Palermo, Mignani va piano e guarda lontano: ma ora serve di più
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Il Palermo va avanti piano. La strategia di Michele Mignani è stata chiara fin dai primi passi della sua nuova avventura in rosanero: prima garantirsi i playoff nella miglior posizione possibile – il sesto posto permette di giocare il primo turno in casa e con due risultati utili per passare – poi costruire e progredire in ottica spareggi. Un gioco di equilibri che ha portato a tre pareggi consecutivi, ma dopo la gara col Parma la squadra ha qualche certezza in più.
Palermo, si comincia a vedere la mano di Mignani
Dopo 18 giorni dal suo ‘insediamento’, si comincia a vedere la mano di Mignani. L’allenatore ha puntato sulla tenuta difensiva, il vero tallone d’Achille del Palermo in questa stagione. I rosanero hanno abbassato il baricentro, facendo densità nella propria metà campo. L’emorragia di gol subiti è stata fermata: le due reti incassate con la Sampdoria sono state frutto di episodi, quella col Cosenza è scaturita da un errore individuale mentre col Parma è arrivato un clean sheet che mancava dalla gara vinto con il Lecco, datata 10 marzo.
È cambiato anche il modo d’attaccare del Palermo. La novità più grande, infatti, riguarda le due punte: Mancuso aggredisce la profondità ed è più un punto di riferimento in area di rigore, mentre Brunori è libero di venire incontro e giocare con i compagni. I rosanero cercano di più la verticalizzazione – per questo Mignani preferisce schierare Henderson e non Segre, proprio perché lo scozzese ha caratteristiche da palleggiatore – e il gioco sulle fasce laterali si sviluppa con i ‘quinti’.
Di Francesco è fondamentale in questo nuovo sistema di gioco. L’ex Spal sta giocando in posizione di mezzala sinistra ma con ampia libertà di allargarsi quando Lund è più basso o di accentrarsi se il 3 rosanero dà l’ampiezza. Il ruolo sembra calzargli a pennello, anche perché è sostenuto da una buonissima condizione fisica. Sarà interessante capire come Di Francesco si integrerà con Ranocchia quando quest’ultimo tornerà dall’infortunio.
Palermo, (ri)ecco il 3-5-2 ‘ibrido’
Mignani non sta operando rivoluzioni ma aggiunge qualcosa di ‘suo’ partita dopo partita. Il sistema di gioco scelto dal debutto è stato il 3-5-2, ma col Parma si è visto un Palermo in grado di variare in base al momento del match e al posizionamento degli avversari. A tratti i rosanero si sono schierati con una difesa a quattro, nel momento di massima sofferenza sono tornati a cinque, spesso però hanno costruito con tre difensori e Lund alto. Un 3-5-2 ‘ibrido’ quindi, che ha permesso a Brunori e compagni di limitare le offensive del Parma ma anche di proporre buone trame offensive, soprattutto nel primo tempo.
Quel 3-5-2 emergenziale, che sembrava essere stato scelto da Mignani per cercare di tamponare l’emorragia di gol subiti, potrebbe anche diventare il modulo di riferimento per questo finale di stagione. L’allenatore ci punta, il Palermo è più ‘quadrato’, ma con il rientro di Ranocchia non è da escludere un’evoluzione verso il 4-3-1-2 utilizzato dal tecnico per la maggior parte della carriera.
Palermo, il pareggio non basta più
Il Palermo fa piccoli passi in avanti, ora però serve il cambio di marcia. Difficile che la posizione di classifica possa cambiare, ma arrivare ai playoff col vento in poppa è fondamentale per un ambiente che si è un po’ ‘raffreddato’. Anche i giocatori devono dare qualcosa in più, già a partire dalla prossima partita, in casa contro la Reggiana. La squadra di Nesta è reduce dalla pesantissima sconfitta contro il Cosenza ed è stata contestata dai tifosi: i rosanero devono puntare alla vittoria, il pareggio non basta più.