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Palermo, dal mercato nasce una corazzata che non può fallire: ora tocca a Inzaghi

Il mercato del Palermo ha seguito una strategia chiara fin dal primo giorno: confermare lo zoccolo duro della scorsa stagione, inserire quattro o cinque calciatori dello stesso livello dei ‘titolarissimi’ e rinfoltire ulteriormente l’organico per dare a Inzaghi più qualità e più alternative, evitando di arrivare a fine stagione con il fiato corto. Una sessione di mercato dispendiosa – da 8 in pagella – che ha trasformato il Palermo in una vera corazzata. Il messaggio da leggere dietro le righe è che la società, che già lo scorso anno aveva sperato nel salto in Serie A, non vuole aspettare più. Il risultato è probabilmente l’organico più forte visto in Serie B negli ultimi dieci anni. Inzaghi ha tra le mani una Ferrari: mancare l’obiettivo sarebbe un delitto sportivo.

Il d.s. Osti ha lavorato secondo le sue regole: giocatori pronti, poche scommesse, scandaglio principale sul mercato italiano. Una linea pragmatica, senza voli pindarici, resa possibile anche dall’importante budget messo a disposizione dal City Football Group, che pure quest’anno non si è tirato indietro. Un budget impiegato soprattutto sugli ingaggi, che si sono ulteriormente alzati, più che sui cartellini, come già accaduto la scorsa stagione. Una linea sempre condivisa con Inzaghi, protagonista più che mai in diverse operazioni – su tutte quelle di Strefezza e Hernani – e che ha dovuto fare i conti con la novità tattica del passaggio alla difesa a quattro, con interventi mirati soprattutto sugli esterni offensivi. Fermo anche il capitolo rinnovi per i giocatori in scadenza 2027: Ceccaroni, Segre, Augello e Gomes dovranno pazientare.

Ne è venuta fuori una squadra costruita per vincere subito, un vero e proprio ‘instant team’. Se l’anno scorso era mancata qualità tra gli under per alzare l’asticella, quest’estate il Palermo ha scelto scientificamente ancora un’altra strada. I rosanero restano l’organico più ‘adulto’ della Serie B: età media 28,7 anni, contro i 23,1 del Cesena, la squadra più giovane del campionato. Un abisso. Una scelta precisa: la lista under si ferma a tre nomi – Fortin, Bozzolan e Vavassori (più il terzo portiere Nespola) – tutti in prestito, con Vavassori l’unico ad avere reali chance di trovare continuità. I giovani, ancora una volta, resteranno un contorno in un Palermo che non può permettersi passi falsi.



Un mercato segnato anche da diverse cessioni. Come già lo scorso anno, il club ha scelto di escludere dal progetto tecnico alcuni giocatori, nemmeno convocati per il ritiro. Alla fine Blin ha rescisso il contratto, per Buttaro bisognerà trovare una soluzione alternativa. Dal gruppo partito per la Val Gardena hanno invece salutato solo Vasic – che a Bolzano avrà l’occasione di mettersi in mostra con continuità – e Le Douaron. Sono rimasti Gyasi e Gomes, che sembravano ai margini del progetto e che invece avranno una nuova chance, soprattutto a causa della mancanza di offerte concrete. Il lavoro di Osti va letto anche così: non solo acquisti, ma un’operazione di sfoltimento su una rosa che ancora pagava gli errori della gestione precedente.

Il reparto portieri è stato ridisegnato, complice l’ennesima emergenza estiva: stavolta è toccato a Joronen, gravemente infortunato contro il Lecce. Appurati i tempi lunghi di recupero, il Palermo si è fiondato su un colpo di categoria superiore: Perin, rinforzo che alza il livello tecnico della squadra e porta in dote carisma ed esperienza. In prestito è arrivato anche Fortin, under affidabile che coprirà le spalle all’ex Juventus.

In difesa sono state risolte le lacune della scorsa stagione: la mancanza di alternative a Pierozzi e Augello sulle corsie. Cassandro può essere considerato un titolare, un calciatore in crescita, pur avendo giocato la miglior stagione della carriera da braccetto in una difesa a tre. A sinistra è arrivato Bozzolan, altro under pronto a subentrare quando Augello avrà bisogno di rifiatare. Al centro la scelta è stata puntare sulla continuità con l’anno scorso. È arrivato Barba, ‘pupillo’ di Inzaghi, svincolato dopo una buona esperienza in Indonesia. Un’operazione che lascia qualche dubbio: giusto coprirsi con cinque centrali per due maglie, ma perché un over e non un under? Quello slot forse sarebbe servito di più a centrocampo.

In mediana sono arrivati due rinforzi di assoluto spessore. Hernani ed Estevez sono stati i primi acquisti della sessione, segno che lì l’urgenza era massima: due calciatori capaci di fare la differenza in Serie B, se messi nelle condizioni giuste. Confermato Gomes, considerato da Inzaghi l’alternativa a Segre e chiamato a ritrovare i livelli di due stagioni fa. Confermati anche Segre, Ranocchia e Palumbo. Resta però la sensazione che manchi qualcosa: un settimo centrocampista, con caratteristiche simili a quelle di Ranocchia, forse sarebbe servito. Inzaghi, per ora, vede Estevez in quel ruolo.

In attacco le difficoltà sono state maggiori. Il passaggio al 4-2-3-1 (o al 4-3-3) ha imposto cambiamenti sulle corsie esterne, dove l’unico uomo in rosa era Johnsen. Ed esterni offensivi in grado di fare la differenza, in Italia, ce ne sono pochissimi. Gran parte del ritiro in Val Gardena è trascorso senza rinforzi in quella zona di campo, con la telenovela Rao a rallentare tutto. Osti ha poi virato su Vavassori, ottimo prospetto arrivato però solo in prestito secco. Il vero colpo, quello atteso da settimane, è stato Strefezza: l’affare più importante del calciomercato di Serie B, chiuso in pochi giorni e capace da solo di certificare la forza del progetto Palermo. Resta Gyasi, per cui non sono arrivate offerte concrete: la sua permanenza ha di fatto bloccato gli ultimi ragionamenti su un nuovo centrocampista o su un esterno under. Gabrielloni sarà il vice Pohjanpalo, senza troppe pretese ma utile a gara in corso.

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1 thought on “Palermo, dal mercato nasce una corazzata che non può fallire: ora tocca a Inzaghi

  1. Inzaghi aveva parlato di ampliamento della rosa. In realtà numericamente siamo rimasti pressocchè quelli dello scorso anno, forse uno in meno, C’è stato un ampliamento qualitativo della rosa sicuramente. Mi sarei aspettato un under in avanti, buon colpitore di testa. Abbiamo solo Pojampalo e Gabrielloni che non ha mai fatto tanti gol in carriera. Evidentemente hanno scelto cosi oppure hanno bruciato il budget nell’operazione Perin. Non so. Questa del centravanti mi pare l’unica vera pecca in rosa. Mi auguro che da adesso Inzaghi sfrutti quelli che ha che sono bravi. Per me Gomes in panchina perennemente è un izulto al calcio. Mentre mi auguro che Esteves non sia un Blin remake, perchè se no tanto valeva tenersi il francese. Voto comunque 9.

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