Palermo, ritorno al… futuro: ko inaspettato, ma c’è tempo per rimediare

Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Palermo, ritorno al… futuro: ko inaspettato, ma c’è tempo per rimediare

Quella di Brescia non può essere già una bocciatura. Però la sconfitta ha subito raffreddato i facili entusiasmi, sebbene sia arrivata contro una squadra in forma, ben messa in campo e con tutte le carte in regola per giocarsi la promozione in Serie A. Un k.o. sicuramente inaspettato, considerando il buon cammino dei rosa nelle amichevoli estive e la gara di Coppa Italia vinta a Parma. Il debutto in B fornisce tante indicazioni ad Alessio Dionisi e soprattutto alla società che, con il mercato aperto fino al 30 agosto, ha il tempo per rimediare rinforzando alcuni settori chiave.

Palermo, un ritorno al… futuro

La sconfitta di Brescia ha il sapore di un ritorno al… futuro per il Palermo. La gara ha seguito un canovaccio che nella scorsa stagione è stato ricorrente: i rosa sono partiti bene, giocando un buon primo tempo ma senza creare grandi occasioni da gol; poi il crollo fisico nella ripresa, quando la squadra di casa ha capito di poter alzare i ritmi per vincere la partita. Un film già visto, nonostante il cambio di guida tecnica, che ha portato una ventata di aria fresca per quanto riguarda le idee di gioco.

Un calo fisico difficile da spiegare. Il Palermo, contro il Parma, aveva retto per tutti i 90 minuti, mentre col Brescia è durato soltanto un’ora a buoni ritmi. Due le possibili strade: o la squadra di Maran era già più ‘in palla’ e brillante, oppure i rosanero avevano ancora le gambe imballate dalla preparazione. Dionisi, nel post-gara, ha provato a spiegare il brutto secondo tempo dicendo che è mancato il cambio di passo, Brunori e compagni non sono riusciti ad accelerare e hanno dato campo alle “Rondinelle”.

La sensazione è che il Palermo si debba liberare di alcune scorie del passato. Alla prima gara ‘vera’ della stagione (la partita di Coppa Italia – per il periodo nel quale arriva – può essere considerata un’amichevole di lusso) i rosanero hanno mostrato gli stessi difetti: inconcludenza offensiva e disequilibrio difensivo. Ed è un peccato, considerando che nel primo tempo di Brescia si erano viste buone cose (un possesso palla ordinato, la buona costruzione a 3+2, la maggiore intraprendenza degli esterni offensivi…).

Il tempo c’è, ma il campionato non aspetta

Brescia è solo il primo passo del lungo percorso intrapreso dal Palermo. Sono diversi gli aspetti sui quali Dionisi deve lavorare: nella prima frazione c’è stato sì un predominio tecnico/tattico, che però non si è tradotto in concrete occasioni da gol; la soluzione con Blin insieme a Gomes funziona, ma in alcune partite servirebbe più un centrocampista bravo negli inserimenti per riempire l’area di rigore (sarà Segre, una volta recuperato); nella ripresa, una volta constatata la superiorità del Brescia dal punto di vista fisico, poteva essere utile abbassare il baricentro e accontentarsi del pareggio, ma Dionisi non ha voluto smentire le proprie idee.

La sconfitta può anche avere uno specifico peso psicologico perché in avvio di stagione il calendario è pieno di insidie. Il Palermo va a Pisa e dopo tre giorni affronta la Cremonese nel turno infrasettimanale: entrambe le partite sono in trasferta. La prima al “Barbera” è in programma il primo settembre, col Cosenza. “Il tempo c’è, ma il campionato non aspetta” è il più banale dei concetti, ma in questo caso è perfettamente esplicativo.

Serve una ‘mano’ dal calciomercato

Il k.o. di Brescia comunque ha dato alcune indicazioni utili per intervenire in sede di calciomercato. In primis sono da approfondire le condizioni di Gomis per capire se serve un altro portiere e di che ‘calibro’. Nella migliore delle ipotesi l’ex Como starà fuori tra 70 e 90 giorni e al momento il Palermo deve fare a meno anche di Di Bartolo. L’emergenza, insomma, è immediata.

Focus particolare sulla difesa: Nedelcearu e Nikolaou sono due difensori con caratteristiche troppo simili; manca un centrale veloce, in grado di coprire gli spazi larghi che si lasciano quando si gioca con una linea difensiva alta. E poi la fascia sinistra: Lund necessita di un ricambio di valore, il diligente Buttaro e Ceccaroni non bastano.

Non solo la difesa. Il Palermo è alla ricerca anche di un attaccante esterno, considerando che al momento nel ‘gioco delle coppie’ manca l’alter-ego di Insigne. Il nome ‘caldo’ è quello di Tadeo Allende, esterno destro argentino (ma con passaporto italiano) classe 1999 di proprietà del Celta Vigo. L’anno scorso sono state poche le presenze in Liga, dieci, condite da un gol. Il lavoro non manca al d.s. De Sanctis, che ha due settimane per completare l’organico.

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