Palermo, la pazienza è stata premiata: i rosa hanno un’identità

Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Serie B

Palermo, la pazienza è stata premiata: i rosa hanno un’identità
FOTO PEPE / PUGLIA
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Ora il Palermo è una squadra. La vittoria col Parma, la seconda di fila dopo quella di Modena, dà fiducia per il prosieguo del campionato ed è il giusto premio per il percorso intrapreso dai rosa in queste ultime settimane. È stata premiata anche la linea della società che ha dato a Corini tutta la tranquillità e il supporto necessario in un momento estremamente delicato, quando dopo il pari con il Cittadella la squadra è entrata in piena zona retrocessione.

La ‘virata’ decisiva si verifica dopo Terni. Corini capisce di dover cambiare qualcosa dal punto di vista tattico ma soprattutto mentale e di approccio alle partite. Si vede man mano un Palermo sempre più battagliero e sicuro dei propri punti di forza, trascinato da ‘veterani’ come Brunori, Valente e Marconi ma anche più pronto dal punto di vista atletico. Ora in campo non ci sono più undici giocatori che corrono dietro al pallone ma una squadra unita che sa cosa fare e si esalta nelle difficoltà. Per migliorare la qualità e la continuità del gioco ci vorrà ancora tempo ma il peggio sembra essere alle spalle.

La svolta arriva a centrocampo. L’innesto tra i titolari di Gomes e Broh – a discapito di Saric e Stulac che avrebbero dovuto essere i titolari – garantisce maggiore filtro alla difesa, più dinamismo e corsa, un pressing aggressivo nella propria metà campo. La squadra trova l’equilibrio giusto e già nella gara col Cittadella soffre pochissimo in fase difensiva, senza subire gol, poi con Modena e Parma arrivano altri due “clean sheet”. Gli aggiustamenti tattici di Corini permettono poi di garantire solidità quando la palla è degli avversari; il Palermo abbassa il baricentro e prima dell’infortunio di Elia si schierava col 3-5-2 mentre con Valente opta per il 4-4-2 (Broh si allarga leggermente a sinistra e Di Mariano va vicino a Brunori).

La vittoria col Parma è la perfetta sintesi del percorso intrapreso. Il Palermo ha fatto la partita che doveva fare, non si poteva pretendere il 70% di possesso palla o 27 tiri in porta contro la squadra di Pecchia, molto forte nonostante le tante assenze (l’organico è veramente profondo e ben assortito). I rosa hanno lottato su tutti i palloni in un ambiente che invogliava alla battaglia, tra la pioggia incessante e il tifo del “Barbera”, nel primo tempo ha sfruttato il palleggio più per difendersi e si sono viste buone combinazioni sulla catena di destra.

Dopo il gol segnato a inizio ripresa, col possesso palla a completo appannaggio di Vazquez e compagni, la concentrazione e la voglia di vincere hanno fatto la differenza. Il Palermo ha trovato la sua identità, con caratteristiche chiare ma sempre in evoluzione, come hanno dimostrato questi quattro risultati utili consecutivi in partite molto diverse tra loro.

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