Delio Rossi ai saluti: “Avrei voluto fare di più. Restate vicini al Palermo, perché…”

Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie B

Delio Rossi ai saluti: “Avrei voluto fare di più. Restate vicini al Palermo, perché…”

Il bilancio di Delio Rossi. Il tecnico rosanero commenta così la sua parentesi in rosanero, tra il sollievo per la sentenza d’appello e anche l’amarezza di non aver potuto portare a termine il proprio lavoro durante i playoff di Serie B, lanciando anche un messaggio ai tifosi e ringraziandoli ancora una volta per il loro affetto.

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Ai microfoni del sito ufficiale afferma: “E’ arrivata una sentenza, fortunatamente; ha deciso un tribunale. Ma da uomo di campo fatico a dare un giudizio su qualcosa che decidono i tribunali… dico solo che i campionati che dovrebbero decidersi in campo e a me dispiace che non c’è stata data la possibilità di poter giocare questi playoff. Avevo formato solo per un mese e con l’eventualità di fare i play-off e centrare l’obiettivo, poi c’erano delle situazioni pregresse”.

Delio Rossi parla del suo ritorno a Palermo e traccia un suo personale bilancio: “E’ comunque un bilancio molto parziale, perché manca la parte finale e perché in 10 giorni hai giocato 4 partite. Quando cambi in corsa hai sempre qualche problema, ma ho avuto la fortuna che questi ragazzi si sono dedicati a me completamente. Mi dispiace di non aver potuto portare a termine il mio incarico nel migliore dei modi e non aver dato la possibilità a questi ragazzi di fargli giocare quello che avevano meritato sul campo. La partita che rigiocherei? Quella di Livorno, perché era la prima e il campo aveva detto che magari il risultato non era non era quello giusto. Poi magari dal punto di vista tecnico la partita dove forse ci siamo espressi meglio è stata quella col Cittadella”.

Sul futuro del Palermo dice: “Me ne sono andato in punta di piedi e sono tornato in punta di piedi, in un momento particolare. Magari abbiamo toccato punti più alti e adesso siamo in un periodo di transizione con qualche problema, ma penso che nei momenti di difficoltà si vede chi vuole veramente bene al Palermo: facile quando le cose vanno bene essere tutti dalla stessa parte e salire sul carro del vincitore. Forse il momento particolare non è ancora passato: bisogna stare più vicino al Palermo, soprattutto in questo momento che c’è una nuova una nuova proprietà, un nuovo un nuovo inizio. Personalmente io li devo ringraziare perché magari vedevo la televisione e vedevo questo stadio vuoto; mi faceva un po’ tristezza. A darmi più fastidio é l’apatia: preferisco paradossalmente alla contestazione e fischi ma di gente che ti sta vicino perché significa che ha a cuore la sua squadra. Il Palermo è patrimonio di tutti non solo di chi gioca o di chi è amante del calci: è il biglietto da visita di una città, di una regione anche a livello mondiale e anche per quella gente che non vive più a Palermo”.

E sul rapporto con i tifosi ribadisce: “Arrivai in una regione che non conoscevo, in una città che non conoscevo; i palermitani mi hanno conosciuto anche e soprattutto come persona ed quello che io ho sempre apprezzato; scindere l’aspetto umano da quello professionale. Quando mi hanno richiamato non potevo dire di no perché hanno fatto leva su questo: Palermo significa stima, significa rispetto. E questa stima e questo rispetto per me erano significano anche non voler deludere queste persone, significa volere fare ancora meglio. Per me questo rappresenta Palermo”.

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