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Palermo, cercarsi esterni offensivi per il 4-2-3-1: si raffredda la pista Luvumbo

Centrocampo sistemato con Estevez ed Hernani, che può agire anche da trequartista. Difesa ritoccata con l’arrivo di Cassandro. Il direttore sportivo Osti sposta ora l’attenzione sui profili che più di tutti segnano il cambio di filosofia tattica del Palermo: gli esterni offensivi, vero elemento di discontinuità tra il 4-2-3-1 annunciato e il 3-4-2-1 utilizzato da Inzaghi nella scorsa stagione. La differenza tra i due sistemi sembra minima sulla carta – un difensore in meno, un attaccante in più – ma nello sviluppo del gioco cambia quasi tutto. E quel calciatore in più, l’esterno offensivo, è chiamato a fare la differenza: da qui la priorità sul mercato.

In organico, ereditati dalla scorsa stagione, restano Johnsen e Gyasi come esterni di ruolo. Le Douaron è un punto interrogativo: preso per giocare largo nel 4-3-3 di Dionisi, si è rivelato sin da subito più adatto a un ruolo centrale, tanto che Inzaghi lo ha schierato come trequartista “di battaglia”. Il ritiro chiarirà la sua collocazione nel nuovo 4-2-3-1 e se lo staff tecnico continuerà a puntarci. Al momento, dunque, il Palermo può contare su due o tre esterni veri. Servono rinforzi. Gyasi arriva da una stagione fatta di pochissimi alti e tanti bassi, una sua partenza non è da escludere. Anche Le Douaron va valutato, con la possibilità di un addio. Diverso il discorso per Johnsen: da lui ci si aspettava di più, ma Inzaghi continua a puntarci e il prossimo anno tornerà a giocare nel suo ruolo naturale, esterno offensivo a sinistra.

Il profilo cercato è quello di un esterno capace di incidere nell’uno contro uno, qualitativo, prolifico in gol e assist. Un identikit chiaro ma difficile da trovare in Italia: il 4-2-3-1 e il 4-3-3, sistemi di gioco dominanti all’estero – il 4-2-3-1 è stato il modulo più utilizzato la scorsa stagione in Premier League – in Serie A hanno lasciato spazio al 3-5-2 e al 3-4-2-1, complice l’imitazione, spesso approssimativa, del modello Gasperini. Risultato: gli esterni offensivi di qualità sono merce rara. E Osti, nelle ultime sessioni di mercato, ha sempre privilegiato profili giocatori pronti subito, senza scommesse. Rui Modesto è un’opzione. Nel finale di stagione ha dimostrato di poter essere una risorsa, piace a Inzaghi e da esterno offensivo potrebbe valorizzare al meglio caratteristiche poco orientate alla fase difensiva. Non è un giocatore da gol né un fuoriclasse nell’uno contro uno: più utile su cross e inserimenti alle spalle della difesa avversaria. Il Palermo tratta con l’Udinese una nuova formula di trasferimento, dopo aver rinunciato al riscatto fissato a 3 milioni. Un suo ritorno in rosanero è possibile, ma da solo non basta.



Si è raffreddata la pista Luvumbo: l’attaccante del Cagliari non ha convinto fino in fondo, soprattutto per le richieste economiche del club sardo. L’opzione resta aperta sulla carta, ma non è più al centro dei piani di Osti, che guarda altrove. C’è poi l’idea Compagnon, che lo scorso anno al Venezia ha trovato poco spazio anche per le scelte tattiche di Stroppa, orientato sul 3-5-2. Un talento che ancora non ha mostrato tutto il suo potenziale, in cerca di fiducia e continuità. Per ora resta solo un’idea.

Il campionato cadetto ha offerto diverse alternative interessanti. Esclusi i nomi già destinati alla Serie A – Cacciamani, Cissé, Liberali -, si sono messi in mostra giovani di qualità come Bragantini (2003), Marras (2004), Cherubini (2004) e il siciliano Alesi (2004), oltre agli esterni del Frosinone Ghedjemis e Kvernadze, anche loro orientati alla A. Le prestazioni dello scorso anno parlano chiaro: Bragantini è finito nel mirino del Verona, Marras in quello del Pisa, due squadre retrocesse dalla massima serie e ambiziose sul mercato. Ghedjemis, invece, piace alla Lazio. L’impressione è che al Palermo servano almeno due esterni, uno per fascia, ma prima andranno sciolti i nodi legati a Gyasi e Le Douaron. Si entra ora nella fase più delicata del mercato, quella della pazienza, in attesa che gli equilibri degli altri club aprano spiragli e occasioni. Gli esterni offensivi restano la priorità e tra i nomi in lista potrebbe spuntare anche qualche giovane di prospettiva, considerato che la lista Under è praticamente da ricostruire.

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