Il Palermo vola sulle ali di Johnsen: gol, assist e una crescita costante
Inzaghi ha disegnato il Palermo su misura per Johnsen, e Johnsen si è preso il Palermo. L’allenatore piacentino ci aveva già provato la scorsa stagione, ma l’infortunio del norvegese arrivò proprio quando il passaggio al 4-2-3-1 sembrava ormai cosa fatta. La svolta tattica si concretizzò solo nella semifinale di ritorno dei playoff contro il Catanzaro: un successo ininfluente ai fini del passaggio del turno, ma una prestazione che bastò a convincere Inzaghi a puntare tutto su Johnsen e sul nuovo sistema di gioco.
Eppure Johnsen al Palermo non ci doveva nemmeno arrivare. Il vero obiettivo del mercato invernale era Tramoni, ma la lunga trattativa si arenò negli ultimi giorni e il club rosanero virò sull’esterno norvegese. Definirlo un “piano B” o una “seconda scelta” sarebbe però ingeneroso, sia guardando al suo curriculum che considerando l’investimento della società: circa 4 milioni di euro alla Cremonese per assicurarselo, più un contratto ricco fino al 2029. E pensare che, appena arrivato, Johnsen aveva deluso non poco le attese. Sbarcato a gennaio per portare qualità e imprevedibilità all’attacco, le sue prestazioni erano state per lo più opache. Poi l’infortunio che gli costò tre partite e uno sprint finale di ripresa culminato in un solo gol in campionato, proprio contro il Catanzaro. Per un calciatore del suo talento, davvero troppo poco. Ma è forse proprio lì, in quel momento difficile, che Inzaghi ha iniziato a costruire il percorso di crescita del giocatore.
Johnsen è un esterno d’attacco dotato di qualità tecnica fuori dal comune, ma gli è sempre mancato qualcosa per fare il salto. Fumoso, a tratti inconcludente: fino alla stagione 2024/25, il suo massimo in un campionato italiano erano tre gol. Talento puro che non si traduceva in numeri capaci di incidere. La svolta arriva al secondo anno con la Cremonese, quando mette a referto sei gol e nove assist: un rendimento da top player in Serie B, che convince il Palermo a investire su di lui pochi mesi dopo. I
nzaghi lo ha messo in chiaro fin dal primo giorno di ritiro: questa doveva essere la stagione di Johnsen, anche e soprattutto in termini numerici. Al norvegese non manca nulla per raggiungere la doppia doppia gol-assist e forse in carriera gli è mancato solo un allenatore capace di pungolarlo abbastanza da tirargli fuori il carattere: quello che trasforma un buon giocatore in un grande giocatore. Inzaghi si è spinto persino oltre, dicendo che Johnsen potrebbe giocare in una big di Serie A. Una spinta, uno sprone per fargli fare quel passo in più. E le risposte, sul campo, stanno arrivando forti e chiare.
In sei partite ufficiali, Johnsen ha già segnato quattro gol e servito quattro assist. Numeri pesanti, che raccontano la crescita di un ragazzo dal talento ancora non espresso fino in fondo. Un avvio di stagione da protagonista assoluto: è uno degli uomini più in forma della rosa e, insieme ad Augello, forma una catena di sinistra che sta facendo le fortune del Palermo. Ad Avellino il suo ingresso ha cambiato la partita e si è rivelata intelligente la scelta di Inzaghi di tenerlo inizialmente in panchina per ‘scatenarlo’ nella ripresa, contro la squadra di Nesta già appesantita dalla stanchezza.
C’è poi un capitolo che va oltre il campo: l’intesa con Pohjanpalo. I due scandinavi si capiscono al volo, quasi senza bisogno di parlare. Silenziosi, lavoratori, concreti. Si conoscevano già dall’esperienza comune al Venezia e si sono ritrovati da subito al Palermo. Johnsen più ‘rockettaro’, Pohjanpalo più intimista: caratteri diversi che si cercano e si trovano in campo, un assist dell’uno per il gol dell’altro, senza che gli interessi personali prevalgano su quelli dell’altro. Un tandem che funziona, e si vede.
Ora per Johnsen arriva il vero banco di prova: la continuità lungo tutto il campionato. Alla partenza sprint deve seguire un rendimento all’altezza, magari non sempre su questi livelli – difficile da replicare partita dopo partita – ma comunque solido. Ciò che colpisce, rispetto alla scorsa stagione, è la fiducia con cui Johnsen approccia ogni pallone: prova le giocate più complicate, a volte rischiando troppo (e il Palermo ne ha pagato qualche prezzo in fase difensiva), ma lo fa con la ferocia agonistica giusta. Inzaghi e il Palermo hanno scommesso su di lui: la strada, fin qui, sembra quella giusta.
