Foschi: “Ho litigato spesso con Zamparini, anche da morto”
Rino Foschi, ex storico dirigente del Palermo, ha rilasciato una lunga e bella intervista ai colleghi della Gazzetta, raccontando mille aneddoti sulle sue esperienze passate, ovviamente affrontando più volte il capitolo rosanero e il suo rapporto tormentato con Maurizio Zamparini.
“Mi avrà licenziato sette-otto volte, ma in genere mi richiamava dopo due-tre ore: “Dai, torna qui”. Una volta, il licenziamento durò un paio di settimane. Prese Papadopulo come allenatore e io non volevo. Alla prima sconfitta, mi telefonò: “Rifai la valigia e rientra a Palermo”. Un giorno eravamo in ritiro, stavo vendendo Amauri alla Juve, e il presidente mi sbatté in faccia un quotidiano sportivo che annunciava la cessione. Mi dimisi, ma lui mi richiamò mentre preparavo il trolley: “No, dai, scusa, ritorna qui e vendi pure Amauri”. Lo diedi alla Juve per 14 milioni in contanti più Nocerino e Lanzafame. Al “pres” ho fatto fare delle belle plusvalenze“, dice.
“Zamparini finì dentro un’inchiesta, lo volevano arrestare, lo misero ai domiciliari, ma la botta vera gliela diede la vita, con la morte dell’amatissimo figlio Armandino a Londra, per cause naturali. Mi telefonò: “Rino, voglio morire anch’io”. Si lasciò andare e si fece ricoverare in un ospedale in Romagna, vicino a casa mia. Il giorno in cui mancò, sua figlia Silvana mi chiamò: “Rino, papà ha detto che della gente del calcio vuole soltanto te, alla camera mortuaria”. Andai e vidi il presidente nella bara, con la sua solita tenuta, aveva i jeans di velluto. Stetti in raccoglimento, ma Silvana mi disse: “No no, devi parlargli come se fosse vivo e come se foste incazzati l’uno con l’altro. Papà, prima di andarsene, ha detto che da te vuole questo”. Ero in imbarazzo, però mormorai due stupidaggini. Silvana mi fece voltare e vidi un televisore su cui scorrevano le immagini di Zamparini ed io insieme. Scoppiai a piangere e feci un tale casino che una signora, congiunta di un defunto nella stanza accanto, venne a rimproverarmi. Con Zamparini litigavamo, ma ci volevamo bene“, afferma Foschi.
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Vorrei che, da Lassù, Zamparini affidasse a Foschi il compito di punire quanti, pure su questo portale, hanno criticato persino i suoi figli.
‘Quanta immondizia a Palermo!’ ‘C’è l’aveva su’ con la RAP, Silvana Zamparini. Chissà se prepara ancora le marmellatine, che tanto piacevano al padre. Spalmate sulle fette del pane fatto in casa, insieme al burro di Vipiteno (Sterzing).
Vorrei inoltre dedicare un commento alle tifose rosanero, tanto amiche di Silvana, una volta. Care signore e signorine, non andate a fare il bagno a Mondello, durante le feste di Natale. Altrimenti poi finite sul Telegionale, con in testa il cappello del Babbo, indosso magari un bikini démodé, un pezzo rosa e un pezzo nero. L’ultimo grido prevede i colori di Mondello, nella collezione autunno-inverno.
E poi un altro, ancora. Dedicato all’immaginazione. Questo litigare con ‘il cenere muto’. Come si dice: arrizzanu i cainni, giusto? Dentro la carne, viva, dentro la mente, nella fantasia. E lì lasciarlo, secondo l’insegnamento del Giotto-Pasolini.