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Tanta personalità ma qualche crepa: il Palermo cresce ma deve ancora trovare equilibrio

I passi in avanti rispetto alla gara contro la Juve Stabia sono evidenti. C’era curiosità di capire che tipo di partita avrebbe impostato il Palermo in trasferta: l’anno scorso, fuori casa, erano stati guai. E invece ad Arezzo i rosanero hanno giocato con personalità, la conferma che il livello si è alzato davvero. La squadra di Bucchi giocava la prima gara casalinga in Serie B dopo 19 anni, stadio pieno ed entusiasmo alle stelle, ma gli uomini di Inzaghi non si sono fatti intimorire: tre punti d’oro, conquistati però all’ultimo minuto e soffrendo più del previsto.

Il Palermo ha vinto una partita folle, che sembrava già chiusa dopo un’ora, perché si è dimostrato più forte dell’avversario. L’Arezzo ha risposto con organizzazione, cuore e carattere, disputando un’ottima gara. Non è bastato a fermare una squadra che si conferma corazzata, che non è ancora arrivata all’idea che Inzaghi ha in mente ma che intanto continua a fare punti. La nuova proposta, però, non rinnega i vecchi punti di forza: due gol su tre ad Arezzo nascono da rimesse laterali e la squadra ha mantenuto quello spirito battagliero che accompagna da sempre il percorso di Inzaghi. Il Palermo ci ha creduto fino in fondo, consapevole del peso dei tre punti, e anche dopo aver dilapidato il doppio vantaggio non ha smesso di crederci. L’esultanza dell’allenatore piacentino e della squadra al gol di Augello racconta tutto: un gruppo in missione, che sa dove vuole arrivare.

Il Palermo però deve crescere ulteriormente, fatica ancora a far coesistere quattro giocatori dal profilo sbilanciato in avanti: Hernani, Strefezza, Johnsen e Pohjanpalo. Non è un problema di singoli – tutti e quattro, tranne Johnsen, sanno lavorare bene anche senza palla – ma di fase difensiva collettiva, ancora disorganica. L’equilibrio, insomma, è il vero obiettivo della nuova idea di calcio. Prima dei due gol, anche l’Arezzo aveva creato diverse occasioni, come già Juve Stabia e Lecce nelle precedenti sfide. Inzaghi e il suo staff devono trovare la formula giusta, ma le sue parole nel post partita suonano come una dichiarazione d’intenti: l’errore non è stato subire, ma non aver chiuso la gara con un gol in più.



La coperta va allungata perché quello che doveva essere il punto di forza del Palermo — la profondità dell’organico — non si è ancora trasformato in equilibrio di rendimento lungo tutti i 90 minuti. Il riferimento è al contributo ancora insufficiente della panchina, un problema che si trascina da tempo. Il primo gol dell’Arezzo è arrivato 36 secondi dopo le prime due sostituzioni di Inzaghi (dentro Gyasi e Vavassori). Una coincidenza? Continua invece a non convincere Estevez, poco incisivo anche ad Arezzo, mentre va sottolineato l’impatto di Gabrielloni, già vicino al primo gol in rosanero: incidere dalla panchina è la sua qualità migliore. La Coppa Italia col Mantova sarà l’occasione per Inzaghi – che ha già annunciato ampio turnover – di dare minuti a questi giocatori e portarli al passo con gli altri.

Per la seconda gara consecutiva, Inzaghi ha scelto il 4-3-3 come sistema di gioco iniziale. Contro il Mantova sarà interessante capire se proseguirà su questa strada o se si è trattato di una scelta anti-Juve Stabia e anti-Arezzo, entrambe schierate a specchio: il Mantova, invece, adotta di solito il 3-4-2-1. Poco male, perché i due sistemi di gioco di riferimento del Palermo (4-3-3 e 4-2-3-1) si alterneranno nel corso della stagione e anche a partita in corso. C’è però qualcosa da registrare a centrocampo.

L’unico a trarre pieno beneficio dal 4-3-3 sembra essere Segre, mezzala sinistra. Il vicecapitano è efficace in interdizione, non ha grandi compiti di costruzione e ha campo libero per inserirsi in area: il gol contro l’Arezzo, poi annullato, lo dimostra. Il problema è che Ranocchia da regista puro sta faticando (a parte il gol, una perla), Estevez in quella posizione non incide e Hernani non ha ancora la condizione per fare la differenza da tuttocampista – un po’ mezzala destra, un po’ esterno quando Strefezza stringe, un po’ centrale – pur avendo disputato domenica una buona gara.

Tasselli ancora da incastrare, ma col vento in poppa potrebbe essere tutto più facile. La vittoria di Arezzo lancia un messaggio chiaro: se si vincono anche partite così, allora questo può essere davvero l’anno giusto. Il Palermo non vinceva le prime due gare di Serie B dalla stagione 1964/65. La strada è appena all’inizio, ma i rosanero hanno approcciato con il passo di chi vuole arrivare in alto.

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