Dionisi e il “mistero” del calcio semplice: Palermo, fegato a pezzi. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B
Non ci siamo più ripresi dal pareggio della scorsa settimana. Abbiamo buttato speranze, fegato e anche dignità. La classifica la usiamo solo per insegnare ai nipotini le sottrazioni, facendogli calcolare i distacchi siderali fra noi e il resto del mondo. Seguiamo le conferenze stampa di Dionisi solo per capire se ci è o ci fa.
Tra frasi alla Oronzo Canà sul dramma del gol a freddo, panegirici degli avversari che terranno palla sicuramente più di noi e provocazioni sui cambi a minchia, ci sembra che ormai la società farebbe meglio a mandare in sala stampa Topo Gigio, ormai tornato nel cuore degli italiani. Dionisi è costretto a rinunciare a Nikolau per infortunio altrimenti ve lo sareste ritrovati pure a tavola a pranzo. A centrocampo Verre prende il posto di Segre per giocare accanto a Brunori dietro a Pojhanpalo per provare a fare qualche gol. Per il resto tutto uguale a domenica scorsa.
Si parte e, dopo neanche cinque minuti, l’arbitro concede un rigore al Mantova che facciamo fatica non solo a comprendere ma anche semplicemente a discutere. L’arbitro va al Var e annulla ma già sappiamo con chi abbiamo a che fare. I giocatori del Mantova capiscono che possono provarci e si buttano in area a ogni piè sospinto sperando in un regalo arbitrale e perdendo ore di gioco. Noi però, come sempre, siamo partiti da schifo.
Verso il ventesimo, piano piano, cominciamo ad alzare un po’ il baricentro e pressiamo nella metà campo avversaria fino a quando, finalmente, azzecchiamo tre passaggi di fila con sponda di Pohjanpalo per Verre che mette la palla sotto il sette con un tiro straordinario! E siamo in vantaggio! Il Palermo alza ancora il ritmo e costringe il Mantova a restare nella propria metà campo, ma di occasioni da gol non ne creiamo più e andiamo al riposo con un vantaggio striminzito che non ci può lasciare tranquilli.
E infatti non abbiamo torto. Manco passa un minuto dall’inizio del secondo tempo e il Mantova pareggia su una azione su cui siamo molli e senza palle come è nostro costume. Il Palermo ci prova per pochissimo tempo e poi prende anche il secondo. Ovviamente su un calcio d’angolo su cui marchiamo con la stessa grinta con cui un neonato chiude gli occhi cullato dalla mamma.
Il Palermo prova a raddrizzarla subito ma il colpo di testa di Pohjanpalo si stampa sul legno. Entrano Pierozzi e Le Douaron per Lund e Verre ma è il Mantova che continua a battere calci d’angolo a ripetizione. Poi all’improvviso, su una palla ormai persa, un difensore si abbarbica a Le Douaron e l’arbitro fischia il rigore. Brunori consegna la palla al bomber finlandese che non sbaglia e rimette in piedi la partita.
Neanche il tempo di battere e l’arbitro espelle Ceccaroni per una gomitata o manata che noi, dai nostri posti, non vediamo ma che gli amici al Var sul divano ci dicono esserci. Non si può mai stare tranquilli. Il Palermo non si scompone e prova comunque a vincerla buttandosi in avanti. Entrano anche Segre e Vasic e Dionisi decide di fare il fenomeno mettendo fuori addirittura Pohjianpalo.
Siamo senza parole. Arrivano cinque minuti di recupero ma il risultato non cambia. Il Palermo perde l’ennesima occasione di vincere contro un avversario modesto e senza pretese. Non ci resta che piangere.
Audero 6 – Tra i pali non è praticamente mai chiamato in causa ma riesce a prendere due gol: sta per fare una minchiata con la palla al piede ma si salva in extremis. Mezzo regista.
Baniya 5,5 – Si propone anche in avanti con una certa continuità e non dispiace in questa veste. Ma in difesa dorme anche lui sul calcio d’angolo del raddoppio del Mantova. Mezzo difensore.
Magnani 5,5 – Dirige la difesa con lo stesso piglio e la stessa serenità di Napoleone sul campo da battaglia per tutto il primo tempo. Anche lui soffre nel secondo e fa qualche minchiata. Double face.
Ceccaroni 2 – Chiamato spesso in avanti nella opaca manovra rosanero non si tira mai indietro. ma è nel suo ruolo di centrale che combina un disastro dietro l’altro. Prima fa tirare indisturbato l’attaccante del Mantova sul gol del pareggio e dopo si fa espellere con una ingenuità da asilo Mariuccia. Iattura.
Diakité 2 – Litiga con il pallone e perde sempre gli avversari quando deve affrontarli. Per lunghi tratti, di fatto, gioca con il Mantova. Quinta colonna.
Blin 6,5 – Dà ordine e fa da diga con continuità contro qualsiasi avversario. Cavallo di Frisia.
(dal 38′ s.t. Segre) s.v.
Ranocchia 6 – In mezzo a tanti avversari soffre spesso e non trova il passaggio giusto. Ma è sempre nel vivo del gioco e tutti i palloni più pericolosi passano dai suoi piedi. Pitrusino.
Lund 4 – Immaginiamo non abbiano preso un sostituto a gennaio per consentirgli di giocare per mancanza di concorrenza. Non è capace di giocare una palla con un minimo di raziocinio e non ha idea di come si contrastino gli avversari. Spettatore.
(dal 15’ s.t. Pierozzi) 6 – Fare peggio di Lund era impossibile. Facilitato.
Verre 7 – Si muove tra le linee. Non sempre è preciso ma quando ha la palla fra i piedi è sempre pericoloso. E poi segna un gran gol. Fromboliere.
(dal 15’ s.t. Le Douaron) 6,5 – Si butta su tutti i palloni, si procura il rigore e rischia pure di segnare il terzo gol su una progressione che viene stoppata. Impattante.
Brunori 7,5 – Gioca da trequartista e corre come un pazzo senza risparmiarsi. Il gesto sul calcio di rigore nei confronti di Pohjanpalo è da grande uomo e da grande capitano. Faro illuminante.
Pohjanpalo 7,5 – Nel primo tempo interpreta alla grande il ruolo di sponda. Nel secondo prende un palo di testa e fa gol su rigore. Al cambio di Dionisi avrà pensato di essere su Scherzi a Parte. Gabbato.
(dal 38’ s.t. Vasic) s.v.
Dionisi 0 – Azzecca la formazione iniziale con Verre che segna. Ma è l’unica cosa positiva della sua partita. Cambia Pohjanpalo quando stavamo schiacciando il Mantova in dieci e sembravamo sul punto di fare gol. Ne abbiamo visti tanti di questi “scienziati del pallone” che pensano sempre di fare la cosa più complicata per dimostrare che loro ne capiscono e noi tifosi no. Ma il calcio alla fine è un gioco semplice e di questi falsi profeti che la storia calcistica dimentica facilmente non sappiamo proprio cosa farcene. Donna cannone.
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