Pisa – Palermo 4 – 3 LE PAGELLE / Si salva solo Brunori, il resto è follia
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B
Chiamate lo psichiatra. Non serve un allenatore ma uno psichiatra. Ma come si fa? Un’altra vittoria netta e comoda al 45esimo diventa una disfatta da neurodeliri, con una ripresa che non ha alcun senso e con la beffa di aver visto perdere in casa Venezia e Parma: ci poteva essere una Pasquetta migliore per rialimentare qualche speranza?
Volete un commento tecnico? Lo riassumo in un telegramma: primo tempo positivo con una squadra più compatta e attenta dietro, con qualche giocata di classe che ha portato il Palermo in vantaggio. Secondo tempo senza mai superare la metà campo, quattro gol subiti e almeno il doppio rischiati. C’è un senso a tutto questo?
Non chiedetevi se Corini rischia il posto. Non ci dovrebbe essere nessuna sorpresa e pur addossando al tecnico qualche responsabilità le colpe vanno distribuite con i giocatori, che sembravano non stare in piedi, e con la società, che evidentemente non riesce a trovare contromisure.
I playoff non sono a rischio (almeno non ancora) ma a questo punto serve a poco guardare la classifica se non per darsi martellate alla Tafazzi. La logica non abita qui.
PISA: Loria 5,5; Calabresi 5 (dal 33′ s.t. L. Tramoni s.v.), Caracciolo 5,5, Canestrelli 5,5; Barbieri 5,5 (dal 1′ s.t. Beruatto 5,5), Marin 6, Esteves 6,5, D’Alessandro 6 (dal 33′ s.t. M. Tramoni 7,5); Valoti 6; Bonfanti 6,5 (dal 44′ s.t. Veloso s.v.), Moreo 6,5 (dal 33′ s.t. Torregrossa s.v.).
PALERMO: Pigliacelli 6; Diakité 4,5, Nedelcearu 4,5, Ceccaroni 4,5, Lund 6; Coulibaly s.v. (dal 19′ p.t. Vasic 6), Gomes 4,5, Segre 6; Di Mariano 5 (dal 37′ s.t. Graves s.v.), Brunori 8 (dal 37′ s.t. Soleri s.v.), Di Francesco 6 (dal 28′ s.t. Aurelio s.v.).
Pigliacelli 6: La sua partita comincia così: 70 secondi, colpo di testa ravvicinato di Moreo, la palla fa una carambola folle Brunori-palo-Brunori-Gomes e arriva docile tra le braccia dell’esterrefatto portiere. Sembra un bel segnale, confermato più tardi, quando Moreo – sempre lui – calcia alto da buona posizione. Ma se poi la squadra accetta di giocare a ‘porta romana’ per tutta la ripresa è inevitabile che i pericoli e i gol arrivino come conseguenza naturale. Se sulle prime due reti e sulla quarta non ha colpe, sulla terza ha qualche responsabilità, ma la palla passa tra un milione di gambe. La sufficienza se la conquista con una bella parata su un altro colpo di testa ravvicinato di Barbieri e due grandi riflessi su conclusioni di Valoti e Caracciolo sotto la traversa.
Diakité 4,5: Atteggiamento prudente, cerca solo di stare attento ad allargarsi e stringersi sulla linea difensiva a seconda dei movimenti di Di Mariano. Su quella fascia il Palermo rischia poco fino allo 0 a 2 e Diakitè pure senza incantare fa il suo dovere. Nella ripresa non capisce niente, come il resto della squadra.
Nedelcearu 4,5: Sembrava una giornata tranquilla, grazie anche a una fase difensiva evidentemente più attenta da parte di tutta la squadra. La solita illusione durata 45′ perché poi nel secondo tempo la squadra non riesce a superare la metà campo e ad ogni azione viene fuori un potenziale pericolo. Resta il fatto che su ogni palla alta che arriva in area la soluzione più efficace è quella della preghiera e che su ogni azione di calcio d’angolo il Palermo rischia qualcosa.
Ceccaroni 4,5: Vale per lui il discorso fatto per Nedelcearu. Nessuna responsabilità specifica ma l’idea che non riesca a fare nulla per evitare i pericoli ad ogni soffio di vento. C’è semmai una piccola annotazione positiva, sembra fisicamente e mentalmente rigenerato dalla sosta dopo un periodo decisamente negativo.
Lund 6: Applausi per il gol che lui ‘vede’ prima degli altri: quando Brunori controlla lui è indietro di 20 metri ma capisce l’opportunità e si fionda in avanti per ricevere l’assist del compagno e segnare con un tiro di sinistro di prima intenzione. Il premio a una partita in ripresa, dove conferma di non essere un computer nella fase difensiva ma che la sua forza fisica può produrre comunque risultati positivi. Nella ripresa fa poco, ma in quel contesto tattico di una squadra chiusa a difesa dell’area di rigore non avrebbe potuto fare granché.
Coulibaly s.v.: Abbastanza attivo ma dura meno di 20 minuti e si fa male; appena il tempo di subire un’ammonizione (era diffidato, sarà squalificato), conquistare una punizione e provare un paio di pressing.
(dal 19′ p.t. Vasic) 6: Una delle più belle sorprese della giornata sotto il profilo tattico. Entra subito bene in partita, qualche buona giocata e soprattutto l’idea di essere sempre dentro la manovra del Palermo. Per fare una sorta di 3-4-2-1 può essere una risorsa in più, perché quando gioca sulla fascia laterale si perde, quando gioca un po’ più in mezzo al campo diventa utile. E difatti conquista il rigore del momentaneo 2 a 3. Però sul gol di D’Alessandro (il 2 a 2) ha la sua quota di responsabilità perché chiude l’avversario con poca cattiveria
Gomes 4,5: Subisce un’ammonizione dopo nemmeno quattro minuti ma riesce a giocare tutto il primo tempo senza troppi condizionamenti. È uomo d’ordine, anche lui beneficiato da una maggiore compattezza della squadra. In più tira fuori dal repertorio due lanci lunghi strepitosi, entrambi per Di Francesco: dal primo nasce il gol poi annullato, sul secondo Di Francesco arriva con un soffio di ritardo. Il secondo tempo è invece un incubo: non è perfetto nella chiusura su Bonfanti (il 2 a 2) e subito dopo commette un errore grave che gli costa la seconda ammonizione e l’espulsione. E la sufficienza.
Segre 6: È tornato a essere una macchina da guerra: recupera decine di palloni a centrocampo, si mette al servizio della squadra e sembra avere ritrovato la condizione atletica dei giorni migliori. Da solo non può certo fronteggiare la marea pisana nel secondo tempo.
Di Mariano 5: Fa fatica a trovare la posizione in un modulo piuttosto ‘liquido’ dove lui è l’esterno di destra: dopo 20 minuti sembra trovare la giusta posizione, argina il gioco del Pisa su quella fascia a costo di limitare parecchio le sue incursioni nell’altra metà campo. Nel secondo tempo non pervenuto.
(dal 37′ s.t. Graves) s.v.: Va a fare il muretto difensivo in un’area che riesce a essere bucata anche con una densità di giocatori che non si era mai vista.
Brunori 8: Spesso il suo calcio è poesia e l’assist per il 2 a 0 di Lund è meglio di una rima baciata. Ma anche la punizione dell’1 a 0 è poesia (palla all’incrocio dal limite dell’area) dopo essersela conquistata con astuzia. Il tutto dopo aver sfiorato il gol con una conclusione millimetrica sulla quale Loria compie una grande parata. La prima palla che tocca nel secondo tempo – dopo quasi mezz’ora – la trasforma in un calcio di rigore grazie a un fallo di D’Alessandro su Vasic. E poi trasforma il rigore con ritrovata sicurezza, spiazzando il portiere. Segna dunque il 13esimo e 14esimo gol stagionale superando Radice tra i marcatori all time e portandosi a quota 63, dietro al solo Miccoli.
(dal 37′ s.t. Soleri) s.v.: Guarda la partita da una metà campo all’altra.
Di Francesco 6: Segna un gol talmente bello – quello del potenziale 0 a 1 – che è quasi un peccato annullarlo (ma il fuorigioco c’è): sul lungo lancio di Gomes controlla a seguire con grande classe e tira da fuori area una sassata sotto l’incrocio del primo palo. La sua comunque è una partita positiva a prescindere, sembra avere l’entusiasmo giusto e una condizione atletica che lo sorregge. Nel tristissimo secondo tempo è uno tra i meno peggio però Corini lo tira fuori per esigenze tattiche.
(dal 28′ s.t. Aurelio) s.v.: Entra sul 2 a 2 e va a fare il quarto di centrocampo nel 4-4-1 obbligatorio dopo l’espulsione di Gomes.