Dalle ‘macerie’ all’obiettivo promozione: il capolavoro di Inzaghi a Palermo
Pippo Inzaghi si sta confermando un top per la categoria. La scelta di rinunciare alla Serie A per restare in B, sposando un progetto ambizioso e complesso come quello del Palermo, sta pagando. Il Pisa è penultimo in classifica; i rosanero, invece, hanno concrete possibilità di centrare la promozione.
Una decisione tutt’altro che semplice, discussa e discutibile. Inzaghi ha avuto coraggio. Sarà il finale di stagione a dire se quest’annata diventerà storica o ‘soltanto’ buona, ma fin qui i risultati gli stanno dando ragione.
Inzaghi ha riacceso Palermo
Non va dimenticato il punto di partenza. Il Palermo era reduce da uno dei campionati più deludenti della sua storia recente in B: anonimo, senza mai dare l’impressione di poter competere davvero per la Serie A. Il quadro era desolante, sul piano tecnico e ambientale. La piazza appariva fredda come mai nell’era post Zamparini. L’arrivo di Inzaghi ha ribaltato l’inerzia: entusiasmo riacceso fin dal primo giorno, comunicazione diversa, decisioni forti dentro e fuori dal campo.
Contro l’Entella, sei undicesimi della formazione iniziale vestivano già il rosanero la scorsa stagione. Questa è stata la missione principale di Inzaghi: rilanciare giocatori che negli anni precedenti avevano deluso. Il mercato ha inciso, eccome: tra estate e inverno sono arrivati profili di categoria superiore che hanno alzato il livello. Ma la vera forza dell’allenatore è stata costruire un gruppo compatto. Il suo carisma ha fatto il resto: la squadra andrebbe in guerra per lui. E questa empatia, nei momenti complicati, vale più di qualsiasi schema.
Numeri strepitosi
Il confronto con la scorsa stagione è impietoso. Alla stessa giornata, il Palermo di Inzaghi ha 17 punti in più rispetto a quello di Dionisi, con 16 gol segnati in più e sei subiti in meno. L’anno scorso i rosanero chiusero la regular season a quota 52 punti; oggi, alla 25ª giornata, sono già a 48, soltanto quattro in meno. Per comprendere la portata del lavoro svolto, vale la pena guardare anche a un campionato rimasto nella memoria collettiva.
Il Palermo di Iachini, nella stagione 2013/14, quella dei record, alla 25ª giornata era primo con 46 punti: due in meno rispetto all’attuale squadra di Inzaghi. In un torneo a 22 squadre, quel Palermo prese il largo nel finale, perdendo una sola partita tra il 25° e il 42° turno. Nonostante un attacco stellare con Dybala, Vazquez, Belotti ed Hernandez (per citarne alcuni), l’attuale Palermo ha segnato otto gol in più allo stesso punto del campionato. Sul fronte difensivo, la squadra di Inzaghi ha incassato 19 reti, una in più rispetto a quel gruppo.
Decideranno gli scontri diretti
Il percorso fin qui è stato quasi impeccabile. L’unico vero rammarico resta quel periodo di venti giorni, con tre sconfitte in quattro partite. In quel passaggio il Palermo ha perso contatto con le primissime posizioni: quei k.o. hanno lasciato strascichi, condizionando anche le gare successive e portando a scelte forti, come il cambio del capitano e l’esclusione di Brunori dal progetto tecnico. Se quelle battute d’arresto fossero state distribuite in momenti diversi, forse sarebbero state più gestibili. Quando la salita si impenna all’improvviso, il dispendio mentale è doppio.
Adesso viene il bello. Il Palermo si gioca la promozione in Serie A, obiettivo che con Inzaghi è tornato ad essere concreto. Per la prima volta c’è la sensazione che i rosanero possano restare in corsa fino all’ultima curva. I dettagli faranno la differenza: quattro squadre di altissimo livello si contendono due posti. Gli scontri diretti peseranno come macigni, il Palermo non ne ha ancora vinto uno e li giocherà tutti in trasferta.
Oltre la promozione
La consapevolezza, però, è che comunque vada si stia costruendo qualcosa di solido. Negli ultimi anni di B il Palermo è ripartito quasi sempre da zero; con Inzaghi, invece, le fondamenta sembrano robuste. Anche se la promozione non dovesse arrivare, la sensazione è che questa squadra uscirebbe rafforzata, non ridimensionata. L’assalto alla Serie A sarebbe soltanto rimandato.
I tifosi sono impazienti, la piazza vuole tornare a respirare il grande calcio. Con Inzaghi si stanno gettando basi concrete per riuscirci. Servono fiducia e compattezza, anche in caso di playoff, ormai in cassaforte visto il distacco dal quinto posto. E persino un eventuale insuccesso (‘toccando ferro’) non cancellerebbe il percorso. Non sarebbe un fallimento.

Buongiorno
Così come contro l’Entella, serviranno due gol nel primo tempo, il Sud Tirol è squadra molto più pericolosa dei liguri, non sarà per nulla una gara semplice, anzi ho veramente paura.
E dopo il primo non lasciare l’iniziativa all’avversario come facciamo sempre, dobbiamo schiacciarli così da portare a casa altri tre meravigliosi punti in classifica.
Concordo con Parisi . Ribadisce concetti per me ormai chiari da tempo. Chi fa calcio qui a Palermo, città spesso in difficoltà su tutto ma appassionatadi pallone , non può permettersi di investire su scommesse. A cominciare dalla scelta dell’allenatore . Chiaro che le disponibilità economiche incidono pesantemente e il City finalmente quest’anno ha pensato bene di puntare sul tecnico migliore o tra i migliori per una piazza come la nostra. Discorso che vale per il Portiere, mai puntare su giovanotti da svezzare, sul centravanti. Il centravanti qui deve essere forte, mai una scommessa, deve trascinare la meravigliosatifoseria rosanero. Dice bene Parisi: questo è l’anno della ricostruzione. Non dovesse essere serie A , e può capitare, le basi questa volta ci sono e sono solide secondo me.
Solo un aspetto vorrei ribadire : i veri reduci delle passate stagioni sono a mio parere solo due , Ranocchia e Segre . Gli altri quasi tutti , forse solo Le Duaron e Pierozzi fanno eccezione, sono tutti stati scelti da Osti . Ds esperto anche lui , in grado di capire le esigenze di grandi piazze calcistiche come la nostra . Voglio infine precisare: di lavoro da fare ancora ne vedo parecchio a cominciare dalle strutture e a proseguire con il settore giovanile. Settore oggi poco competitivo e governato a quanto vedo in modo molto approssimativo. Un grande nome anche li , un Perinetti ad esempio, sarebbe l’ideale. Ma diamo tempo alla società di crescere .
Hai ragione. Come sempre. Il
settore giovanile è allo sbando. La Primavera, affidata a un allenatore più nel pallone di Banfi, ha un rendimento patetico. La fucina di campioni, palermitani e non, è solo un lontano
ritardo. Peccato davvero.
…lontano ricordo, non lontano ritorno.
Sorry
Mi citi alcuni di questi campioni venuti dalla Primavera? Forse non li ricordo io. Credimi non è una domanda ironica
Articolo di ++++ ++++++++++ ++++++++++++++ ++++++++++++ ++++++++++++++++++++++++++++++++
E niente, nei suoi commenti non riesce proprio a inserire il requisito fondamentale: l’educazione. Riprovi (gm)
Ma il dubbio che ++++ ++++++++ ++++++++++ +++++++++ +++++++++++ ++++++++++++ ++++++++++
Riprovi, magari sarà più fortunato. E si ricordi la pillolina (gm)
il capolavoro di Inzaghi:
Osti
Pohjanpalo dall’inizio (non dalla 24esima a campionato compromesso)
Brunori a disposizione poi lo ha bruciato lui
Ledouran gia adattato dopo un campionato
Palumbo,
Augello
Dyasi
Bani
Joronen
Ma forse soprattutto fuori:
Nikolau
Appuah
Banya
Henry
Dobbiamo continuare>???
Diakite’, Desplanches, Insigne, Verre, Di Mariano…
ma appunto,
dico siamo quarti e ha chiuso l’andata con media 8 punti di distacco dalla seconda a fine campionato, che speriamo di colmare con gli ulteriori enormi innesti di Magnani, Jonsen e Rui Modesto.
Giochiamo abbastanza male contro qualsiasi avversario concedendo tempi interi e perdiamo punti qua e la quando l’avversario diventa appena dai playoff
ZERO VITTORIE contro le squadre tra la prima e l’ottava… voglio dire con sta squadra a fare questo ove si vince qusi sempre e d esclusivamente perche Phjan inventa un goal dal nulla e Joronen toglie dalla porta goals fatti, siamo bravi tutti!
Non oso immaginare Inzaghi con la squadra di Corini o peggio ancora con quella di Dionisi…
Salira’ direttamente avra’ tutti i meriti ma ora parlare di miracolo di Inzaghi mi pare troppo
Ma quale numeri strepitosi se le tre squadre davanti corrono più di noi! La media punti del Palermo non è sufficiente per andare in A direttamente. In questo momento sembrate tutti Alice nel paese delle meraviglie…
Signor Alex (sedicente Drastico). La Cremonese lo scorso anno è andata in A con 61 punti e tutti ad osannarla. Sassuolo e Pisa che hanno fatto qualcosa di straordinario hanno occupato i primi due posti rispettivamente con 82 e 76 punti. 82 punti probabilmente basteranno per andare in A direttamente ma non è scontato che ne bastino 76. Questo per chiarirti che nessuno è nel paese delle meraviglie. Il Palermo sinora ha disputato un eccellente campionato. Se poi a fine campionato troverà tre squadre che saranno più brave, tanto di cappello. Ma questo non renderebbe deludente il campionato dei rosanero. Speriamo ovviamente che non sia così
La tua juve, ieri, ha perso 5-2!!!!
Buongiorno guido
Attento che Parisi ti ruba il lavoro
È veramente in gamba
Posso solo augurargli di ripercorre la tua fantastica carriera giornalistica