Palermo, non cambi mai: tra gravi errori, illusioni effimere e delusioni cocenti

Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Palermo, non cambi mai: tra gravi errori, illusioni effimere e delusioni cocenti

La stagione del Palermo è un loop infinito, un déjà vu dal sapore amarissimo. La squadra rosanero è davvero incorreggibile e a Bari ha commesso gli stessi errori che ormai si porta dietro da un campionato. A cinque gare dal termine della regular season, sembra ormai chiaro un concetto: c’è poco spazio per le illusioni. La promozione in Serie A, che due settimane fa sembrava un miraggio, può rimanere soltanto un bel pensiero nella mente dei più ottimisti, poco altro.

A Bari si spegne l’entusiasmo

A Bari si è registrato l’ennesimo passo indietro dopo due prestazioni incoraggianti. Nessuno si era illuso dopo le vittorie contro Salernitana e Sassuolo, ma i miglioramenti sembravano evidenti e confortanti. Il Palermo non ha disputato una brutta partita contro la squadra di Longo, ma non ha mai dato l’impressione di poter sbancare il “San Nicola”; al massimo si sarebbe potuto pareggiare la sfida.

Dopo una vittoria così convincente contro la capolista, un cauto ma rinnovato entusiasmo dell’ambiente, e le prestazioni dei singoli (Pohjanpalo su tutti) in costante crescita, si può andare a Bari e offrire una prestazione già vista e rivista in almeno altre dieci partite stagionali? Davvero non scatta nulla nel gruppo?

È giusto sottolineare che la partita del Palermo è stata condizionata dalle tante assenze – una forzata (quella di Segre per squalifica), altre per ‘sfortuna’ (ma il tema degli infortuni è sempre ricorrente) – e da un grave errore della squadra arbitrale, che ha annullato un gol regolare a Pohjanpalo. La prestazione è stata appena sufficiente, ma i rosa non hanno mai dato l’impressione di poter vincere la partita; al massimo, pareggiarla.

Tra occasioni sprecate e illusioni effimere

Un loop infinito, si scriveva. Il copione della partita di Bari ha ricalcato quello di tante altre sfide stagionali: gol ‘regalato’ in avvio, calo nella seconda parte della ripresa, sostituzioni discutibili e prestazioni deludenti dei subentrati, rete subita negli ultimi minuti.

Il Palermo ha avuto tutte le chance per svoltare in questa stagione. Il problema era il sistema di gioco? È stato cambiato. De Sanctis era ‘scarso’? È stato assunto un nuovo direttore sportivo d’esperienza. Brunori in panchina? È tornato titolare. Serviva la scossa? È stata vinta in casa la partita con lo Spezia imbattuto. L’organico non era buono? A gennaio sono arrivati rinforzi di altra categoria. È mancata la continuità? Per tre volte i rosa hanno vinto due gare di fila senza poi riuscire a proseguire la striscia. Serviva la scintilla per accendere il finale di stagione? È stato battuto il Sassuolo capolista…

L’unica costante di questo campionato è stato l’allenatore, più volte discusso e quasi delegittimato appena 20 giorni fa dopo la sconfitta con la Cremonese: Dionisi non è riuscito a plasmare la squadra, a gestire il gruppo e a ‘empatizzare’ con l’ambiente.

Il Palermo si è smarrito da solo

Troppe scelte sono sembrate azzardate o superficiali, se non addirittura contraddittorie: vedi la gestione di Brunori, che prima languiva incomprensibilmente in panchina (perché si allenava male…) e ora è insostituibile; vedi Henry, ‘utilissimo’ nel girone di andata e ora dimenticato; vedi Le Douaron, che per larghi tratti della stagione è sembrato spaesato e dopo qualche buona prestazione è stato messo in secondo piano; vedi i tanti cambi a centrocampo, che raramente ha avuto una fisionomia stabile.

Se a tutto questo si aggiunge la mancanza di carattere anche dei giocatori (che alle volte hanno trovato in Dionisi ‘l’alibi’ perfetto), si deve concludere che la mancata svolta è una naturale conseguenza. Il Palermo è questo: una squadra capace di regalarsi grandi partite che, però, risultano illusioni effimere, per poi ricadere negli stessi errori.

Playoff alla portata, ma servono risposte vere

E ora si deve ripartire dopo l’ennesima delusione cocente. Segre rientrerà dalla squalifica, giocando lunedì prossimo probabilmente ci sarà il tempo per recuperare Ceccaroni e si andrà a ricomporre la formazione che ha vinto contro Salernitana e Sassuolo. I playoff rimangono un obiettivo alla portata.

Le attenuanti non bastano più: il gruppo deve dimostrare di meritare i playoff, senza cedere all’ennesimo giro di false speranze. Perché, alla fine, “chi vive di illusioni muore di delusioni”, e il Palermo ha già vissuto fin troppi risvegli amari in un’annata che rischia di essere ricordata più per ciò che poteva essere che per ciò che è stato realmente.

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