Venezia – Palermo, la notte degli ex: da Inzaghi a Pohjanpalo, quanti intrecci
Ci sono partite che, per molti giocatori, vanno oltre i novanta minuti: Venezia – Palermo è una di queste. La sfida di venerdì, pur avendo un peso relativo per la classifica di entrambe le squadre – anche se il Venezia, dopo la promozione in Serie A, vuole blindare il primo posto – resta una gara dal fascino particolare, senza bisogno di “scomodare” il ricordo di Maurizio Zamparini (presidente di entrambe le società) e il famoso “travaso” di quasi 25 anni fa, quando acquisì il Palermo.
I riflettori saranno puntati sui tanti ex di questa sfida: giocatori che hanno scritto pagine importanti della recente storia arancioneroverde e che oggi rappresentano pedine centrali del progetto rosanero.
Pohjanpalo, l’ex più atteso
Sarà soprattutto la serata di Joel Pohjanpalo. Per la prima volta dal trasferimento al Palermo, l’attaccante finlandese tornerà infatti al “Penzo” da avversario, ritrovando il pubblico e l’ambiente che lo hanno consacrato nel calcio italiano. Con la maglia arancioneroverde ha collezionato 96 presenze, 48 gol e 12 assist, numeri che gli hanno permesso di entrare nel cuore dei tifosi veneziani fino a diventare per tutti il “Doge”.
Poi, a gennaio 2025, l’addio e il passaggio al Palermo per circa cinque milioni di euro, in un momento delicato per il Venezia – poi retrocesso a fine stagione – nel quale il finlandese era capocannoniere della squadra a quota 6 reti in massima serie. Una scelta che rende inevitabile interrogarsi sull’accoglienza che gli verrà riservata.
Inzaghi potrebbe anche decidere di risparmiargli il match, considerando i playoff ormai alle porte e una classifica già definita. Ma qualora dovesse scendere in campo, gli occhi saranno inevitabilmente puntati su di lui.
Johnsen, fantasia e qualità in laguna
Accanto a Pohjanpalo, uno dei protagonisti del Venezia è stato anche Dennis Johnsen. Il norvegese ha vestito la maglia arancioneroverde dal 2020 al gennaio 2024, collezionando 124 presenze e 14 gol. Il contributo più importante arrivò proprio nella stagione della promozione in Serie A: se Pohjanpalo rappresentava il principale terminale offensivo con i suoi 22 gol, Johnsen garantiva qualità, strappi e imprevedibilità. Chiuse quell’annata con 3 reti e 5 assist decisivi nel percorso che riportò il Venezia nella massima serie.
Ceccaroni e Segre, due percorsi diversi
Tra gli ex più rappresentativi c’è sicuramente Pietro Ceccaroni, protagonista di quattro stagioni in laguna tra il 2019 e il 2023. Con 131 presenze complessive, il difensore è diventato uno dei simboli del Venezia, arrivando anche a indossare la fascia da capitano nella stagione del ritorno in Serie A (20/21) dopo diciannove anni di assenza.
Diverso ma comunque importante il percorso di Jacopo Segre, che a Venezia visse la sua prima esperienza in Serie B nel 2018/19, chiudendo con 31 presenze, 3 gol e un assist prima della parentesi al Chievo Verona.
Joronen, a Venezia croce e delizia
Anche Jesse Joronen conserva un storia importante con Venezia. Il portiere finlandese si impose proprio in arancioneroverde come uno dei migliori interpreti del ruolo in Serie B, risultando decisivo sia nella cavalcata playoff del 2023 – compresa la doppia semifinale contro il Palermo – sia nella stagione della promozione.
L’impatto con la Serie A, però, non fu semplice: alcuni errori nelle prime giornate gli costarono il posto da titolare e, al termine del campionato, il Venezia decise di non proseguire il rapporto. Il Palermo lo ha poi prelevato da svincolato nel corso di questa stagione, ritrovando un portiere tornato su livelli molto alti e nuovamente protagonista tra i pali.
Inzaghi e il Venezia della rinascita
Il legame più profondo con Venezia, però, appartiene probabilmente a Filippo Inzaghi. Dopo l’esperienza negativa al Milan, l’ex attaccante ripartì proprio dalla laguna nell’estate del 2016. In poco più di un anno riportò il Venezia dalla Lega Pro alla Serie B totalizzando 80 punti a fine stagione e facendo tornare il club tra i cadetti dopo dodici stagioni di assenza.
L’anno successivo sfiorò anche la Serie A, arrendendosi soltanto nella semifinale playoff persa proprio contro il Palermo. La chiamata della massima serie, però, arrivò comunque nell’estate del 2018, quando Inzaghi lasciò Venezia per approdare sulla panchina del Bologna.
