Palermo: una figura da polli, tra orsi e cavalli. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie C

Palermo: una figura da polli, tra orsi e cavalli. Le pagelle ironiche di A&F

FOTO PEPE/PUGLIA
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Sia chiaro. Noi ormai il mercoledì senza partita non intendiamo più starci. Ormai siamo abituati e non potete pensare di levarci questo pensiero infrasettimanale. Boscaglia rimescola un po’ le carte per fare rifiatare qualcuno, e quindi ci sembra giusto poter dire che il tecnico di Gela si affida al turnover, giocandoci subito il bonus “luogo comune”.

Torna titolare Accardi, Broh affianca Odjer e in avanti c’è pure Kanoute che gioca al posto di Floriano. La Viterbese si presenta da Cenerentola e mette in chiaro subito che non ha intenzione di farci giocare, cominciando con la melina già dopo mezzo minuto. Silipo prende subito il palo su punizione per fare capire che della loro melina noi ce ne fottiamo, ma sarà solo una meteora.

Dopo l’inizio scoppiettante del Palermo, la Viterbese comincia a chiudere a chiave la porta e si schiera con dieci uomini dietro la linea della palla, guidata da un energumeno grosso come un orso e che urla come un cavallo prima della monta: il numero 6 Baschirotto. Il Palermo ci prova con una lunga serie di cross dai lati che però fanno il gioco degli avversari. Senza saltare neanche un uomo questa partita non si può vincere manco se si gioca fino all’Epifania. La fine del primo tempo arriva che neanche ce ne accorgiamo e visto che non si sblocca decidiamo di aprire un Oban Bay Reserve, edizione speciale Games of Thrones.

Il secondo tempo ricomincia sullo stesso copione del primo e al 5’ il Palermo recrimina per un rigore su un’azione che non si capisce come non si sia conclusa con un gol. Qualcosa non va e Boscaglia sostituisce Rauti e Silipo per Floriano e Lucca: si gioca con due spilungoni in avanti nella speranza di buttarla dentro con più facilità. La mossa paga subito perché la partita la sblocca Lucca, dopo che il portiere aveva respinto la prima conclusione di testa.

Il match sembra avviarsi su un binario scontato ma tra il al 19’ e il 22’ succede l’incredibile. Prima su un passaggio inutile e un rimpallo rocambolesco la palla si infila sotto il sette e dopo l’attaccante della Viterbese si invola sul filo del fuorigioco (ma non sappiamo se c’era) e raddoppia. Non riusciamo a credere ai nostri occhi. Un’azione e mezza, due gol. Qualche problema con i contropiede evidentemente c’è: Boscaglia dovrebbe ripassare il manuale alla voce offside. Il Palermo si getta in avanti e al 31’ pareggia con Saraniti che di testa sfrutta una spizzata del suo compagno longammatula Lucca.

Evidentemente non è giornata perché la difesa del Palermo va di nuovo in bambola su un calcio piazzato e prende anche il terzo gol con Pelagotti che sta a guardare tra i pali invece di uscire. A questo punto non capiamo perché dovremmo vincerla e il bicchiere si riempie sempre di più.

Il Palermo tarda a riorganizzarsi ma proprio allo scadere trova il gol del nuovo pareggio con un bel gol di testa di Lucca. I rosanero si riversano in avanti sfruttando tutto il recupero ma il fischio finale ci lascia con un pareggio veramente clamoroso e del tutto inaspettata. Il Palermo mostra tutti i suoi limiti, sopratutto mentali. Appena qualcosa va storto ci vuole lo strizza cervelli per rimetterla in carreggiata. Forse a gennaio converrebbe comprare quello. Cominciavamo a sperare in un campionato di vertice e invece dobbiamo rimandare qualsiasi sogno di gloria. Forza Palermo! 

Pelagotti 5 – Il portiere che prende tre gol più di 5 non può meritare. Anche questo completino fluorescente ha fatto il suo tempo perché segnala la sua posizione agli avversari. Uniposca.

Almici 6 – È meno incisivo del solito ma sopratutto speriamo di non doverlo rimpiangere per lungo tempo. In bocca al lupo.

(dal 28’ s.t Valente) s.v.

Accardi 5,5 – Su due gol della Viterbese ha qualche responsabilità, solo attenuata dal fatto che il giocatore laziale è più alto di tre metri. Vatusso (l’avversario).

Marconi 5 – Non pare capirci molto ed è l’ombra del giocatore ammirato appena tre giorni fa. Frullato.

Crivello 6 – In fase di spinta è più lucido del solito e, tra quelli della retroguardia, è l’unico che si salva. Ordinato.

Broh 4,5 – È completamente fuori posizione, ruolo, squadra e forse anche sport. Un pesce di nome Wanda.

(dal 33’ s.t. Luperini) s.v.

Odjer 7 – Per noi non demerita mai e se ne avessimo 11 saremmo primi. Manny tuttofare.

Silipo 5 – Non salta mai l’uomo e si avvoltola nei suoi stessi dribbling senza costrutto. Derviscio.

(dal 10’ s.t. Lucca 10) – Unica cosa positiva della partita. 35 minuti devastanti con due gol, un assist, una traversa e forse pure un paio di boffe. Immenso. 

Rauti 5 – Vedi Silipo e poi sostituiscili entrambi (come poi accaduto). Evanescente.

(dal 10’ s.t. Floriano) 6: Contribuisce a illuderci confezionando l’assist per il momentaneo pareggio ma ci aspettiamo sempre di più. Godot. 

Kanoute 6 – L’uomo non lo salta mai ma almeno ci prova. Volenteroso.

Saraniti 7 – Comincia vero ad assomigliare a un bomber di categoria e sopratutto non molla veramente mai. Spartaco.

Boscaglia 5 – Se prendi tre gol dalla Viterbese ti devi interrogare a lungo. A noi il gioco d’attacco piace ma fare la figura dei polli ci pare davvero troppo. Ripetente.

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