Sampdoria – Palermo 3 – 3 LE PAGELLE / Difesa flop, la voglia di non perdere è da 10

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Sampdoria – Palermo 3 – 3 LE PAGELLE / Difesa flop, la voglia di non perdere è da 10

Venti minuti finali da grandissima squadra, che ci crede anche nel naufragio di Marassi, e la striscia di partite utili consecutive sale a dodici. Un punto d’oro, che farà morale e cancellerà qualche errore di troppo visto nei minuti iniziali del primo e del secondo tempo.

Alzi la mano chi, sul 3 a 1 per la Samp, avrebbe sperato nel pareggio. Il Palermo aveva buttato al vento il vantaggio del primo tempo, dimostrando imprevedibile fragilità difensiva. Poi la voglia di riscatto, la squadra ridisegnata in corsa, poco gioco, tanta pioggia ma anche tanta voglia di non perdere. E il 3 a 3 è un premio a una squadra che ha dimostrato carattere.

Non è stato un Palermo impeccabile: ha ballato nel primo quarto d’ora nel primo tempo, si è rialzato, è passato in vantaggio senza rubare nulla. Ma ha ceduto a sorpresa a inizio di ripresa, che peraltro era cominciata bene, con un Palermo voglioso di continuare a giocare nella metà campo avversaria. I meccanismi difensivi non hanno funzionato, la squadra ha anche pagato la stanchezza ma poi ha messo in campo quell’ardore che fa inebriare i veri tifosi.

Il valore del punto recuperato dal fango di Marassi vale forse più del semplice riscontro in classifica. Ci sono partite che possono segnare la svolta anche quando le cose non vanno come si vorrebbe. Ma i rosa che non si arrendono restituiscono un bel segnale.

Un paragrafo a parte per i gol annullati. Quello del Palermo è stato di una bellezza clamorosa: rimessa laterale di Augello, “spizzata” di testa di Bani, rabona di Johnsen, assist di petto di Pohjanpalo, tiro di Pierozzi. Una delle più belle reti dell’anno per costruzione corale, frutto evidente di schemi provati in allenamento. Annullato per un fallo (o presunto tale) di Bani in elevazione, in ossequio al sempre più incomprensibile calcio moderno, in buona parte delegato al cervellotico Var. Menzione anche per Brunori, presentatosi solo ma in posizione di fuorigioco: la sua finta a Joronen con tanto di scucchiaiata al pallone hanno confermato che all’ex capitano di certo non mancava la classe.

SAMPDORIA: Martinelli 6; Hadzikadunic 6,5, Abildgaard 5,5, Viti 6; Di Pardo 6,5, Conti 6,5 (dal 1′ s.t. Ricci 6,5), Henderson 6,5 (dal 30′ s.t. Barak 5,5), Cicconi 6,5; Begic 7 (dal 17′ s.t. Cherubini 7), Pierini 7 (dal 47′ s.t. Riccio s.v.); Brunori 6,5 (dal 17′ s.t. Soleri 6,5).

PALERMO: Joronen 5,5; Peda 6 (dal 17′ s.t. Ceccaroni 6,5), Bani 5,5, Magnani 5 (dal 21′ s.t. Le Douaron 6); Pierozzi 5,5, Gomes 5 (dal 1′ s.t. Segre 5,5), Ranocchia 5 (dal 38′ s.t. Gyasi s.v.), Augello 6; Palumbo 6, Johnsen 6 (dal 38′ s.t. Vasic s.v.); Pohjanpalo 5,5.

Joronen 5,5: Primo tempo di sofferenze e brividi ma nessuna parata di rilievo, solo ordinaria amministrazione e qualche disimpegno di piede che non è esattamente il suo repertorio migliore. Il diluvio, di pioggia e gol, arriva ad inizio di ripresa: lui non ha colpe specifiche, questa volta non è giornata di miracoli.

Peda 6: Nel confuso inizio è stato uno dei più tranquilli, bravo a coprire sul lato destro, molto attento nel soccorrere Palumbo appena superato da Cicconi all’ingresso dell’area. Si fa sorprendere anche lui nell’azione del 2 a 1 che si sviluppa a destra: sul cross è in ritardo nella copertura. Un’altra buona chiusura su un contropiede della Samp gli costa un infortunio che lo costringe a uscire.

(dal 17′ s.t. Ceccaroni) 6,5: Entra e va a fare il centrale di una difesa a quattro. La partita vive più di spinte emotive, le squadre sono rimaneggiate e il campo diventa pesante. Lui resta abbastanza prudente e visti i disastri precedenti fa bene. Poi, in pieno recupero, decide di diventare l’eroe della gara e va a segnare di testa il gol del 3 a 3.

Bani 5,5: Partita difficilissima, condizionata da un’ammonizione (ineccepibile) rimediata dopo 35 secondi per un netto fallo al limite dell’area su Conti lanciato a rete da un errore di Ranocchia. La difesa balbetta, lui deve gestirsi e fare ricorso alla sua esperienza e personalità per venirne fuori. Ad inizio di ripresa vengono a galla tutte le difficoltà difensive, il reparto non è compatto e la partita si mette in salita con altri due gol subiti. È anche sfortunato in occasione della rete annullata, il fallo è (sarebbe) suo: ma la sua presenza in area avversaria sui calci piazzati è praticamente irrinunciabile. Nel finale fa l’attaccante aggiunto.

Magnani 5: Anche lui comincia la gara con grande difficoltà. Deve giocare sul lato sinistro, come sabato scorso, e non è la sua fascia preferita, il sinistro non è educato come il destro ed è chiaro che ci vuole tempo per ritrovare il ritmo partita e i meccanismi con i compagni di reparto. Sul gol del pareggio salta male sul cross, forse c’è anche un fallo ai suoi danni; nell’azione che subito dopo porta al 2 a 1 si fa scavalcare troppo facilmente dal pallone in avvio di azione. Inzaghi lo sostituisce per ridisegnare la squadra ma subito dopo arriva il 3 a 1.

(dal 21′ s.t. Le Douaron) 6: Subito ammonito. Ma nel bailamme finale il suo apporto fisico serve.

Pierozzi 5,5: Più esuberante rispetto a sabato scorso. Segna anche un bel gol, dimostrando tempismo e fiuto negli inserimenti. Il duello con Cicconi sulla fascia è duro ma lui ne esce bene. Ha sul destro una buona palla per il 3 a 3 ma non inquadra la porta.

Gomes 5: Il turnover lo premia ma quando si parte dall’inizio è dura per tutti riuscire a entrare in un meccanismo collaudato e trovare le misure. La prima mezz’ora è incerta, poi le cose migliorano un po’. Però subisce un’ammonizione (esagerata) a fine tempo e la “scure” di Inzaghi lo colpisce implacabile: sostituzione all’intervallo.

(dal 1′ s.t. Segre) 5,5: Entra in campo lui e la Sampdoria ribalta la partita. Ma non ha colpe specifiche. La sua irruenza comunque serve a spingere la squadra nel finale e su un campo pesantissimo.

Ranocchia 5: L’errore di palleggio dopo 25 secondi è da matita blu. Commette un altro errore pochi minuti dopo. Non gira lui e non gira il Palermo. Quando la squadra si rimette in carreggiata anche lui si rianima e prova a ridare il ritmo alla squadra. Va vicino al gol alla fine del primo tempo con il tiro dalla distanza che sorvola la traversa di pochissimo. Ma che non sia la sua giornata lo conferma l’erroraccio che dà il via al 3 a 1 che sembra chiudere la gara in un secondo tempo in cui non riesce mai ad accendere l’interruttore.

(dal 38′ s.t. Gyasi) s.v.: Qualche minuto per l’assalto finale e il premio del pareggio riguarda anche lui.

Augello 6: Non gli mancano né l’esuberanza atletica né la personalità: ma l’affiatamento sviluppato nel tempo con Ceccaroni non è subito riproponibile, Magnani ha altri movimenti e lui sembra un po’ più impacciato in alcune giocate. Sul gol del pareggio resta sorpreso dal cross che arriva sul secondo palo e non riesce a rinviare il pallone che arriva sul piede di Di Pardo. Però è una presenza costante sulla fascia ed è bravo a chiudere l’azione di Palumbo con un bel diagonale che rimette in corsa il Palermo. La sua bravura nelle rimesse laterali non è banale, da questo “schema” il Palermo ricava sempre qualcosa.

Palumbo 6: Assente ingiustificato per oltre un’ora. Si nota soltanto per l’esecuzione dei calci piazzati, tra cui quello che genera l’autogol dell’1 a 0. Nella ripresa, con il risultato da inseguire, ci mette tanto agonismo ma la palla non la prende mai. Si sblocca in occasione del 3 a 2, costruendo la rete con una azione personale di 50 metri, di grande livello, conclusa con il cross in area sfruttato da Augello. Da quel momento in poi viene fuori il Palumbo che conosciamo: efficiente anche nel forcing finale ed è suo l’assist del 3 a 3. E così l’ampia insufficienza diventa sufficienza.

Johnsen 6: Sul gol annullato fa una cosa da prestigiatore: del resto, si sa che la qualità tecnica non gli manca. È lui a fare le cose migliori del primo tempo, sfruttando la sua agilità e la tecnica. Sicuramente garantisce una spinta maggiore in attacco ma a volte eccede in preziosismi e ancora deve mandare a memoria il calcio di Inzaghi.

(dal 38′ s.t. Vasic) s.v.: Anche lui all’assalto. Portafortuna.

Pohjanpalo 5,5: Il copione è il solito. Cerca spazio e palloni in area ma non trova né l’uno né gli altri. “Inventa” l’assist per il gol annullato di Pierozzi ma non si segnala per altre grandi giocate. Con Johnsen deve ancora trovare l’intesa.

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