Palermo – Parma 0 – 0 LE PAGELLE / DiFra e Lund, funziona la catena di sinistra
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Tre pareggi su tre. Qualcuno dirà che non è cambiato molto rispetto alla gestione di Corini e forse è così. Ma questo pari è arrivato contro la capolista e ha un valore superiore ai due precedenti con Sampdoria e Cosenza. I playoff sono sempre più vicini e nelle prossime quattro partite che mancano fino alla fine si potrà osare di più.
Lascio aperta la porta alla speranza. L’impressione è che Mignani per superare la crisi tecnica e atletica abbia scelto la prudenza come il male minore, in attesa di poter lavorare in profondità sulla condizione atletica e magari provare qualcosa di nuovo sul piano dello schieramento tattico.
Con il Parma si è visto più spesso un 4-4-2, piuttosto elastico, con l’esclusione un po’ a sorpresa di Ceccaroni e la ‘promozione’ di Henderson al posto di Segre. Indicazioni? Tentativi? Lo vedremo tra qualche giornata. Intanto accontentiamoci della politica dei piccoli passi, riconoscendo però di aver visto qualcosa di meglio sul piano della tenuta atletica.
PALERMO: Pigliacelli 6,5; Diakité 6, Lucioni 6, Nedelcearu 6; Di Mariano 6 (dal 33′ p.t. Buttaro 6), Henderson 6 (dal 18′ s.t. Segre 6), Gomes 6, Di Francesco 6,5, Lund 6,5; Mancuso 6 (dal 18′ s.t. Traorè 6), Brunori 6 (dal 44′ s.t. Coulibaly s.v.).
PARMA: Chichizola 6; Delprato 6, Osorio 6,5, Circati 6, Di Chiara 6,5; Estevez 6, Cyprien 5,5 (dal 1′ s.t. Charpentier 6); Man 6,5 (dal 37′ s.t. Ansaldi s.v.), Bernabè 6, Mihaila 6 (dal 18′ s.t. Sohm 6); Benedyczak 5 (dal 34′ s.t. Hernani s.v.).
Pigliacelli 6,5: La parata sul tiro di Di Chiara (deviato da Diakité) è un grande capolavoro di riflesso ed esplosività, doti nelle quali ultimamente aveva avuto qualche defaillance. Subito dopo chiude la porta a un tiro ravvicinato di Delprato. Su un tiro di Man è stilisticamente rivedibile ma efficace.
Diakité 6: Come succede da qualche partita, presidia una precisa zona del campo e non si avventura mai in avanti. Però non corre grossi pericoli e sembra aver ritrovato una migliore condizione fisica.
Lucioni 6: Rientra dopo una settimana di squalifica e la sua condizione atletica è già un po’ migliorata. Guida la difesa con buona personalità, tenendo alta l’attenzione sul piazzamento di tutta la linea difensiva ma quando c’è da correre su spazi più ampi soffre un po’.
Nedelcearu 6: Gioca da centrale ma questa volta fa il ‘gregario’ di Lucioni. Ci mette un po’ per ambientarsi sul centrosinistra ma non soffre più di tanto perché la squadra è piuttosto coperta e il Parma accelera di rado. Va in crisi solo quando Man lo sfida a campo aperto e gli fa vedere i sorci verdi in velocità: nell’occasione però il rumeno è bravo a non commettere fallo da rigore.
Di Mariano 6: Sfortunatissimo. In un contrasto di gioco rimedia un infortunio serio che lo costringe all’uscita dal campo. Era stato tra i più vivaci, cercando di penetrare negli ultimi sedici metri grazie a una condizione fisica sicuramente buona. Ha provato anche il gol della vita con una rovesciata volante – un po’ troppo ambiziosa – che però è terminata in piazza a Mondello.
(dal 33′ p.t. Buttaro) 6: Entra a freddo per rimpiazzare Di Mariano sulla fascia destra e commette subito una gravissima ingenuità in uscita che per poco non costa il gol. Ci mette un po’ per rianimarsi e il suo secondo tempo è complessivamente positivo. Su un cross da sinistra avrebbe anche l’occasione di bissare il gol di Cosenza ma questa volta impatta male la palla.
Henderson 6: Schierato da mezz’ala destra ma rispetto ai tempi di Corini è un po’ meno avanzato. Passo… compassato, qualche tentativo di verticalizzazione ma niente di sostanziale. Nella ripresa è un po’ più continuo ma esce mezz’ora prima della fine.
(dal 18′ s.t. Segre) 6: È evidente che Mignani lo ‘vede’ un po’ meno bene di Corini. Anche stavolta parte dalla panchina e quando entra non incide come in altre occasioni. La sufficienza è risicata, anche perché la partita era già piuttosto bloccata.
Gomes 6: Resta il giocatore d’ordine, quello da cui passano tanti palloni da smistare e che non perde il contatto con il reparto arretrato, in modo da dare maggiore copertura in fase di non possesso. Fa tutto benino ma a ritmi bassi.
Di Francesco 6,5: Mignani non vuole rinunciare a lui e fa bene, anche a costo di schierarlo in un ruolo di mezz’ala sinistra che non è mai stato nelle sue corde. Siccome sta benissimo sul piano fisico, Di Francesco è uno dei più concreti e imprevedibili di una partita con pochi scossoni. Il dialogo con Lund anche stavolta ha funzionato bene.
Lund 6,5: Difficile dire se fa il quarto di difesa o il quinto di centrocampo: poco importa. Ha ritrovato lo smalto di inizio stagione, più dinamico e anche più concreto in fase di finalizzazione grazie a un’ottima intesa con Di Francesco. Cala un po’ nella ripresa.
Mancuso 6: È molto attivo in fase offensiva e fa anche tante cose buone, almeno nelle intenzioni. Sa come e dove muoversi ma dovrebbe essere un po’ più spietato in fase conclusiva. Va vicino al gol nel primo tempo con un tiro ‘sporco’ ma il portiere devìa in angolo.
(dal 18′ s.t. Traoré) 6: Non ha l’esplosività e la rapidità che ci saremmo aspettati da uno che subentra a mezz’ora dalla fine. Ma non demerita, giocando in pratica da seconda punta.
Brunori 6: Non è più l’unico terminale offensivo del Palermo. Anzi, spesso arretra o si defila a seconda delle circostanze e in buona sintonia con Mancuso. Resta il fatto che è sempre uno dei più tecnici e intelligenti nelle giocate, due buoni palloni per Di Mariano e Mancuso. Però sotto porta – che è il suo mestiere principale – non è impeccabile: spreca un’ottima occasione propiziata da un colpo di testa di Henderson che meritava miglior sorte. E poco dopo ha un’altra buona occasione (meno semplice) ma non colpisce bene.
(dal 44′ s.t. Coulibaly) s.v.