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Bani è lo specchio del Palermo: cuore, sacrificio e voglia di non mollare

Certe vittorie hanno un nome e un cognome ben precisi. Quella del Palermo contro il Padova porta la firma di Mattia Bani. Una sua zampata in zona Cesarini, quando la partita sembrava destinata a spegnersi sullo 0 – 0, ha regalato ai rosanero tre punti pesantissimi. Una vittoria tanto fondamentale quanto inaspettata, soprattutto per come si era messa la gara, con oltre 70 minuti in inferiorità numerica dopo il rosso a Rui Modesto e un’estenuante difesa.

Non solo il gol: una prestazione totale

Ridurre tutto al gol decisivo sarebbe però ingeneroso. Bani è stato il vero baluardo difensivo del Palermo per tutta la partita. Chiusure puntuali, interventi autoritari, scivolate decisive: una gara praticamente perfetta. Nel primo tempo, poi, anche un salvataggio miracoloso quanto casuale su Ghiglione, che ha evitato un gol che avrebbe cambiato completamente l’inerzia del match. Segnali chiari di un giocatore in stato di grazia, protagonista assoluto del campionato e ancor di più delle ultime due partite.

Bani oggi è l’emblema di un Palermo che resiste, combatte, difende e vince. In un momento complicato, segnato da risultati altalenanti – la pesante sconfitta di Monza e il pareggio contro la Juve Stabia – la squadra si è aggrappata alla sua esperienza e lui se l’è caricata sulle spalle. E non è un caso che il campionato del Palermo sia cambiato da quando, nella gara di Chiavari, ha indossato per la prima volta la fascia da capitano.




Dalla Juve Stabia a Padova

Già contro la Juve Stabia, Bani era stato protagonista. Prima l’errore in anticipo, che ha poi portato al rigore trasformato da Leone; quindi la reazione: conquista il fallo da cui nasce il penalty del pareggio e firma il gol del momentaneo vantaggio rosanero, il primo al “Barbera”. Una prestazione di carattere, oltre che di qualità tecnica.

A Padova è andato oltre. Una partita da guerriero, a respingere ogni assalto dei biancoscudati nonostante l’uomo in meno per quasi tutta la gara. L’immagine di lui stremato a terra dopo un salvataggio nella ripresa racconta più di mille parole quante energie avesse speso. Poi, nel finale, l’esplosione di gioia: la girata sotto il settore ospiti, da palla inattiva, che ha mandato in delirio i 1.500 tifosi rosanero presenti all’Euganeo. Un gol che premia anche la sua costante presenza nelle aree avversarie.

Un leader assoluto

Se il Palermo è rimasto in partita, gran parte del merito è suo. E non è un caso che la squadra soffra tremendamente la sua assenza quando non è disponibile. Bani è un leader tecnico e carismatico: comanda la difesa, trasmette sicurezza ai compagni e detta i tempi anche in fase di costruzione: spesso, infatti, è lui il primo a verticalizzare per Palumbo o Ranocchia, rendendosi di fatto il fulcro della manovra rosanero.

La sua prestazione a Padova è talmente completa che sarebbe stata da migliore in campo anche senza il gol decisivo. Ma quella rete ha inevitabilmente un peso specifico notevole: sia per quanto riguarda la classifica, sia dal punto di vista del morale, perchè vittorie così danno una spinta in più e infondono fiducia.

Palermo ancora vivo: il merito è anche suo

Con questi tre punti, il Palermo resta agganciato al treno promozione: adesso i rosanero sono a -4 dal secondo posto occupato da Frosinone e Monza. Una distanza ancora ragguardevole ma che permette ai rosa di sperare ancora. La squadra rosa, come confermato anche dalla rabbiosa esultanza a fine gara di Inzaghi e dei giocatori, non intende arrendersi e Bani, capitano vero, è la fotografia più fedele di un gruppo disposto a combattere fino alla fine.

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2 thoughts on “Bani è lo specchio del Palermo: cuore, sacrificio e voglia di non mollare

  1. Bani e Joronen sono stati gli unici acquisti di livello alto quest’anno, gli altri hanno un po’ deluso secondo me. Vorrei un Ds più attivo in sede di mercato, Osti non mi sembra tra i più intraprendenti. Si poteva fare molto meglio, soprattutto a gennaio.

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