Palermo, obbligatori i tre punti contro l’Avellino: al “Barbera” torna Ballardini
Una vittoria per restare agganciati al treno della Serie A. Con la sfida contro l’Avellino si apre per il Palermo un ciclo di 33 giorni decisivo. La squadra di Inzaghi è chiamata a dare continuità all’eroica vittoria di Padova, con l’obiettivo di arrivare nel miglior modo possibile al fondamentale scontro diretto di venerdì prossimo contro il Frosinone.
In casa biancoverde, dopo un avvio turbolento, si inizia invece a sognare in grande. Nonostante il passo falso dell’ultimo turno, la zona playoff resta ampiamente alla portata: sono soltanto quattro i punti di distanza dal Cesena, attualmente ottavo. I campani, però, non possono permettersi cali di tensione: la zona playout è distante appena cinque punti. Tra ambizioni e rischi, la sfida del “Barbera” rappresenta uno spartiacque fondamentale per il finale di stagione dei biancoverdi.
Davide Ballardini, quasi 10 anni dopo
La sfida di domenica segnerà anche il ritorno al “Barbera” dell’ultimo allenatore capace di salvare il Palermo in Serie A: Davide Ballardini. Il tecnico ravennate ha vissuto due esperienze in Sicilia, profondamente diverse per contesto e risultati. La prima risale alla stagione 2008-2009, quando subentrò a Stefano Colantuono: in quell’occasione guidò i rosanero fino all’ottavo posto con 57 punti, salvo poi lasciare al termine del campionato.
Decisamente più complessa la parentesi 2015-2016. Arrivato a novembre, Ballardini fu esonerato a gennaio e richiamato ad aprile, riuscendo a compiere una vera impresa: la salvezza conquistata all’ultima giornata grazie alla vittoria contro l’Hellas Verona, con 11 punti nelle ultime cinque partite. L’addio definitivo arrivò nell’estate successiva, quando rassegnò le dimissioni per divergenze con la società. Ora, a quasi dieci anni da quel 21 agosto 2016, Ballardini torna al “Barbera”. Ma da avversario.
L’Avellino di Ballardini
L’Avellino gioca con il 4-3-1-2, marchio di fabbrica di Ballardini. I due terzini interpretano il ruolo in maniera piuttosto classica, con un po’ più di spinta sulla catena di sinistra, dove emergono le qualità dell’ex Marco Sala: arrivato dal Como a gennaio, ha già collezionato due assist in 11 presenze, confermandosi una risorsa preziosa anche in fase offensiva.
In attacco, il principale pericolo è rappresentato da Tommaso Biasci. Non solo perché è il capocannoniere dell’Avellino con 12 reti, ma anche perché contro il Palermo sembra esaltarsi: sono già cinque i gol segnati ai rosanero, quattro con il Catanzaro e uno nella gara d’andata di questa stagione. Francesco Pandolfi, altra “bestia nera” per i siciliani, dovrebbe invece partire dalla panchina.
Attenzione anche a Martin Palumbo, che ha già fatto male ai rosa nella gara d’andata: il trequartista è tra i giocatori più propositivi della squadra, secondo per tiri totali e terzo per conclusioni nello specchio. Un dato che conferma la sua capacità di creare pericoli tra le linee e alle spalle degli attaccanti.
I precedenti del match
Palermo e Avellino si affrontano oggi per la quarantunesima volta nella loro storia. Il bilancio dei precedenti sorride ai siciliani: 19 vittorie rosanero, 12 pareggi e 9 successi biancoverdi. La maggior parte dei trionfi dei rosa è arrivata tra le mura amiche del “Barbera”, teatro di 14 vittorie palermitane, mentre i campani hanno conquistato soltanto due affermazioni in Sicilia.
L’ultima sfida al “Barbera”, risalente alla stagione 2021/2022 in Serie C, fu segnata da polemiche per la simulazione dell’allora attaccante irpino Plescia, quando il numero 11 dell’Avellino si gettò a terra dopo un pallone lisciato da Peretti, ottenendo il rigore che fissò il punteggio sull’1-1. Il Palermo poi concluse la stagione con la promozione in Serie B grazie alla grandiosa cavalcata playoff firmata Silvio Baldini.
