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Palermo saluta Giovanni Ferrara: chiesa gremita per i funerali dell’ex presidente

Palermo ha reso omaggio alla memoria di Giovanni Ferrara. Nella giornata di oggi, venerdì 27 marzo, si sono tenuti i funerali dell’ex presidente rosanero, scomparso mercoledì scorso all’età di 75 anni, nella chiesa di Sant’Espedito, gremita per l’occasione.

Tra i presenti il presidente del Palermo Dario Mirri, insieme a rappresentanti della dirigenza dell’epoca Ferrara come Gianfranco Vizzini, Giuseppe Conti e Liborio Polizzi, con cui Ferrara si alternò alla guida del club. Presenti anche dirigenti degli anni ’80 e ’90 come Salvatore Matta e Filippo Cammarata.

A rappresentare il “Palermo dei picciotti”, una delle stagioni più rappresentative dell’era Ferrara, c’erano, tra gli altri, l’allenatore Ignazio Arcoleo, e i calciatori palermitani Tanino Vasari, Tonino Cardinale e Ciccio Galeoto, insieme al segretario generale dell’epoca Totò Francoforte e allo storico magazziniere Gino Cardella. Tra i banchi della chiesa anche Angelo Conticelli, ex portiere rosanero, e Lorenzo Barbera, figlio di Ferruccio, che aveva spinto Ferrara negli anni ’80 a sponsorizzare il Palermo con il marchio della Pasta Ferrara.




Non sono mancati giornalisti dell’epoca e volti noti come l’attore Tony Sperandeo, tutti uniti in un clima di profonda commozione per l’ultimo saluto all’ex numero uno rosanero. Sulla bara è stata poggiata una sciarpa del Palermo, mentre all’esterno della chiesa gli ultras hanno esposto uno striscione in suo onore. In chiesa c’erano anche alcuni dei tifosi più rappresentativi di allora.

Al termine della commemorazione, è emerso anche un toccante aneddoto raccontato dalla figlia Maria, che ha restituito il lato più autentico e passionale di Giovanni Ferrara. “Se il Palermo vinceva era una settimana di festa, altrimenti meglio non dirlo”, ha raccontato.

Poi il ricordo di un episodio emblematico: “Una volta il Palermo vinse 3-0 contro il Parma in Coppa Italia, andò a segnoVasari. Papà però lasciò lo stadio per andare in ospedale con Rizzolo, che si era infortunato sul 2-0. Quando lo chiamarono per informarlo del terzo gol scoppiò a piangere. Rizzolo, preoccupato, gli disse: ‘Perché piangi? L’infortunio non è grave’. Ma lui rispose che quelle lacrime erano per il gol”. Un racconto che testimonia, ancora una volta, il legame viscerale tra Ferrara e il Palermo.

Numerose le testimonianze di affetto da parte dei giocatori di allora, a cominciare dal capitano di quel Palermo Massimiliano Favo e da Roberto Biffi che fu il giocatore più presente in campo di quel decennio.

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