Palermo – Sampdoria 3 – 1 LE PAGELLE / Augello ancora super, Pohjanpalo si sblocca
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle, Serie B
Cominciamo celebrando la prima ‘fuga’ di stagione. Terza vittoria su tre in campionato, quinta se si considerano le due di Coppa Italia. Ennesimo soldout allo stadio, con nuovo record stagionale. Cori finali dopo qualche sofferenza nella ripresa. Abbracci e baci, la capolista se ne va. Non poteva esserci inizio migliore per un campionato che va vinto a tutti i costi. Che poi il termine ‘fuga’ sia più pittoresco che altro è ovvio, alla terza giornata non si possono fare certi discorsi. Ma il segnale alle avversarie è chiaro.
Però i nove punti in classifica non devono far passare in secondo piano le sofferenze di oggi, soprattutto se si vuole imparare dagli errori: una partita vinta e stravinta nel primo tempo con due gol di vantaggio è stata ancora una volta riaperta dalla Sampdoria nella ripresa, approfittando di un Palermo che sembrava lontano parente di quella del primo tempo. Ritmi da dopolavoro, gambe palesemente affaticate, idee annebbiate, due campanelli d’allarme prima del gol che ha riaperto la gara. Si è materializzato l’incubo di Arezzo e Mantova, quando il Palermo ha rischiato di vanificare il doppio vantaggio.
Ma la gara con la Samp, rattoppata per troppi infortuni, ha confermato che sul piano delle individualità il Palermo è una spanna avanti. Dopo nove minuti sonnacchiosi è bastata un’accelerazione sull’asse Augello-Strefezza per stappare la partita e dare vitalità, estro e fantasia al gioco del Palermo. Dominio in lungo e largo, raddoppio e altri gol potenziali sfiorati. Per quello che si è visto nel primo tempo era impensabile ipotizzare una rimonta. E invece il Palermo non è rientrato bene in campo e più in generale ha dimostrato di soffrire la serata calda. Inzaghi ha tamponato in tempo con gli ingressi di Estevez e Cassandro che hanno ridato benzina al motore. Altre due partite, poi la doppia sosta che dovrebbe consentire al Palermo di perfezionare tutto.
PALERMO: Perin 6,5; Pierozzi 6 (dal 20′ s.t. Cassandro 6), Bani 6, Ceccaroni 6, Augello 7,5; Segre 6, Ranocchia 6 (dal 20′ s.t. Estevez 6); Strefezza 6,5 (dal 21′ p.t. Vavassori 5,5), Hernani 5,5 (dal 1′ s.t. Palumbo 6), Johnsen 5,5; Pohjanpalo 6,5 (dal 39′ s.t. Gabrielloni s.v.).
SAMPDORIA: Vindhal 6; Di Pardo 5,5, Gartenmann 5, Delli Carri 5,5, Cicconi 6; Henderson 6, Makoumbou 5,5; Sinani 6 (dall’8′ s.t. Begic 6), Verschaeren 6,5 (dal 39′ s.t. Mezzotero s.v.), Insigne 7 (dal 25′ s.t. Abildgaard 6); Tutino 5,5.
Perin 6,5: Sembra proprio già in famiglia, padrone dell’area di rigore. Non viene molto impensierito nel primo tempo, la parata su un tiro di Insigne è abbastanza facile. Poi la squadra si siede e deve prima salvare su Tutino lanciato a rete e poi su Verschaeren in occasione del 2 a 1 ma la deviazione sulla traversa ha finito col favorire la conclusione di Insigne.
Pierozzi 6: Anche stavolta la squadra avversaria preferisce attaccare sulla zona di Pierozzi che però è molto più reattivo e vivace. Insigne gli dà qualche grattacapo nel finale del primo tempo ma la condizione atletica lo supporta e il risultato subito in discesa rende più tranquillo il suo lavoro. Mezzo punto in meno per il clamoroso retropassaggio con cui spalanca a Tutino le porte del gol (sbagliato). Sul 2 a 1 Inzaghi lo cambia.
(dal 20′ s.t. Cassandro) 6: Porta un po’ di vivacità in più sulla fascia destra dove da un po’ era tutto fermo.
Bani 6: Partita un po’ meno impegnativa rispetto a quella del giovedì in allenamento per i primi 45′. La Samp ha poca forza penetrativa e Bani può fare un’ottima figura senza nemmeno sudare troppo. Secondo tempo di minor spessore, con qualche sbavatura difensiva: quell’ammonizione ad inizio di ripresa è la fotografia di come l’approccio alla ripresa sia stato sbagliato, il suo e quello di tutta la squadra.
Ceccaroni 6: Vale per lui il discorso fatto per Bani. Gli basta tenere la posizione e la concentrazione per passare un primo tempo tranquillo. Nella ripresa anche lui ha qualche amnesia di troppo.
Augello 7,5: Al posto della scarpa sinistra avrà certamente una cassata, per quanto è dolce il suo piede al momento del cross. La parabola al 9′ per Strefezza è praticamente perfetta e va solo spinta in porta. E al posto delle braccia, evidentemente, ha la dinamite per come confeziona i gol anche da rimessa laterale: lo schema riesce anche stavolta, palla lunga, ‘spizzata’ e gol, questa volta di Pohjanpalo. Prima e dopo i gol una partita quasi perfetta anche in chiave difensiva, difficile levargli la palla. Anche nel moscio secondo tempo è l’unico che viaggia a velocità decente: buona chiusura difensiva e avvio dell’azione del 3 a 1 nei minuti finali.
Segre 6: Gioca il primo tempo sul centrodestra e trova pochi ostacoli. La manovra della Samp è piuttosto lenta e prevedibile per creargli particolari problemi: gestisce le energie in funzione del risultato. Nel secondo tempo cambia fascia e la Samp cresce e anche lui cala di rendimento. Ancora una volta poco lucido in fase di rifinitura nelle poche incursioni in avanti.
Ranocchia 6: I doriani gli lasciano più spazio di manovra e lui ringrazia perché finalmente può giocare una partita più continua dove può toccare tanti palloni, alcuni dei quali trattati molto bene. Ma non riesce ad avere la stessa lucidità nella seconda metà della gara e forse dovrebbe avere anche più personalità per scuotere la squadra. Sostituito.
(dal 20′ s.t. Estevez) 6: È entrato col piglio giusto e ha dato un po’ di respiro al centrocampo che stava annaspando.
Strefezza 6,5: Subito un altro gol, per fare capire quanto sia importante la sua presenza in squadra. Un bel gol, al volo di piatto sul cross di Augello. Poi però si accascia a centrocampo lamentando un problema muscolare alla coscia sinistra e lascia il campo. Speriamo che non sia una cosa molto seria.
(dal 21′ p.t. Vavassori) 5,5: Entra a freddo e fatica a entrare in partita. Prova un paio di volte a tagliare dentro l’area di rigore per cercare il gol ma non è molto ispirato. Deve fare un reset, dopo i troppi elogi del debutto. La cosa migliore della gara arriva al 94esimo con il ‘velo’ per Palumbo.
Hernani 5,5: Schierato sul centrosinistra, prova qualche giocata nell’uno contro uno ai margini dell’area di rigore ma le gambe sono molto più pesanti della testa e non è che gli riesca tanto. L’idea è quella che debba ancora lavorare molto in fase atletica e non è un caso che Inzaghi lo tiri fuori all’intervallo per fare posto a Palumbo.
(dal 1′ s.t. Palumbo) 6: Se Inzaghi lo sceglie per fare rifiatare Hernani lui non può entrare in campo in quel modo irritante, quasi come se la partita fosse finita e le ultime due rimonte subite siano state già dimenticate. È in evidente debito d’ossigeno come testimonia il brutto fallo nel finale che gli costa l’ammonizione. Siccome il calcio è strano è proprio lui a firmare il 3 a 1 della serenità nel recupero con un gol davvero bello. Va bene così.
Johnsen 5,5: Conferma il suo status di “giocatore in fiducia” ma stavolta eccede. Gli riesce poco, si divora un gol a tu per tu con Vindhal, ancora una volta il gol avversario nasce da una sua giocata un po’ troppo superficiale. La sua vivacità può essere utile ma solo se si sintonizza sulla squadra e non su se stesso.
Pohjanpalo 6,5: La ferocia con cui si avventa nell’area piccola su quel pallone vagante del 2 a 0 testimonia la voglia di sbloccarsi anche in campionato. È più attivo anche senza palla, più collaborativo nel gioco e con continui scambi di occhiate e palloni con Johnsen: il colpo di testa con cui lancia Johnsen a tu per tu col portiere avversario è un piccolo gioiello.
(dal 39′ s.t. Gabrielloni) s.v.: Vicinissimo al gol di testa subito dopo il suo ingresso in campo, Vindhal gli nega la gioia.