Palermo da impazzire, rosa purissimo con tracce d’azzurro. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - Apertura, News, Pagelle ironiche, Serie B

Palermo da impazzire, rosa purissimo con tracce d’azzurro. Le pagelle ironiche di A&F

Dite la verità. Chi di voi sentendo che oggi sarebbe arrivato al Barbera il Lanerossi Vicenza non ha pensato a un calcio di altri tempi? Calzettoni calati, maglia di lanina, difensori assassini e ritmi da oratorio. Battone e rubamazzetto per fottersi il più alto numero di doppioni di figurine Panini, magari alla ricerca di Paolo Rossi in maglia a strisce biancorosse. Se poi ci aggiungete l’eurogol di Galeoto e il boato della Favorita che la leggenda vuole abbia impressionato mister Guidolin, il viaggio “down the memory lane” è completo e ci presentiamo al Barbera come se avessimo trenta anni di meno, nonostante la prima frescanzana autunnale ci riporti ai dolori reumatici e alla triste realtà della (quasi) terza età.

Pippo non fa follie e non si inventa nulla: Peda al posto di Bani e Ceccaroni accanto. Rientra Segre in coppia con Ranocchia in mediana e davanti le ali che dribblano e segnano accanto a Joel “m’abbutto’ fare solo la boa” Pohjanpalo. Non passano neanche due minuti e il Vicenza segna su calcio d’angolo e mischione in area con dormita generale della difesa rosanero. I nostri invocano un fallo di mano e attendono il Var che se ne fotte delle lamentele e convalida.

Partenza con handicap. Il Palermo ci mette un po’ a realizzare che è sotto e la reazione è più ritardata dei vostri cronitifosi a un tee time delle 7.36 dopo una notte al pub. Non c’è spazio, abbiamo poche idee e sbagliamo troppo. E così il Vicenza rischia pochissimo e noi facciamo bile. Nonostante tutto, il gol del Palermo arriva pure, ma in fuorigioco. Il Vicenza marca a uomo a tutto campo e l’unica speranza che ci resta è che prima o poi gli finisca la benzina che è pure cara per ora nonostante i vari proclami.

E invece il pari arriva prima della fine del primo tempo, su una azione insistita, una fagiolada in area e un batti e ribatti su cui non capiamo nulla ma pare che sia Johnsen a spingere la palla in rete! E si torna pari! Potrebbe pure arrivare subito il secondo con Vavassori che si invola verso la porta ma l’arbitro, che non vogliamo qualificare per evitare querele, lo ferma per fallo immaginario.

Il Palermo comincia il secondo tempo con ben altro piglio, come dicono quelli dalla prosa raffinata, e pressa gli avversari nella propria area senza sosta. Il Vicenza mette il naso fuori dalla propria metà campo solo una volta e viene punito con un contropiede micidiale da manuale del calcio. Palla a Pohjanpalo che la spizza di testa per Segre che comincia una corsa mostruosa seminando avversari come se fossero fermi, palla a Vavassori, controllo e gol! E subito dopo il giovane rosanero rischia anche di segnare il terzo.

Il dominio è assoluto! Il Vicenza è costretto a scoprirsi e il Palermo può fare gol in molte occasioni ma c’è un po’ troppa accademia e non si arriva mai in porta come si dovrebbe. Inzaghi fa le prime sostituzioni ed Estevez, Mazzitelli e Gabrielloni rilevano Ranocchia, Segre e un osannato Pohjanpalo, ancora a secco ma generoso come un governo a fine legislatura nella legge di bilancio. Nel frattempo Vavassori trova il tempo di sbagliare un gol dopo una nuova grande progressione e di lanciare in volata Johnsen che sbaglia mettendo di poco al lato.

Vavassori è davvero uno spettacolo ma noi vogliamo il gol per stare tranquilli. Si rivede addirittura Gomes per un esausto Hernani e Magnani per un gigantesco Johnsen, per passare a tre dietro e chiudere la saracinesca nel minuti finali. E invece Vavassori si inventa un gol da vero fuoriclasse: dribbling secco, scatto, contro dribbling sul fondo e tiro a giro!! Uno spettacolo purissimo! Arriva il fischio finale e sono altri tre punti. Il Palermo va sotto, la recupera, va in vantaggio, dilaga e va in fuga in classifica! Non svegliateci!! Forza Palermo.

Perin 5,5 – Lui commette lo stesso errore di Pisa e noi ripetiamo lo stesso giudizio. Sui calci d’angolo nell’area piccola, il portiere deve uscire e travolgere pure sua nonna. Replay.
Cassandro 6,5 – Potente, concreto e anche molto intraprendente. Peccato un paio di conclusioni imprecise in cui avrebbe anche potuto essere più generoso. Ostinato.

Peda 7 – Non sappiamo se abbia qualche colpa sul goal vicentino perché nella mischia non abbiamo capito niente, ma siamo certi che da quel momento in poi gioca una partita praticamente perfetta, recuperando e chiudendo su ogni azione offensiva con precisione e rapidità. The wall.
Ceccaroni 6,5 – Gli si chiede soprattutto di arginare il più pericoloso degli attaccanti ospiti e ci riesce con una prestazione senza sbavature, limitando al minimo i rischi ed anche le sortite offensive. Diligente.

Augello 7 – Il numero di volte che “trattura” avanti e indietro la sua fascia è semplicemente impressionante, pagando qualcosa in termini di precisione. Aratro.
Segre 6,5 – Nel primo tempo soffre tanto perché il Vicenza corre a perdifiato e marca a uomo a centrocampo: lui cerca di inseguire tutto e tutti senza grande costrutto. Dopo che risulta protagonista nel contropiede che ribalta il risultato, acquista fiducia e non lo tengono più. Double face.
(dal 23′ s.t. Mazzitelli) 6 – Al solito, un ingresso positivo a gara in corsa dove entra soprattutto per “fare legna” (che non sappiamo che significa però ogni tanto ci piace scriverlo). Mastro Geppetto.

Ranocchia 5,5 – Da un lato lui è stanco, come si è già visto nelle ultime partite, dall’altro il Vicenza gli attacca un uomo addosso che gli impedisce di ragionare e la sua partita risulta incolore. Francobollato.
(dal 23′ s.t. Estevez) 6,5 –
Ormai è un classico. C’è da coprire e mettere in campo muscoli e “garra” ed allora tocca a lui. Deja vu.

Vavassori 9,5 – Due goal e mezzo, un numero notevole di giocate tanto belle quanto spettacolari, una costante minaccia per la difesa avversaria. Mezzo punto in meno rispetto al massimo solo perché si divora due goal davanti al portiere. Non sappiamo se sia vero che Bonucci era in tribuna per osservarlo ma se fosse così lo inviteremmo a tornare più spesso. Azzurro.
Hernani 6 – Qualche buon movimento ma nulla di trascendentale, però è comunque una presenza che dà sicurezza. Onesto.
(dal 30′ s.t. Gomes) s.v.

Johnsen 9 – Ancora un goal tanto facile (da due passi) quanto prezioso, perché arriva al termine della prima frazione in cui il Palermo non aveva giocato benissimo ma lui dimostra di essere sempre sul pezzo e del resto gioca un numero impressionante di palloni da cui può innescare azioni pericolose, dribbling secchi, assist e conclusioni a rete. Sotto par (solo per golfisti).
dal 34′ s.t. Magnani s.v.
Pohjanpalo 6,5 – Lo capiamo che è incazzato perché un attaccante senza goal è come i vostri cronitifosi senza alcol (purtroppo entrambi a dieta e quindi disperati). Ma, ancora una volta, il suo sacrificio costante per la squadra e la capacità di ribaltare immediatamente l’azione d’attacco risultano preziosi. In astinenza.
(dal 23′ s.t. Gabrielloni) 6 – Istruzioni chiare ed essenziali: entra e tieni alta la squadra. Fatto.

Inzaghi 8,5 – Per lui parlano i numeri di un campionato finora perfetto, in cui sta dimostrando di sapere gestire una rosa completa e dando la scossa giusta quando serve. Schiacciasassi.

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