Le Douaron al GdS: “Il Palermo c’è, il sogno si può realizzare”
“Sarebbe davvero un sogno, senza mezzi termini. La passione con cui si vive il calcio a Palermo è veramente incredibile. Questo grande amore non è condizionato dalla categoria, ma tornare a calcare i campi più prestigiosi renderebbe tutto ancora più speciale. Lo devo soprattutto ai tifosi più giovani che non hanno ancora vissuto questa gioia”. Lo ha detto Le Douaron, l’attaccante francese del Palermo, intervistato in esclusiva dal Giornale di Sicilia.
“Penso che in altre stagioni con 64 punti dopo 33 gare saremmo stati primi o secondi. A cinque gare dalla fine tutti i giochi sono aperti e nessuno in testa vuole mollare — prosegue la punta rosanero —. Ma la classifica non deve essere una distrazione, oggi dobbiamo pensare soltanto al Frosinone: è una gara molto importante per il nostro rush finale, ma lavoriamo ogni giorno con la mente serena. Per un attaccante fare gol è una gioia unica, ma sono fiero anche degli assist: quello contro l’Avellino è stato utile a sbloccare la gara. Peccato per il gol annullato, sarebbe stata una serata perfetta, ma l’importante è aver vinto la prima di sei finali”.
Poi, il retroscena sullo spogliatoio e la scelta di Palermo. “La svolta è avvenuta l’8 novembre a Castellammare di Stabia: lì abbiamo capito che due settimane negative rischiavano di compromettere un intero campionato. Da allora è iniziato un altro torneo. Non ho mai rinnegato la scelta di venire qui: a Brest ho vissuto un periodo importante, andavamo in Champions, ma si è chiuso un ciclo. Il Palermo oggi gioca in Serie B ma come club è già di Serie A per solidità e organizzazione. Girando per la città la gente è veramente affettuosa e mi parlano tutti dello stesso sogno. Questo ci responsabilizza”.
In chiusura, un pensiero su Inzaghi. “È veramente un grande e non lo dico per fare il ruffiano. Fin dal suo primo allenamento mi ha sempre motivato facendomi sentire importante e spesso mi cita per elogiarmi. È quasi surreale pensare che stiamo parlando di uno degli attaccanti più forti della storia del calcio: vederlo correre dalla panchina per abbracciarmi dopo un gol è qualcosa che in tutta la mia carriera non mi era mai capitato”.
