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Il Palermo aspetta il “golden gol” di Pohjanpalo: il finlandese a secco nei big match

Due partite senza segnare e sembra già fare notizia. È il segno, evidente, di quanto Pohjanpalo abbia alzato l’asticella delle aspettative in questa stagione. L’attaccante del Palermo ha un rendimento di assoluto livello: 21 gol in 34 partite, una media di 0,6 reti a gara che certifica, qualora ce ne fosse bisogno, la sua superiorità in questa categoria. C’è però un dettaglio che stona in una stagione fin qui molto positiva: il rendimento negli scontri diretti.

Il tabù degli scontri diretti

Pohjanpalo, infatti, non ha segnato con nessuna delle prime sei squadre della classifica. Un dato che riflette anche le difficoltà generali del Palermo contro le big del campionato. Limitando l’analisi alle prime tre della classifica, i rosanero hanno raccolto appena due punti nelle sfide contro Monza, Frosinone e Venezia, evidenziando un limite proprio nelle gare più importanti della stagione. Eppure, parlare di Pohjanpalo come di un attaccante che sparisce nelle grandi partite sarebbe fuorviante.

La carriera recente, infatti, dimostra il contrario. Nella sua ultima annata al Venezia in Serie B (23/24), culminata con la promozione in Serie A, il finlandese ha saputo essere determinante anche nelle gare di cartello. Contro il Como, poi arrivato secondo, segnò sia all’andata che al ritorno. E lasciò il segno anche contro il Parma, vincitore di quel campionato.



Il confronto con i “goleador” del Frosinone

In casa Frosinone, tuttavia, nemmeno i bomber stagionali Ghedjemis e Raimondo hanno fatto molto meglio. Ghedjemis – in dubbio per la gara contro il Palermo – è riuscito a trovare la rete soltanto nel 2-2 ottenuto in trasferta contro il Monza. Raimondo, invece, ha segnato solamente nella sconfitta interna per 1-2 contro il Venezia. I numeri confermano: anche i migliori attaccanti dei ciociari hanno avuto vita difficile nei big match.

Un attaccante “essenziale”

Uno degli aspetti più clamorosi di Pohjanpalo è la capacità di essere decisivo con pochi tocchi. Contro la Juve Stabia al “Barbera”, ad esempio, ha segnato toccando appena 20 palloni. Numeri simili nella trasferta di Carrara (21 tocchi e gol decisivo) e nell’ultima sfida contro l’Avellino (23 palloni giocati, gara senza la sua firma). Un dato che racconta di un attaccante che vive ai margini del gioco, spesso isolato tra i difensori avversari, ma capace di trasformare in oro ogni occasione utile.

Il confronto con il centravanti del Frosinone, Raimondo, è lampante: Raimondo ha realizzato 10 gol con una media di 19,1 tocchi a partita, mentre Pohjanpalo ha segnato più del doppio (21 reti) pur toccando in media 25 palloni a gara. Solo sei tocchi in più, ma più del doppio dei gol: un indicatore chiaro dell’efficacia del “vichingo”.

Il contesto tattico del Palermo

Il sistema di gioco del Palermo contribuisce a questo tipo di interpretazione. La squadra di Inzaghi tende a non fare la partita, lasciando il pallino del gioco agli avversari per poi colpire in ripartenza. In questo contesto, l’attaccante finlandese diventa il terminale perfetto: pochi palloni, ma spesso quelli decisivi. È un calcio di sacrificio, fatto di attese e di duelli fisici, in cui Pohjanpalo deve lottare costantemente contro le difese avversarie, spesso senza supporto immediato, anche a rischio di non incidere. E chissà che stavolta i rosanero non riescano a cogliere due piccioni con una fava: ottenere la vittoria contro una “big” e vedere Pohjanpalo andare a segno. Dopotutto, sognare non costa nulla.

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