Palermo – Avellino 1 – 1 LE PAGELLE / Lancini, gol pesante. Doda flop

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Il Palermo fallisce il salto in alto. L’Avellino, come il Catanzaro un mese fa, si dimostra avversario solido, spigoloso e bravo a creare un clima di battaglia. Il Palermo accarezza l’idea di una vittoria di prestigio ma deve accontentarsi di un pareggio – scaturito da un rigore letteralmente inventato dall’arbitro – che non è una bocciatura ma non consente di alimentare particolari sogni. C’è spazio dunque per le recriminazioni ma va anche detto che non è un pareggio immeritato, quello degli irpini.

La partita si è sviluppata nell’unico modo prevedibile. Grande equilibrio, interventi duri e gol – quello di Lancini – che nasce su un calcio piazzato. Da quel momento in poi l’Avellino l’ha buttata sui nervi, alzando il ritmo e mettendo a nudo alcune lacune difensive del Palermo, specialmente sulle palle alte. Il pareggio l’Avellino lo avrebbe già meritato nel primo tempo, quando il palo ha respinto un colpo di testa di Di Gaudio. Ma dopo un’espulsione per parte, e dopo la girandola di cambi, la vittoria sembrava alla portata. Peccato.

PALERMO (4-3-1-2): Pelagotti 6,5; Doda 4, Buttaro 5,5, Lancini 7, Giron 6; Luperini 6, De Rose 6 (dal 1′ s.t. Valente 6), Dall’Oglio 6,5 (dal 30′ s.t. Crivello s.v.); Silipo 6,5 (dal 16′ s.t. Peretti 5,5), Fella 5,5 (dal 16′ s.t. Odjer 6); Brunori 6 (dal 25′ s.t. Soleri 5,5).

AVELLINO (4-3-2-1): Forte 6; Rizzo 4,5, Dossena 6, Silvestri 6,5 (dal 38′ s.t. Bove s.v.), Tito 6,5; Micovschi 5 (dal 25′ s.t. Mignanelli 6), Aloi 5,5 (dal 25′ s.t. D’Angelo s.v.), De Francesco 5,5 (dal 1′ s.t. Matera 5,5), Kanoute 6, Di Gaudio 7; Gagliano 5 (dal 1′ s.t. Plescia 6,5).

Pelagotti 6,5: Spesso impegnato con palloni innocui ma deve sfoderare una bella parata su una punizione angolata dal limite di Matera. Deve stare in tensione per tutta la gara anche perché sulle palle alte la difesa lo protegge molto poco. Deve ringraziare il palo del primo tempo che lo aiuta su una battuta di testa a colpo sicuro di Di Gaudio e il palo del secondo tempo che lo grazia da un errore in presa. Per un pelo non respinge il rigore di Tito, sarebbe diventato l’eroe della partita.

Doda 4: Soffre maledettamente. L’Avellino punta sempre dalle sue parti con gli uomini di maggiore imprevedibilità. Doda per tutto il primo tempo va in confusione con l’attenuante di essere poco protetto dal centrocampo. Poi commette la frittata finale facendo un fallo (evitabile se fosse stato piazzato meglio) che gli costa la seconda ammonizione e la conseguente espulsione.

Buttaro 5,5: Punta tutto sulla grinta, la sua qualità migliore: però commette qualche ingenuità, soprattutto nel prendere la posizione in certe circostanze pericolose.

Lancini 7: Segna un gol “pesantissimo” che premia le sue puntate offensive sui calci piazzati. Ha il vantaggio di essere lasciato inspiegabilmente solo dalla difesa avellinese ma lui è freddo nella girata di testa. Il gol lo galvanizza e gli consente di giocare finalmente una partita positiva. Il punto debole di oggi sono le palle alte in area rosanero, la squadra va in sofferenza ed è fortunato in un paio di circostanze.

Giron 6: Prudente ben oltre le disposizioni di Filippi. Poche sgroppate e molta difesa della posizione, cosa anche comprensibile dopo il vantaggio acquisito all’alba della partita.

Luperini 6: Gara di quantità e di fatica, per la qualità non c’è spazio. Però conferma la tendenza delle ultime settimane, è disponibile alle partite di sofferenza e la sua fisicità assicura un buon filtro a centrocampo.

De Rose 6: Partita durissima, spigolosa, nervosa, difficile: in due parole la sua partita. Dove c’è da battagliare si trova a proprio agio ma è “costretto” a uscire nell’intervallo perché ha sul groppone un’ammonizione che in queste partite può essere un macigno.

(dal 1′ s.t. Valente) 6: Entra per fare l’esterno di centrocampo ma dopo che il Palermo resta in dieci Filippi lo mette quasi come attaccante aggiunto per sfruttare la sua velocità. In effetti riesce a dare vivacità alla sua azione ma è una partita strana, ricca di cambiamenti ed è difficile orientarsi nella bolgia.

Dall’Oglio 6,5: Anche lui deve trasformarsi in uomo di fatica per cercare di contenere il centrocampo avellinese. Dalle sue parti il Palermo rischia di meno. Decisivo nel gol di Lancini: il calcio d’angolo lo calcia lui.

(dal 30′ s.t. Crivello) s.v.: Rientra dopo mesi passati in squadra da “esiliato”. Ed entra in un momento delicato e in un ruolo – a centrocampo – che non è il suo. Non gli diamo il voto ma è comunque un ritorno importante. Benvenuto.

Silipo 6,5: Cerca sempre di accendere la partita con le sue giocate fantasia, cosa che il pubblico gradisce. In realtà crea e conclude poco (anche perché non sta benissimo) ma è sempre una spina nel fianco e va vicino al gol con una punizione dal limite.

(dal 16′ s.t. Peretti) 5,5: Chiariamo subito un punto: il fallo che provoca il rigore “sarebbe” suo, utilizziamo il condizionale perché la prima e la seconda impressione è che il rigore sia un’invenzione dell’arbitro. Però lui ci mette del suo, fallendo un rinvio apparentemente facile. Per tornare in campo, per di più a freddo, non era questa la gara più agevole: e si vede, lui non è mai sicuro.

Fella 5,5: Pochi fatti ma almeno è sempre in partita. Non sfrutta a dovere un bell’assist di Silipo mandando sull’esterno della rete però spende tutto quello che ha.

(dal 16′ s.t. Odjer) 6: Si schiera come ulteriore diga davanti alla difesa e svolge il suo compito con discreta diligenza.

Brunori 6: Non è una partita semplice perché palle pulite non gliene arrivano ma lui è sempre bravo a fare il punto di riferimento in attacco andando a cercare tutte le palle possibili e gestendo bene tempi e spazi in un secondo tempo di collettiva sofferenza. Esce stremato tra gli applausi del pubblico che ne apprezza l’intelligenza tattica.

(dal 25′ s.t. Soleri): Entra con il piglio giusto e conquista una buona punizione dal limite ma merita mezzo punto in meno per essersi andato a cercare una inutile ammonizione per proteste: quello disciplinare è un problema che riguarda tutta la squadra.

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