Palermo, il centrocampo ha balbettato: Ranocchia flop, si salva Gomes. IL PAGELLONE/2
Pubblicato il da Giulio Siino - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Sulla carta il migliore della categoria, sul campo una grande delusione: è la storia del centrocampo del Palermo, composto da calciatori che hanno giocato in Serie A, altri arrivati dal gruppo City e infine chi ha vinto il campionato di Serie B anche più di una volta.
Non hanno di certo aiutato gli infortuni e la condizione fisica di alcuni dei protagonisti: il ko di Blin nel girone d’andata ha segnato un primo punto di non ritorno dal quale il Palermo non è riuscito a uscire nonostante la presenza in rosa di più alternative, sicuramente valide per la categoria.
E ha lasciato sicuramente a desiderare la gestione di Dionisi: l’allenatore del Palermo ha a lungo alternato tutti gli elementi senza dare particolari certezze. Nel vortice delle scelte “cervellotiche” sono caduti tutti, da Gomes a Ranocchia fino ad arrivare a Segre e Verre. Tutti sembrano aver patito la confusione creata dal tecnico, ma nessuno è riuscito ad andare oltre le aspettative (e molti hanno decisamente deluso).
Blin 5,5: sulla sua stagione pesa troppo il grave infortunio subito nel girone d’andata in casa della Juve Stabia. Il Palermo con lui stava provando a costruire un centrocampo solido e roccioso ma ha dovuto presto virare su altro. Importante il suo ritorno agli inizi di febbraio. Prestazioni generose, anche in difesa per aiutare la squadra in difficoltà a causa degli infortuni. È però lecito aspettarsi un po’ di più da chi l’anno prima era capitano di una squadra che si era salvata in Serie A.
Gomes 6: va oltre la cervellotica gestione di Dionisi, che per una buona parte di stagione lo relega in panchina creando un caso a centrocampo. È tra i pochi che accende il pubblico del “Barbera” con le sue accelerazioni in mezzo al campo, rispetto alle due scorse stagioni va più spesso al tiro e segna anche due bei gol. Deficita parecchio in fase di impostazione, ma non è un regista.
Ranocchia 4,5: tra le più grandi delusioni della stagione del Palermo. Se la passata stagione l’aveva finita in netto calando, in questo campionato si fatica a trovare una sua prestazione al di sopra della sufficienza. E non bastano i pur ottimi assist sfornati su calcio piazzato, l’unica gol (una perla) contro lo Spezia non basta a salvare un’annata insufficiente. Nel finale di stagione vede per giunta poco il campo e quando entra gioca in un centrocampo a due, che di certo non esalta le sue caratteristiche.
Segre 5,5: anche lui, vice capitano del Palermo, ha scontato un periodo in panchina in un momento in cui Dionisi preferiva altri. Dopo un inizio di stagione fiacco viene sfruttato come trequartista atipico, di quelli che corrono e legano i reparti ma soprattutto danno una mano al centrocampo. Una soluzione poco qualitativa che è sembrata inoltre inefficace anche per esaltarne le sue caratteristiche, è infatti la sua stagione con meno gol da quando è al Palermo (solamente tre).
Verre 5: l’impiegato part-time del Palermo. C’è stato un momento della stagione rosanero in cui tutti i tifosi lo avrebbero voluto sempre in campo per le sue doti qualitative uniche all’interno della rosa. Purtroppo non ha mai avuto in tutto il corso del campionato la condizione ideale per giocare 90′ e anche il suo periodo d’oro si affievolisce, fino al punto che Dionisi gli preferisce Segre, non proprio un trequartista. Nel finale di stagione si è visto poco e niente.
Di Mariano 5: ha raggiunto da protagonista le promozioni in Serie A con il Venezia e con il Lecce come abile ala sinistra super offensiva, ma da ormai due stagioni è considerato un esterno di un centrocampo a cinque con compiti più difensivi che altro. Se non riesce a performare al meglio – e non lo ha fatto – non può essere solamente colpa sua. L’attaccamente alla maglia e le sue doti da combattenti lo hanno aiutato a salvare la faccia.
Vasic 5: Voto complicato, difficile comprendere qual è il confine tra i suoi errori e quelli del tecnico che lo ha impiegato poco e in qualunque zona del campo. Se nell’ultimo periodo è apparso palese come l’insistenza del tecnico abbia creato solamente danni al giovane centrocampista, è innegabile che almeno nelle prime uscite non abbia mai ripagato la fiducia che in un primo momento poteva anche essere ben riposta. Ancora oggi si fatica a individuare il suo ruolo, ma sicuramente non ha meritato gli applausi ironici (più che altro rivolti a Dionisi) durante la partita contro il Frosinone. Per rinascere gli servirebbe un’esperienza in prestito in una piazza meno ambiziosa.
Senza voto Dario Saric e Stredair Appuah.