Torino-Palermo 3-0 / LE PAGELLE: Rosa, tracollo fisico. Broh e Nedelcearu ok
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News
Tra la serie C della Reggiana e la serie A del Torino la differenza c’è e anche tanta. E il Palermo, sei giorni dopo, paga pedaggio tornando sconfitto dopo sei vittorie esterne consecutive in gare ufficiali. La sconfitta sta nell’ordine delle cose e non è il caso di farne un dramma: troppa differenza tecnica e fisica, soprattutto in alcuni confronti individuali che hanno deciso la partita. E nel finale c’è stato un tracollo atletico.
Il Palermo approccia bene la gara, gioca venti minuti buoni senza alcuna sofferenza e anzi crea le migliori occasioni, sfiorando il gol con Brunori. Poi la forza fisica del Torino ha il sopravvento, il Palermo perde metri dopo metri e finisce con il cedere il passo ai granata che nel secondo tempo danno concretezza alla loro schiacciante superiorità atletica. Il risultato non è in discussione, così come è evidente che questa squadra ha ancora bisogno di alcuni rinforzi di categoria.
Qualcosa di buono comunque si è vista, a cominciare dal debutto di Nedelcearu e Sala: soprattutto il rumeno si è dimostrato solido. Il resto delle indicazioni va “tarato” in funzione della maggior qualità dell’avversario che sebbene in crisi è pur sempre una squadra di serie A. Da domani, comunque, si volta pagina. Arriva Corini, si ritorna al calciomercato e tra sette giorni è già serie B, tutta un’altra storia.
TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 6,5, Djidi 6 (dal 37′ s.t. Bayeye s.v.), Buongiorno 6, Rodriguez 5,5; Singo 6,5 (dal 37′ s.t. Lazaro s.v.), Ricci 6, Lukic 7 (dal 37′ s.t. Segre s.v.), Aina 6, Seck 6,5 (dal 32′ s.t. Linettj s.v.), Radonjic 7,5, Sanabria 5 (dal 32′ s.t. Pellegri s.v.).
PALERMO (4-2-3-1): Pigliacelli 6; Buttaro 5, Nedelcearu 7 (dal 37′ s.t. Somma s.v.), Marconi 5,5, Sala 6 (dal 29′ s.t. Crivello s.v.); De Rose 5,5, Broh 6; Elia 5,5 (dal 29′ s.t. Damiani s.v.), Soleri 5 (dal 36′ s.t. Silipo s.v.), Floriano 6 (dal 20′ s.t. Stoppa s.v.), Brunori 6,5.
Pigliacelli 6: I pericoli gli ronzano vicino alla porta come zanzare fastidiose. In realtà il Torino non tira mai in porta per quasi un’ora pur creando qualche occasione potenzialmente pericolosa, sia di piede che sul gioco aereo. Al primo tiro in porta (Lukic da fuori area) arriva il gol su cui però il portiere non ha specifiche responsabilità, il tiro è molto angolato. Dopo cinque minuti il raddoppio di Radonjic che segna un rigore in movimento ma che l’arbitro annulla per fuorigioco. Qualcosa in più Pigliacelli potrebbe farla sul gol di testa di Radonjic che però colpisce indisturbato da sei metri. Conferma la sua predisposizione al gioco con i piedi.
Buttaro 5: Che fatica contro Radonjic che è uno dei migliori del Torino, per tecnica e velocità. Buttaro cerca di limitare i danni ma quando viene puntato in velocità va in sofferenza. Un po’ come avvenuto con la Reggiana, quando ha rovinato una buona partita con una doppia ingenuità che ha provocato il rigore.
Nedelcearu 7: La prima impressione è più che positiva: ha posizione, fisico e buona tecnica. Contro un Torino più fisico la sua stazza è utilissima. Un paio di chiusure di classe evitano al Palermo guai grossi.
(dal 37′ s.t. Somma) s.v.:
Marconi 5,5: Anche lui, come Buttaro, soffre nell’uno contro uno con avversari fisicamente più prestanti. Un paio di ingenuità rischiano di costare caro e probabilmente deve ancora trovare la migliore condizione fisica. Se sbaglia l’anticipo gli avversari gli danno 5 metri al secondo. Gli va riconosciuto il massimo impegno, esce stremato.
Sala 6: Debutto positivo, anche in considerazione che nella sua zona deve vedersela con Singo e Seck a cui non puoi dare nemmeno un metro. Ovviamente bisogna perfezionare i meccanismi difensivi con i compagni e qualche volta si fa trovare in difficoltà sulle palle alte che spiovono sul secondo palo.
(dal 29′ s.t. Crivello) s.v.: Entra a partita ormai finita ma lascia subito un buco sulla sinistra dove il Torino costruisce il terzo gol.
De Rose 5,5: Nei primi 20 minuti governa il centrocampo con autorevolezza. Con il passare dei minuti perde smalto e soffre le avanzate massicce dei centrocampisti avversari. Meno falloso del solito.
Broh 6: Ancora una buona partita, inevitabilmente meno spumeggiante rispetto a quella con la Reggiana. Ma è solido fisicamente, è sempre ben piazzato e tende a non sprecare la palla cercando di ragionare. Con avversari di categoria superiore è più complicato riuscire a impostare il gioco.
Elia 5,5: Gioca sulla fascia destra e non è molto propositivo quando c’è da chiamare palla. Non si risparmia nelle chiusure difensive ma non ha occasioni per mettersi in mostra. Nemmeno nella ripresa riesce a mettersi in mostra. E’ ancora in rodaggio.
Soleri 5: Nulla di nuovo rispetto a quello che già sappiamo. Il clima di battaglia non lo spaventa e lui non rinuncia a un solo contrasto ma a volte servirebbe più qualità. Si mette al servizio della squadra cercando, non sempre con successo, di far salire il baricentro della squadra. Nel secondo tempo vede ancora meno palloni ma la squadra è in evidente difficoltà fisica e si capisce subito che non è giornata di miracoli.
(dal 36′ s.t. Silipo) s.v.:
Floriano 6: Apre la partita con un assist al bacio, di esterno destro, per Brunori. E’ vivace finché lo sorregge la corsa, poi la vista si annebbia. Nell’intervallo ricarica le batterie e all’inizio del secondo tempo, con un tiro a giro sul palo lontano, va vicino al gol. Poi la benzina finisce ed esce dal campo.
(dal 20′ s.t. Stoppa) s.v.: Prende la posizione di Floriano ma ci vogliono dieci minuti perché tocchi il primo pallone: non lo sciupa ma è troppo poco per giudicarlo. Prima del suo ingresso il Palermo era già cotto.
Brunori 6,5: Se gli riesce il gol dopo nove minuti, con quel pallonetto sul secondo palo che Milinkovic Savic riesce a smanacciare in corner, gli avrebbero dedicato una via centrale di Palermo. La qualità non gli manca ma la partita dopo mezz’ora si gioca quasi sempre nella metà campo del Palermo e a lui mancano rifornimenti di qualità. A metà ripresa prova a inventarsi una giocata personale ma la sua conclusione è piuttosto centrale.