Palermo, un punto fuori vale oro: è la legge della B. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B
Ed è subito scontro al vertice. Chi aspettava il Venezia, chi diceva l’Empoli e chi lodava il Frosinone e invece, a fare compagnia al Palermo in testa alla classifica, c’è questo Cesena di Mignani che a noi pare la sorella bona del Sudtirol ma che intanto vince e convince ovunque e ci fa anche un po’ paura. L’idea che ne abbia vinte tre in trasferta e che in casa abbia solo pareggiato fa anche cullare strani sogni di gloria. E cosi uno dei vostri cronitifosi non firmerebbe per il pareggio mentre l’altro lo accusa di hubris: trouble in paradise!
La Coppa Italia ha portato complimenti e infortuni e così Pippo deve fare a meno di Ranocchia, schierando un inedito centrocampo con Gomes e Segre. In difesa è confermato Pierozzi a destra e Gyasi va sulla fascia di competenza. In avanti c’è Palumbo e accanto a lui Le Douaron che si conferma l’attaccante da trasferta. Tutti dietro l’unica punta: Joel “schricchiaci a porta” Pohjanpalo.
La partita è subito bella perché le squadre se la giocano senza fare troppi calcoli e il risultato è in bilico come un ubriaco sul bordo di un canale di Amsterdam. Il Palermo è certamente più pericoloso però il Cesena di rimessa ci fa sempre un po’ paura e così arriva proprio il gol dei bianconeri, abbastanza inaspettato e su qualche rimpallo di troppo che non va a nostro favore. C’è da soffrire. I rosanero dopo il gol si deprimono un po’ e arriva il fischio del primo tempo senza nessuna reazione degna di nota.
Si ricomincia con Blin che prende il posto di Segre. Non ci chiedete perché ma Pippo lo sa e ci va bene così. Il Cesena si divora subito un gol perché vince il solito rimpallo e Shpendi si ritrova solo davanti a Joronen ma la mette fuori. Il Cesena ha più culo che anima ma la partita è questa e dobbiamo adattarci.
Il Palermo, però, comincia a giocare, si fa vedere in avanti con più continuità e arriva anche una traversa di Pohjanpalo! Il Cesena vive di espedienti ma arriva comunque il meritato pari dei nostri beniamini. Sull’ennesimo cross al centro dell’area c’è un mezzo batti e ribatti ma arriva Bani e la mette dentro di forza e prepotenza.
Dopo gol il Cesena torna a mettere la testa in avanti e così Pippo pensa di tagliargliela mettendo dentro Brunori al posto di Le Douaron e Peda al posto di Gyasi. Pierozzi torna sulla fascia e ci aspettiamo mille cross per la testa di Joel. Esce Palumbo ed entra Giovane che ci sembra vada a mettersi a centrocampo per passare al 3-5-2. Ma siccome chi legge questa rubrica se ne fotte delle questioni tecniche rimandiamo al pezzo del nostro bravo direttore perché noi non siamo sicuri di nulla.
La partita scorre abbastanza inutilmente tra qualche errore di troppo in fase di impostazione del Palermo e un sostanziale tirare a campare del Cesena. Arriva anche l’ultimo cambio con Vasic che prende il posto di Gomes che esce più malconcio di Enrico Toti sul campo da battaglia. I minuti scorrono ed entrambe le squadre sembrano accontentarsi di questo punticino che arriva, puntuale come un birdie decisivo alla Ryder di Rory McIlroy.
È un pareggio che ci sta bene perché è ottenuto fuori casa e fa tanto media inglese, rendendo felice il nostro amico Nando. Il Palermo poteva fare meglio in fase di possesso ma ha comunque creato diverse occasioni rischiando però più del solito e salvando la pelle per un soffio. Adesso si gioca martedì e arriva il Venezia: il ritmo è praticamente forsennato e non abbiamo più l’età per sopportare tutte queste emozioni. Ma la vita del tifoso rosanero e’ questa e ci dobbiamo adeguare. Forza Palermo!
Joronen 7 – Prende un goal senza colpe, non fa grandi parate ma vogliamo credere che ipnotizza l’attaccante cesenate solo soletto davanti a lui che, inspiegabilmente, calcia a lato da pochi metri. David Copperfield.
Pierozzi 5,5 – Dal suo lato nascono i pericoli maggiori per il Palermo. Forse non è solo colpa sua, ma c’è sembrato un po’ meno incisivo del solito. Distratto.
Bani 8 – Non fa passare letteralmente nulla, se non per rimpalli fortuiti che confermano la buona sorte alias culo dei cesenati. È più volte presente anche in attacco mettendoci la sua fisicità ed alla fine riesce a siglare il gol del pareggio con una sassata da dentro l’area che avrebbe causato la decapitazione di chiunque fosse capitato sulla traiettoria. Hombre del partido.
Ceccaroni 7,5 – Dove c’è lui non si passa e un paio di recuperi sono da applausi per precisione e reattività. Pulito.
Gyasi 5 – Non si può negare che corra come un atleta degli altopiani però il calcio non è atletica ed anche il trattamento della palla, della disciplina tattica e della occupazione degli spazi vogliono la loro parte. Mezzofondista.
(dal 19′ s.t. Peda) 6 – Entra per coprire tutto quello che c’è da coprire e lo copre bene. Coperto.
Segre 6 – Gli vogliamo sempre bene per dedizione ed impegno ma c’è sembrato un po’ affaticato e mezza partita di riposo ci sta tutta. Ossigenoterapia.
(dal 1′ s.t. Blin) 6,5 – Entra perché in chiusura di primo tempo il Palermo soffre tanto e c’è bisogno di forze fresche a centrocampo. Impatta la gara con autorità e non tira mai indietro la gamba. Mastino.
Gomes 5 – Un evidente passo indietro rispetto alle precedenti prestazioni dove, da subentrante, ha spesso spaccato la gara. Evidentemente il ruolo da titolare non gli giova e, per di più, esce tutto scassato. Arripigghiati.
(dal 36′ s.t. Vasic) s.v.
Augello 7 – I rosanero attaccano prevalentemente dal suo lato e lui ringrazia scodellando un numero notevole di palloni in area, compreso quello che porta al goal del pareggio. Traversone (anni ‘80).
Palumbo 6 – Cerca di fare ripartire subito l’azione grazie alla sua visione di gioco ed al suo piede educato, però non sempre ci riesce e, onestamente, da lui aspettiamo molto di più. Mezzo marinaio.
(dal 24′ s.t. Giovane) 6 – Entra per aiutare a difendere e, come si diceva un tempo, “fa il suo”. Tradizionalista.
Le Douaron 6 – Come già ad Udine, parte a mille all’ora e solo un miracolo del portiere gli nega la gioia del goal su una bella conclusione di testa. Poi piano piano rifiata e sparisce dal campo e forse sarebbe dovuto uscire anche prima. Stanco.
(dal 19′ s.t. Brunori) 6 – Entra e vorrebbe spaccare il mondo ma il Palermo è già entrato nel mood “un pareggio va più che bene” e di fatto non riesce a combinare granché. Isolato.
Pohjanpalo 6 – Non gli arrivano tanti palloni ma quei pochi li capitalizza e solo la sfortuna, con la terza traversa in 5 gare, gli nega la gioia del goal. Paolino Paperino.
Inzaghi 7 – Il Palermo domina per lunghi tratti, va sotto, soffre e riprende la partita ed alla fine potrebbe anche vincerla dimostrando una compattezza ed una lucidità da grande squadra e confermando le caratteristiche che gli sta instillando il suo allenatore. Maestro.