Caos arbitri: confermata l’inibizione al presidente Zappi
Confermata l’inibizione al presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zuppi. La corte d’appello della Federcalcio ha respinto il ricorso del presidente, convalidando la sanzione di 13 mesi, come stabilito in primo grado dal tribunale federale per le pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D.
La condanna, superiore ai 12 mesi, fa decadere il presidente dalla sua carica, aprendo un vuoto all’interno dell’AIA. La strada al momento più percorribile è quella del commissariamento.
Zappi si rivolge al collegio di garanzia
Il numero uno dell’AIA non molla e promette ulteriori manovre per scongiurare la condanna definitiva: “Ho appreso la notizia tramite i miei legali – commenta Zappi – . Leggeremo e valuteremo le motivazioni della sentenza che ovviamente rispetto e continuo ad avere fiducia nella giustizia, nell’ordinamento sportivo e nei suoi tre gradi di giudizio a tutela della presunzione di innocenza e dei principi di civiltà giuridica”, come si legge dall’Ansa
“Questa strana vicenda processuale – aggiunge Zappi – nella quale purtroppo non è stata fatta ancora piena luce anche dopo l’udienza, mina l’autonomia dell’Aia, e non solo la mia posizione e dignità”.
Il comunicato
La Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite ha respinto il reclamo di Antonio Zappi, confermando l’inibizione di 13 mesi per il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri. Il numero uno dell’AIA era stato sanzionato lo scorso 12 gennaio dal Tribunale Federale Nazionale per aver indotto gli ex responsabili della CAN C e della CAN D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, a rassegnare le dimissioni dai rispettivi incarichi.
La Corte ha respinto anche il reclamo di Emanuele Marchesi, componente del Comitato Nazionale dell’AIA, sanzionato dal TFN con 2 mesi di inibizione.
