.
(dal 37′ s.t. Mancuso) s.v.
Mignani 5 – Prova a sparigliare le carte con nuovi innesti ed un modulo parzialmente diverso ma, alla fine, il suo agghiacciante ruolino di marcia dice tutto: 4 punti in 6 partite di cui 4 in casa e con squadre di bassa classifica. E in più la sfiga dei minuti di recupero lo perseguita. Passapititto.